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Valentina Lombardi: intervista a una consulente d’immagine con partita IVA

Questo sito è stato, spesso, l’occasione per conoscere, nel mondo reale, persone che in nessun altro modo avrei potuto incontrare. Il lettore o la lettrice occasionale entrano in qualche mio articolo, si rispecchiano, mi contattano, spostiamo nella realtà il dialogo virtuale e qualcosa nasce. L’adozione di un malamute, una camminata con Mercurio oppure, come in questo caso, una bella intervista e chissà, qualcosa d’altro ancora.

Valentina Lombardi è una consulente d’immagine in Lombardia. Avvia la partita IVA dopo una vita con contratto dipendente e si confronta con il bello e il difficile di avere una propria piccolissima auto impresa. Quest’intervista nasce per raccontarti il processo di riconoscimento del proprio valore aggiunto nella libera professione. Non solo: dalle parole di Valentina, scoprirete un’anima sensibile e determinata.

1. Com’è nata l’idea di diventare una consulente d’immagine?

E’ nata nel 2013, grazie all’aiuto di una consulente di carriera molto brava. Avevo appena terminato un periodo lavorativamente difficile, concludendo la mia esperienza come responsabile amministrativa in una multinazionale; da quel periodo di crisi ho pensato di trarne beneficio ed insegnamento, andando ad analizzarne i reali motivi; da tempo ero insoddisfatta del mio lavoro impiegatizio e quello è stato il momento ideale per mettere in discussione tutto quanto. Ho trovato una consulente di carriera che mi ha aiutato a capire e riconoscere le mie vere attitudini, completamente sepolte, e da quel percorso è nata l’idea di fare la consulente d’immagine. Una professione fondata sulle mie passioni: il trucco e in generale la cura dell’aspetto esteriore, e soprattutto il piacere di stare con le persone, ed aiutarle a migliorare la propria vita in qualche modo.

 

   2. Perché l’immagine estetica ed esteriore è così importante oggi a
   livello business?

Perché quella che viviamo è la cosiddetta era dell’immagine: le persone vengono subito valutate  attraverso il loro aspetto, che rappresenta a tutti gli effetti il nostro biglietto da visita visivo ed immediato. La nostra immagine deve trasmettere un messaggio di coerenza con la nostra professione, cosa che ai giorni nostri non è sempre vera né scontata. Aspetto e competenze in sostanza devono essere allineate; l’immagine infine deve rispecchiare le varie sfaccettature della nostra personalità, evitando di appiattirci in canoni stereotipati di business (ad es il classico caso della donna manager, vestita in tailleur). E’ vero che dobbiamo rispettare il contesto professionale in cui operiamo, ma non dobbiamo nemmeno indossare dei “panni scomodi” in cui non ci sentiamo a nostro agio e tanto meno rispecchiati per ciò che siamo. Il mio intervento serve proprio a questo: allineare il rispetto del contesto professionale, alla reale espressione di ciò che siamo attraverso il nostro look. Da soli è molto più difficile riuscirci, anche perché i consulenti di immagine studiano degli standard internazionali di bellezza e stile che le altre persone non conoscono. Ad esempio, quali colori realmente ci valorizzano.

 3. Come definiresti il percorso che ti ha portato a differenziarti sul
   mercato rispetto ai canonici servizi offerti dalle tue concorrenti?

Sicuramente l’approccio ed ascolto empatico del cliente: il mio obbiettivo è la totale soddisfazione del cliente, quando ha terminato il percorso con me. Diciamo un approccio più olistico e a 360 gradi rispetto ad altre professioniste del mio settore, proprio perché mi sono resa conto che andare ad intervenire sull’aspetto delle persone è una cosa molto delicata, ci vuole tantissimo rispetto ed empatia, e saper interpretare e leggere la personalità delle persone. Non è una cosa frivola, che si limita esclusivamente alla parte esteriore di noi, ma scende più in profondità. A livello privato è da tanto tempo infatti che amo e seguo le discipline olistiche e la crescita personale, quindi per me è stato un passaggio naturale avere questo tipo di approccio. Infine, ho coniugato alla consulenza di immagine il make-up, cosa non tanto diffusa, proprio per poter servire al meglio le clienti a 360 gradi.

