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Come valutare il tuo anno da libera professionista

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Il 2017 volge al termine e, se sei libera professionista, forse ti stai chiedendo se è stato un buon anno. Sì, a volte succede di chiederselo perché non tutti gli anni sono uguali. Talvolta non scorrono lisci e in crescita. Può capitare ci siano molte sfide a cui far fronte e vedere, nel complesso, cosa sei stata in grado di fare può essere difficile. Ecco, secondo me ci sono alcuni parametri da tenere in seria considerazione prima di attaccare l’autostima con giudizi. Perché è facile sentirsi o dirsi “incapaci” ma è più difficile riconoscersi del valore o dirsi “Brava!”. Secondo me, questi sono gli elementi da considerare.

Oneri fiscali: li hai saldati tutti

Se la tua partita IVA ti ha garantito il saldo puntuale di ogni F24, allora hai fatto un ottimo lavoro. Se la tua partita IVA ti ha permesso di accantonare del capitale per gli F24 del prossimo anno, allora hai fatto un ottimo plus lavoro. Certo, hai dovuto rinunciare a qualcosa, forse. Ma, se da un anno all’altro, hai l’anima in pace con il Fisco, allora il motivo principale per cui lavori è sistemato. Puoi dormire più serena. Perché sì, non raccontiamocela: possiamo avere l’IVA agevolata fin ché volete… ma giugno e novembre sono comunque due appuntamenti molto tosti per una libera professionista. E cascano sempre nel periodo in cui c’è il rischio di non essere pagata causa ferie. Senza contare la speranza delle vacanze da qualche parte, che fa i conti con le comunicazioni del commercialista. Se ti sei avvantaggiata, tirando la cinghia ma respirando in un secondo momento: BRAVA!

Fatture incassate al 100%

Se sei riuscita a farti pagare tutto e se non hai dovuto ricorrere a mezzi legali per ottenere la riscossione dei tuoi crediti: BRAVA. In Svizzera hanno l’usanza di pagare data fattura e, lo so, quanto sarebbe bello poterlo vivere anche in Italia!!! Se sei riuscita a non perdere entrate, se i tuoi clienti ti hanno pagato in anticipo, se nessuno ti ha contestato rimborsi carburante: hai svolto un ottimo lavoro per te stessa. E mi focalizzo su te stessa perché per 365 giorni TU hai dedicato tutto il tuo tempo ai clienti. Anche di notte, lo so. Perché la testa, a volte, lavora anche nell’insonnia da freelance. Lascia stare se il tuo fatturato è sotto i 6000,00€ oppure vicino ai 45.000€. Se li hai incassati tutti: COMPLIMENTI!

Investimenti in pubblicità

E’ necessario ma non è obbligatorio e nemmeno scontato. Investire in advertising (PPC e simili) è una necessità per la libera professionista tanto quanto potrebbe essere il canone mensile del wifi. Sono spese che vanno messe a budget. Ciò che fa la differenza è il R.O.I.: i tuoi investimenti sono stati a fondo perduto oppure no? Ti hanno aiutato a crescere? Hai costruito fatturato con queste promozioni oppure hai solo speso? E, nello spendere, hai scelto di focalizzarti solo sulla visibilità in aumento coprendo aree importanti di interesse? Se sei riuscita a ragionare sempre con lucidità, ad approcciarti alle ADV senza agire d’impulso, ti faccio i miei complimenti. Sì, perché questo vuol dire avere il polso del proprio business senza farsi trascinare dalle correnti e dalle necessità.

Spazio per la tua bellezza e qualche extra

Sei stata ligia al dovere. Sei riuscita ad investire. Ti sei ritagliata un budget per le spese ordinarie e straordinarie della tua vita da autonoma e come donna. Ti sei permessa anche una volta in più dal parrucchiere oppure un giro dall’estetista più del tuo solito? COMPLIMENTI. Non è scontato riuscirci e questo è possibile solo lavorando molto sul fatturato e sulla gestione delle risorse economiche. Come libera professionista non hai un dipartimento amministrativo che ti semplifica la vita: devi fare tutto da sola. Se in questo agire per tua tutela sei riuscita anche a viziarti e toglierti qualche extra: tanto di cappello!!

