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Facebook storytelling (Udine, 8 aprile 2017. Montecarlo di Lucca, 28 aprile 2017)

Facebook storytelling” è un incontro di 3 ore dedicato alle tecniche di narrazione applicate a Facebook.

3 ore dedicate a:

  • cosa significa narrare con Facebook
  • come trovare la tua storia da raccontare
  • la differenza fra post, note, eventi, offerte, sondaggi, traguardi, impressum e informazioni
  • gli strumenti (testo, video, immagine) gratuiti per raccontare storie, anche corali
  • le applicazione da integrare per incrementare la capienza della vostra storia
  • l’importanza del piano editoriale
  • i toni e gli stili di comunicazione
  • come e quando integrare citazioni e concorsi coerenti con la propria narrazione

“Facebook Storytelling” è adatto a te se:

  • utilizzi Facebook ma vuoi di più da questo social
  • senti di poter integrare ed implementare il tuo messaggio
  • desideri trovare il tuo “modo giusto” per esporti di più condividendo il tuo pensiero senza danneggiarti
  • sentirti più forte grazie a una programmazione lungimirante per obiettivi strategici comprendenti l’anima del tuo business

Seguendo questo corso otterrai:

  • una consapevolezza maggiore dello strumento Facebook
  • una consapevolezza incrementata delle potenzialità espressive della tua storia
  • la costruzione o revisione del tuo piano editoriale per le successive due settimane
  • la definizione dei tuoi temi in qualità di brand

Dove si svolgerà l’incontro:

  • Dalle 09:00 alle 12:00, Parco del Cormor, Udine
  • Biblioteca Carlo Cassola, Montecarlo di Lucca. Disponibile in due fasce orarie (mattina e pomeriggio) per un massimo di 5 persone a gruppo.

Cosa fare per prenotarsi?

  • Il corso ha un costo di 30,00€ .
  • Scrivimi i tuoi dati di fatturazione via e-mail a venturinicomunicazione@gmail.com
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Il nostro primo Natale insieme

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Merry ha due anni, ma questo sarà il nostro primo Natale insieme. L’anno scorso è stato tragico. Trenitalia ci ha impedito di passarlo insieme. Un controllore dell’intercity notte Udine-Roma non ci ha permesso di salire nonostante i biglietti comprati, i vaccini in regola, il cane con la museruola pronta per essere indossata. Il biglietto lo acquistai presentandomi alla biglietteria di Udine diverso tempo prima del viaggio effettivo, portandomi dietro il mio cane, che ho mostrato al bigliettaio per fargli capire di che cosa stavamo parlando.

Il motivo per cui mi è stato impedito di usufruire di un servizio pubblico, nonostante il biglietto regolarmente acquistato e obliterato e il cane in regola in tutto? L’Alaskan Malamute è grosso e il controllore non voleva problemi con le lagne degli altri passeggeri (eventuali perché, sino a quel momento, nessuno s’era infastidito dalla sua presenza e dal fatto che avrebbe viaggiato in treno). Così, dopo averlo significativamente insultato davanti a tutti (cosa che non ho mai fatto prima in vita mia: ero fuori di me dalla rabbia), ho preso il mio cane e me ne sono tornata a casa, portandolo dai miei genitori, prendendo il treno successivo per Roma senza di lui.

Nessuno mi ha difeso, né la polfer presente, né i viaggiatori. Nonostante avessi i biglietti in mano (nei quali c’era scritto chi aveva emesso i titoli di viaggio ovvero la biglietteria di Udine), il libretto sanitario del cane in mano, il foglio con l’antirabbica mostrato, la museruola sventolante davanti agli occhi del controllore, i sacchettini igienici attaccati alla borsa.

Passare il Natale senza Merry è stato molto doloroso e un grande sacrificio, che ho accettato di fare per non venir meno a degli impegni importanti nella capitale. Non è servito a molto, ma tutto sommato è andata bene così.

Merry, ad oggi, è il primo su (quasi) tutto: viene prima di me, è secondo solo dopo il lavoro, primo nel cuore.

Alle mie segnalazioni, Trenitalia non ha mai risposto e non ha rimborsato nemmeno il biglietto. Inutile dire che, da quel momento, non viaggio più con Trenitalia, se non strettamente obbligata; per i viaggi lunghi in treno con il mio cane scelgo Italo perché il mio alaskan malamute è sempre stato trattato con i guanti e il tappeto rosso (fino ad oggi).

Quest’anno sarà diverso. Niente viaggi in treno, solo famiglia. Ho avuto l’ok anche per passare le notti del 24 e 25 con Merry in camera e questo, per me, è il regalo più bello, che mi ripaga di tutta la nostalgia e il vuoto, che provai lo scorso anno, stando senza di lui. Forse alcuni di voi penseranno che ho un rapporto simbiotico, morboso, totale con il mio cane e vi posso dare ragione senza problemi: lui rappresenta qualcosa di potente dentro di me e lo voglio vicino, ho bisogno di averlo vicino sempre.

Chi ha un cane a cui è legatissimo, capirà.

Chi ha un Alaskan Malamute a cui sta dedicando la vita, capirà.