4. Qual è il valore aggiunto del tuo lavoro nella vita professionale del
   tuo clienti?

Sicuramente il mio intervento facilita i rapporti sociali e professionali, perchè il cliente a seguito del percorso di consulenza d’immagine si percepisce più in forma, bello, a suo agio guardandosi allo specchio, e come conseguenza naturale migliora l’autostima e l’amor proprio. Molti imparano a prendersi maggiore cura del proprio aspetto, e a divertirsi anche facendo shopping, cosa che per molte donne, al contrario di quello che si crede, è vissuto come un momento negativo e di stress…

5. La tua soddisfazione più grande?

Fare parte del team docenti di una delle migliori accademie di Milano di trucco, la MBA Making Beauty Academy. Sono ottimi professionisti e l’esperienza di formare ragazze e ragazzi è incredibilmente arricchente da un punto di vista sia umano che professionale. Anche quella di aver aiutato alcune donne con malattie e disagi fisici a vedersi finalmente belle  grazie semplicemente a un pò di trucco.

6. Da qui a 10 anni sarai…..

Spero semplicemente che questo lavoro continui ad entusiasmarmi come succede oggi, e che mi dià serenità anche da un punto di vista economico, non sono ambiziosa nel senso classico del termine: non mi interessa diventare famosa o guadagnare tanto, la cosa che più conta per me è sentirmi sempre entusiasta e stimolata da quello che faccio, e non annoiarmi.

Se vuoi conoscere di più Valentina Lombardi, questi sono i suoi riferimenti online:

www.facebook.com/valentinalombardiconsulenteimmagine

www.valentinalombardi.com 

www.linkedin.com/in/valentina-lombardi-815b34ba/

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Come valutare il tuo anno da libera professionista

libera profesisonista

Il 2017 volge al termine e, se sei libera professionista, forse ti stai chiedendo se è stato un buon anno. Sì, a volte succede di chiederselo perché non tutti gli anni sono uguali. Talvolta non scorrono lisci e in crescita. Può capitare ci siano molte sfide a cui far fronte e vedere, nel complesso, cosa sei stata in grado di fare può essere difficile. Ecco, secondo me ci sono alcuni parametri da tenere in seria considerazione prima di attaccare l’autostima con giudizi. Perché è facile sentirsi o dirsi “incapaci” ma è più difficile riconoscersi del valore o dirsi “Brava!”. Secondo me, questi sono gli elementi da considerare.

Oneri fiscali: li hai saldati tutti

Se la tua partita IVA ti ha garantito il saldo puntuale di ogni F24, allora hai fatto un ottimo lavoro. Se la tua partita IVA ti ha permesso di accantonare del capitale per gli F24 del prossimo anno, allora hai fatto un ottimo plus lavoro. Certo, hai dovuto rinunciare a qualcosa, forse. Ma, se da un anno all’altro, hai l’anima in pace con il Fisco, allora il motivo principale per cui lavori è sistemato. Puoi dormire più serena. Perché sì, non raccontiamocela: possiamo avere l’IVA agevolata fin ché volete… ma giugno e novembre sono comunque due appuntamenti molto tosti per una libera professionista. E cascano sempre nel periodo in cui c’è il rischio di non essere pagata causa ferie. Senza contare la speranza delle vacanze da qualche parte, che fa i conti con le comunicazioni del commercialista. Se ti sei avvantaggiata, tirando la cinghia ma respirando in un secondo momento: BRAVA!

Fatture incassate al 100%

Se sei riuscita a farti pagare tutto e se non hai dovuto ricorrere a mezzi legali per ottenere la riscossione dei tuoi crediti: BRAVA. In Svizzera hanno l’usanza di pagare data fattura e, lo so, quanto sarebbe bello poterlo vivere anche in Italia!!! Se sei riuscita a non perdere entrate, se i tuoi clienti ti hanno pagato in anticipo, se nessuno ti ha contestato rimborsi carburante: hai svolto un ottimo lavoro per te stessa. E mi focalizzo su te stessa perché per 365 giorni TU hai dedicato tutto il tuo tempo ai clienti. Anche di notte, lo so. Perché la testa, a volte, lavora anche nell’insonnia da freelance. Lascia stare se il tuo fatturato è sotto i 6000,00€ oppure vicino ai 45.000€. Se li hai incassati tutti: COMPLIMENTI!