Le tue clienti ti adorano e ti mandano le amiche

La soddisfazione del cliente è un parametro delicato, che tocca molti elementi. Lavorare, a volte sotto stress, può averti messo nella condizione di non essere con tutti sempre al top, forse. Tuttavia, se nella tua pagina Facebook hai stuoli di fan che ti venerano e che ti aspettano: BRAVA! Non è scontato, non è ovvio, non è immediato. Hai dovuto lavorare con i contenuti, con te stessa, con gli strumenti. A volte chiedendoti se ne valeva la pena, forse. Tal altre esaltata dai successi monitorati al millesimo. Comunque tu sia riuscita a costruire la soddisfazione di chi ha acquistato da te e ha scelto di segnalarti a qualcuno, complimenti per averlo fatto.

Con la testa mia…. scelgo io

Sembra banale ma non lo è. Tutte noi siamo bombardate da guru del marketing, che si presentano in modo aggressivo online. Hanno tutti la chiave magica per farti vendere di più e ognuno di loro ha il metodo ultimo e unico per fare business online. Poi ci sei tu, la tua scrivania e il tuo Mac. Se non ti sei rivista in tutti i metodi di comunicazione, se ti sei chiesta: ma io voglio davvero comunicare così? Bhé… BRAVA. A seguire le mode e le tendenze sono bravi tutti. A farsi una propria idea e ad agire di conseguenza, correndo e accettando i rischi, no, non sono brave tutte. Solo quelle che hanno carattere e spirito libero.

Tempi morti? No, tempo di costruzione

Ogni mese è un mondo a parte. Il fatturato è diverso, se non hai contratti mensili che ti garantiscono un’entrata stabile. Se la tua routine è: “Gambe in spalla” allora sai cosa significa dover gestire l’ansia, le preoccupazioni, la sfiducia e tutti i sentimenti che germogliano quando sai che stai dando tanto ma devi aspettare oppure non hai le riconferme che vorresti. Magari perché qualcuno, meglio ammanicato di te, si è appena preso il tuo posto anche se tu avevi tutte le carte in regola per rivestire il ruolo. Essere una partita IVA è anche questo: costruire il fatturato futuro quando stai già fatturando bene e dare ancora di più quando non stai fatturando nulla. Sempre per il domani.

Scegliere di essere una libera professionista ancora

Puoi chiudere la partita IVA quando vuoi. Puoi mollare quando vuoi. Invece non lo fai. In barba a tutto, non lo fai. Cara mia… ancora COMPLIMENTI perché c’è chi questa sfida la perde o sceglie di non combatterla più. Tu si, invece. Quindi, datti una bella pacca sulla spalle. Correggi il tiro dove serve e vai avanti.

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Essere libera professionista e non viverlo: 5 errori da evitare

Essere libera professionista, trovare (e mantenere nel tempo) commesse interessanti è una sfida.

Tanto economica, quanto professionale, quanto personale. Si tratta di qualità della vita, competenze e relazioni. Per molte di noi, l’impresa più grande non è comparire in Google Maps. E’ riuscire a sviluppare un comportamento, una mentalità da imprenditrice nonostante l’educazione al “volare basso” e al “contratto stabile”. Aprire la partita I.V.A. per poter accedere al lavoro è quanto accade a moltissime fra noi.

Forse anche tu, benché attratta dagli aspetti positivi della libertà, ti saresti trovata meglio nella “botte di ferro” dei contratti nazionali! Di certo fai del tuo meglio, pur con eventuali limiti, per mantenere attivo e proficuo il tuo unico o momentaneo strumento di lavoro più importante: il regime dei minimi. Mi rivolgo a Te perché, per trovare piacere nel lavorare da libera professionista, da lavoratrice autonoma, è importante impostare alcune basi.

Non mi propongo tanto figurati se sceglieranno mai una come me

Tanto vale appendere la partita I.V.A. al chiodo e sedersi al centro per l’impiego più vicino aspettando una chiamata. Potrebbero volerci anni o, forse, potresti scavare la tua fossa nella sedia del loro corridoio, aspettando. La questione non è mai: “Non mi sceglieranno”. Di solito è sempre: “Perché non voglio tentare?”.

Nel mondo dell’imprenditorialità autonoma, personale e professionale sono legati a filo conduttore insieme. Se guadagni, sopravvivi e sostieni. Se non guadagni, raschi il terreno della povertà assoluta o delle difficoltà economiche. Il lavoro è necessario per garantirti una vita senza essere sulle spalle di qualcuno (l’azienda, la famiglia, il compagno). Oltre a tutto ciò, quali sono le motivazioni vere, che ti tengono ancorata al terreno? Cosa vuoi veramente?

