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Branding: lasciare impronte di un brand forte

Tutti noi lasciamo impronte in ogni nostra azione, tanto nel lavoro quanto nelle relazioni personali ed ecco che inevitabilmente le persone con cui interagiamo, attraverso di esse, iniziano a formarsi un’idea su di noi. Non sempre abbiamo una sufficiente consapevolezza di ciò ma di sicuro ne sperimentiamo gli effetti, a volte anche negativi quando lasciamo impronte senza avere un progetto strutturato. Le nostre impronte, l’attenzione con cui le lasciamo rivelano la nostra natura, aiutano a formare o a disgregare un valore fondamentale non solo nel business: la Fiducia!

Partiamo da questa immagine: vi è mai capitato di osservare le impronte di un lupo?


(Fonte: www.naturamediterraneo.com)

L’avete guardata bene? Cosa notate? Le impronte sono allineate, un tratto distintivo del lupo (il cane lascia impronte più larghe tra loro), hanno una direzione ben precisa, si intuisce l’intenzione dell’incedere deciso, viene (quasi) l’istinto di seguirle! Ogni impronta contribuisce a definire, distinguere e a dare un’idea chiara (leggi posizionamento) del percorso.

Definire, distinguere, posizionamento sono parole chiavi per un libero professionista, obiettivi che chiunque faccia business vuole raggiungere. Come i membri di un branco seguono la coppia alfa, non vorremmo anche noi, con le dovute traduzioni, essere per i nostri clienti un punto di riferimento? Credo proprio di sì, e allora lasciamoci ispirare dalla marcia del lupo per il nostro business.

Nessun uomo è stato mai deluso dall’aver preso ispirazione dalla natura.

Quali impronte e come lasciarle?

Noi umani, imprenditori di noi stessi, lasciamo le nostre impronte nel mondo reale e in quello digitale: nel primo le lasciamo, per esempio, attraverso le relazioni che instauriamo, i nostri prodotti e servizi, il nostro abbigliamento (anche il nostro stile comunica); nel mondo digitale attraverso i contenuti (immagini, video, testi) condivisi nel nostro spazio web o i nostri account Social, e in ultimo ma non meno importante, attraverso le relazioni digitali (ebbene sì, anche nel web possiamo instaurare relazioni sane e proficue).

Abbiamo in ogni istante opportunità per fortificare il nostro brand, sta a noi scegliere cosa fare! Già, ma come? Per lasciare buone impronte occorre conoscersi e capire in cosa eccelliamo, cosa ci rende unici; occorre formarsi per accrescere le nostre conoscenze e occorre progettare per alzare lo sguardo e guardare oltre. Forse starai pensando che occorre tempo e lungo lavoro, la risposta è: dipende… Per questo ho pensato a lasciare qui una mia lista di idee con l’unico scopo di darti una bozza da cui partire, adattala, cambiala, ma prova…

IMPRONTE REALI

  • Cura le Relazioni, dai prima di chiedere
  • Crea un prodotto/servizio per qualcuno e non per chiunque
  • Sostieni e fai branco con i tuoi “clienti”

IMPRONTE DIGITALI

  • Crea contenuti utili e originali
  • Dai attenzione più alle critiche che agli elogi
  • Rendi il tuo Social più “sociale”

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Cos’è il personal branding?

Hai presente quando sul lavoro avverti quella sensazione mista tra fermento e fastidio nel non essere riconosciuto per quello che sai realmente fare, per il valore che apporti perché sei competente nel tuo settore? O magari vedi tuoi competitori avere “successo” pur non mettendo passione nei loro prodotti e servizi ma “sanno come farsi comprare”? A me è successo e sai che non è invidia o pura competizione, ma piuttosto voglia di essere riconosciuti, di auto-determinarsi e affermarsi. Bene, a questo stato d’animo, a questo ciclo vizioso c’è soluzione, c’è un sentiero da percorrere, esiste un processo in grado di aiutarti nell’ottimizzare il tuo business, nel comunicare quanto vali per poter dire un giorno: “è faticoso, ma sono soddisfatto di ciò che faccio!”, questo processo si chiama Personal Branding.

Il Personal Branding è stato definito in svariati modi, per esempio: disciplina di miglioramento personale, nuovo marketing personale, l’arte di farsi vendere, ecc. Tutte descrizioni potenzialmente valide, qualcuna forse troppo tecnica, ma molte troppo limitanti per un processo così dinamico e flessibile. Ora ti spiego qual è la mia visione: sono fermamente convinto che quanto più sai definire te stesso e le tue competenze, quanto più riesci a comunicare il tuo valore ai (potenziali) clienti e sai diffondere le tue impronte sia online che offline, tanto più sei soddisfatto della tua attività. Partendo da ciò, ecco la mia definizione di Personal Branding: il processo attraverso il quale riesci a far pensare a te come la persona giusta per un particolare prodotto o servizio.