Investimenti in pubblicità

E’ necessario ma non è obbligatorio e nemmeno scontato. Investire in advertising (PPC e simili) è una necessità per la libera professionista tanto quanto potrebbe essere il canone mensile del wifi. Sono spese che vanno messe a budget. Ciò che fa la differenza è il R.O.I.: i tuoi investimenti sono stati a fondo perduto oppure no? Ti hanno aiutato a crescere? Hai costruito fatturato con queste promozioni oppure hai solo speso? E, nello spendere, hai scelto di focalizzarti solo sulla visibilità in aumento coprendo aree importanti di interesse? Se sei riuscita a ragionare sempre con lucidità, ad approcciarti alle ADV senza agire d’impulso, ti faccio i miei complimenti. Sì, perché questo vuol dire avere il polso del proprio business senza farsi trascinare dalle correnti e dalle necessità.

Spazio per la tua bellezza e qualche extra

Sei stata ligia al dovere. Sei riuscita ad investire. Ti sei ritagliata un budget per le spese ordinarie e straordinarie della tua vita da autonoma e come donna. Ti sei permessa anche una volta in più dal parrucchiere oppure un giro dall’estetista più del tuo solito? COMPLIMENTI. Non è scontato riuscirci e questo è possibile solo lavorando molto sul fatturato e sulla gestione delle risorse economiche. Come libera professionista non hai un dipartimento amministrativo che ti semplifica la vita: devi fare tutto da sola. Se in questo agire per tua tutela sei riuscita anche a viziarti e toglierti qualche extra: tanto di cappello!!

Le tue clienti ti adorano e ti mandano le amiche

La soddisfazione del cliente è un parametro delicato, che tocca molti elementi. Lavorare, a volte sotto stress, può averti messo nella condizione di non essere con tutti sempre al top, forse. Tuttavia, se nella tua pagina Facebook hai stuoli di fan che ti venerano e che ti aspettano: BRAVA! Non è scontato, non è ovvio, non è immediato. Hai dovuto lavorare con i contenuti, con te stessa, con gli strumenti. A volte chiedendoti se ne valeva la pena, forse. Tal altre esaltata dai successi monitorati al millesimo. Comunque tu sia riuscita a costruire la soddisfazione di chi ha acquistato da te e ha scelto di segnalarti a qualcuno, complimenti per averlo fatto.

Con la testa mia…. scelgo io

Sembra banale ma non lo è. Tutte noi siamo bombardate da guru del marketing, che si presentano in modo aggressivo online. Hanno tutti la chiave magica per farti vendere di più e ognuno di loro ha il metodo ultimo e unico per fare business online. Poi ci sei tu, la tua scrivania e il tuo Mac. Se non ti sei rivista in tutti i metodi di comunicazione, se ti sei chiesta: ma io voglio davvero comunicare così? Bhé… BRAVA. A seguire le mode e le tendenze sono bravi tutti. A farsi una propria idea e ad agire di conseguenza, correndo e accettando i rischi, no, non sono brave tutte. Solo quelle che hanno carattere e spirito libero.

Tempi morti? No, tempo di costruzione

Ogni mese è un mondo a parte. Il fatturato è diverso, se non hai contratti mensili che ti garantiscono un’entrata stabile. Se la tua routine è: “Gambe in spalla” allora sai cosa significa dover gestire l’ansia, le preoccupazioni, la sfiducia e tutti i sentimenti che germogliano quando sai che stai dando tanto ma devi aspettare oppure non hai le riconferme che vorresti. Magari perché qualcuno, meglio ammanicato di te, si è appena preso il tuo posto anche se tu avevi tutte le carte in regola per rivestire il ruolo. Essere una partita IVA è anche questo: costruire il fatturato futuro quando stai già fatturando bene e dare ancora di più quando non stai fatturando nulla. Sempre per il domani.

Scegliere di essere una libera professionista ancora

Puoi chiudere la partita IVA quando vuoi. Puoi mollare quando vuoi. Invece non lo fai. In barba a tutto, non lo fai. Cara mia… ancora COMPLIMENTI perché c’è chi questa sfida la perde o sceglie di non combatterla più. Tu si, invece. Quindi, datti una bella pacca sulla spalle. Correggi il tiro dove serve e vai avanti.