La partita I.V.A. è la risposta istintiva, viscerale? Se la risposta è no, perfetto. Metti in moto le tue risorse per raggiungere quell’altro tipo di lavoro, che ti rispecchia di più.

Se ti accontenti di un solo preventivo accettato

Se tutto il tuo tempo (anche libero) lo investi su un cliente, stai lavorando da dipendente e non da autonoma. Senza i benefits del lavoro dipendente. Ci sono clienti-vampiro. Quelli a cui permetti di non rispettare i limiti della reperibilità, insegnando loro che possono chiamarti anche dopo le 21:00, di sabato, di domenica. Perché il lavoro viene prima di tutto. Quelli a cui concedi “una volta in più in azienda” praticamente tutte le settimane perché “il cliente va seguito”. Previo poi ritrovarti senza il tempo per seguire gli altri tuoi contatti, stringere relazioni, curare la tua rete di agganci, sostenere la tua formazione continua. Quelli che “la mia volontaria lo farà al posto tuo”, quelli che “con i soldi che risparmio con te potrò dare un gettone di presenza a qualcun altro”.

Tutto ciò è solo mancanza di serietà e professionalità. Da parte tua, che accetti. Da parte del cliente, che insulta.

Ti pagano abbastanza per rinunciare a tutto ciò? Nel contratto (sempre ammesso che tu ne abbia uno) è prevista l’esclusività? Se è prevista, perché lavori con la partita I.V.A. e non vieni assunta? Ci guadagni da questa situazione? Sì, pensa al tuo benessere e al tuo guadagno: il cliente non lo farà per te. Soprattutto quando deciderà di venir meno alla parola data lasciando te in balia degli eventi.

Quante volte ti è capitato di avere ritardi nei pagamenti e, al tempo stesso, conti da saldare? Se non è questo che vuoi, cerca sempre di differenziare e di non donarti in esclusiva, con la partita I.V.A., a nessuno.

Diventare uno zerbino prima ancora di aver iniziato una collaborazione

Leggi: tranciare la tariffa e, tolti gli oneri fiscali, non guadagnare abbastanza per vivere.

Perché, se TU non hai fondi (siamo sicuri?) per sostenere la TUA libera scelta di iniziare un percorso di comunicazione, marketing, consulenza, fundraising (un tuo bisogno, non mio), IO devo rimetterci economicamente “venendoti incontro”, sgravando te della responsabilità di rivedere le tue scelte economiche (sprechi e regalie inclusi) per realizzare un sogno? Se vuoi, puoi. E’ una regola, che smuove il mondo. Nel privato, nel professionale.

Perché, se TU non sei sicuro di voler iniziare una collaborazione con me (o con qualsiasi altro), IO dovrei dimezzare la mia tariffa per convincerti quando la logica vorrebbe una scelta consapevole e responsabile, non un “contentino” “tanto per provare e vediamo come va”?

Se il tempo è denaro, il tempo è sogni

I tuoi. Che potrebbero renderti molto ma non realizzi perché non hai il tempo per pensarci. Sei felice? Sì, per realizzare un progetto servono entrate e, per avere entrate, bisogna lavorare. Per lavorare a un sogno, si può partire dalla consapevolezza:

  • chi siamo
  • cosa vogliamo
  • perché lo vogliamo
  • cosa abbiamo per realizzarlo
  • come incrementarlo per arrivare là
  • quali passi intermedi, concatenati, mi potranno portare alla meta… seppur scaglionati nel tempo

Un dipendente ha certezze, che una partita I.V.A. non ha.

Ma una partita I.V.A. ha opportunità potenziali di guadagno, che un dipendente full time non avrà mai.

Se vuoi guadagnare tanto come libera professionista, entra nell’ottica che hai bisogno di strutturati, di diversificare le tue entrate, di pianificare la tua giornata e settimana.

Inizia costruendo una tabella dei tuoi obiettivi personali e professionali (riga orizzontale) e suddividili in fasce temporali (1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 12 mesi, 24 mesi, 5 anni, 10 anni). Sto ancora finendo di costruire la mia tabella ma, essermi messa a tavolino, a riflettere, mi ha dato una carica e una spinta fortissima. Mi ha reso felice.