Forse ti starai chiedendo: <<Il termine personal mi è abbastanza chiaro ma cosa significa “branding”?>> presto detto: il branding è un’attività che punta a differenziare i prodotti e i servizi che un’azienda offre ai propri clienti cercando di innestare un’idea in loro e una personalità nei prodotti. Il prodotto (servizio) con una personalità è il Brand! Ricapitolando, il personal branding applica (traducendo) categorie e tecniche del branding “tradizionale” alla Persona libero professionista. Ma come si arriva a questo? Vediamo intanto di chiarire alcuni dubbi per poi dare qualche spunto utile per la tua strategia di branding.

Il termine Personal Branding è stato coniato da Tom Peters nel 1997 con un articolo “The Brand called You”, tradotto letteralmente “Il Marchio chiamato Te” (cifr. www.fastcompany.com/28905/brand-called-you), in cui per la prima volta viene usato questo termine e vengono definite già alcune tematiche e parole chiavi tuttora valide. A questo dato storico, può esserti utile aggiungere un’altra fonte altrettanto autorevole, seguimi. Dato che il P.B. (cifr. Personal Branding) riguarda il gestire se stessi usando categorie e logiche del marketing dei grandi marchi, come non citare un altro “guru” del management e del marketing, Peter Drucker, austriaco naturalizzato statunitense. Drucker, nel suo libro “Managing oneself” (appena 72 pagine, dense di contenuti), fa riferimento, anche se non direttamente, al personal branding, a quel processo fondamentale per promuovere se stessi. Secondo il buon vecchio Peter (permettimi questa confidenza), tu ed io, siamo i nostri “chief executive officer” ovvero i nostri “amministratori delegati” dell’azienda chiamata “Te”! Dove voglio arrivare con queste citazioni? A (di)mostrarti come il P.B. sia un processo oltre il web, “nato” prima dei Social Network e questo ci fa capire quanto è fuorviante identificare il P.B. con il promuovere se stessi sui Social. Personalmente considero i Social Network un potente “concime” per il nostro brand, sono strumenti utili e indispensabili in questa nostra epoca digitale, ma non necessari in assoluto e non risolutori della tua strategia di personal branding.

Ecco una parola chiave nel P.B. e non solo, avere una strategia. Ricordiamo il nostro punto di partenza? Ogni qualvolta interagiamo con i nostri clienti, amici, parenti o semplici conoscenti, comunichiamo qualcosa di noi e loro, inevitabilmente, attraverso la percezione avuta formano un giudizio, ci inquadrano nella loro mente (nel marketing ciò viene chiamato Posizionamento). Per far sì che la percezione corrisponda a ciò che siamo veramente è quindi fondamentale conoscere se stessi, saper creare una propria Identità e pianificare quindi una strategia efficace di branding.

Ecco, a mio avviso, i focus per una Buona Strategia:

  1. Definire una personalità nel tuo brand Vision, valori, passioni

  2. Definire la tua offerta, il tuo mercato e i benefici per i clienti

  3. Produrre loghi, grafica e contenuti coerenti

  4. Costruire una relazione con gli interlocutori

  5. Monitorare, mantenere vive e incrementare le relazioni

Qual è il parassita più resistente? Un’idea! Una singola idea della mente umana può costruire città! Un’idea può trasformare il mondo e riscrivere tutte le idee!” 

Dal film Inception

Se sei arrivato a leggere fin qui, sei davvero uno “stacanovista”, e prima di lasciarti vorrei darti un ultimo contributo. Siamo partiti insieme da una riflessione su cos’è e sulle origini del Personal Branding, prova ora a concentrarti su questi passi preliminari per ripensare, e ottimizzare il tuo business, scopri come fare Personal Branding:

  • Cosa sai fare meglio e più facilmente?
  • Come lo sai fare?
  • Cosa ti rende unico?
  • Perché dovrei lavorare con te?
  • Com’è il tuo rapporto qualità/prezzo?

Con questo è tutto (o forse no), buon branding! Buona riscoperta del Tuo Valore!

logonome_01_blufbGaetano Pastore

Se vuoi approfondire, iscriviti al corso “Impronte di brand“!