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Progettare i contenuti 2018 per il digital

progettare i contenuti

Mi trovo a progettare i contenuti 2018 per tutti i miei canali digital. Ho scelto in anticipo la mia parola dell’anno 2018: CONSOLIDAMENTO. In quest’ottica di crescita, ho bisogno di fare un upgrade alla mia immagine professionale, al come e cosa offro a te che mi leggi. Il calendario attività mi facilita ma ci sono decisioni urgenti da prendere. Se anche tu sei partita IVA, ti troverai di certo a fare queste riflessioni se vuoi crescere. Le condivido perché conosco il valore del rispecchiamento nell’esperienza altrui. Fermo restando che poi, com’è giusto che sia, ognuno cerca e trova la propria strada.

Lavorare nel network , amplia i miei orizzonti e quelli di Wolf Eyes. Ho a disposizione strumenti speciali per il brand sia dal punto di vista di immagine e bellezza sia dal punto di vista ecosostenibile. Mi riesce difficile immaginare una soluzione del tipo “O l’uno… o l’altro” come temi nei miei canali. Sia l’uno che l’altro sono interconnessi. L’uno l’accrescimento dell’altro e viceversa.

Inoltre…

Quest’anno ho festeggiato 5 anni di partita IVA: mollare proprio ora sarebbe sciocco? Mi è d’obbligo ragionare in senso evolutivo, con occhio alla solidità. E poi ci sei tu, ultimo ma non ultimo elemento: produrre contenuti non è solo rispondere a dei bisogni lavorativi per me stessa. Piuttosto, rispondere ad esigenze di informazione, formazione o realizzazione di chi, mese dopo mese, continua a seguire, partecipare, stare o acquistare. Essere un valore aggiunto. Continuo a chiedermi come voglio essere questo valore aggiunto per te, oltre la fiammata d’entusiasmo sul momento.

Facebook: come cambia e cosa troverai

Le opportunità di crescita nel network che ho scelto ben si sposano con la sensibilità ambientale e la volontà di fare qualcosa per la natura. La qualità dei brand facenti parte del marchio principale sono un’assoluta tranquillità. Ai miei clienti e fan so per certo di offrire il meglio e, quindi, pur lavorando per il mio tornaconto economico, so che sto proponendo qualcosa che sarà vantaggioso tanto quanto, se non di più, anche per i clienti.

Quello che c’è in gioco è tanto, sia dal punto di vista di immagine che di guadagni. Le politiche aziendali stanno andando sempre più incontro all’uso dei social network per stimolare la vendita. L’e-commerce stesso è in fase di nuova immaginazione per snellire alcune procedure favorendone la praticità per gli incaricati.

Facebook è, ad oggi, uno degli strumenti più importanti per quanto riguarda la vendita. Il nuovo algoritmo viaggia tutto in favore delle sponsorizzate e queste, a loro volta, vengono attivate per generare conversioni cioè vendita. Diretta o indiretta.

Potendo unire le varie correnti tematiche di Wolf Eyes Inside, mi assesterò su tre tipologie di contenuto a tuo vantaggio:

  • comunicazione digitale
  • imprenditorialità autonoma
  • prodotti eco sostenibili

New Entry dell’anno: Google Adwords

Per Wolf Eyes Inside non ho mai utilizzato questo canale promozionale mirato. Valuto, però, molto interessante lo strumento soprattutto per quanto riguarda alcuni servizi che offro. Inoltre, poter testare su me stessa le novità e potenzialità ADV di Google mi consente di presentarmi ai clienti con maggiori competenze. Per me è una rivoluzione mentale perché passo da un lavorare sulla mia comunicazione senza budget allo stanziare un fisso mensile per lo sviluppo del fatturato tramite advertising online. Sarà fondamentale indagare il R.O.I., con le sue tempistiche e peculiarità. D’altronde, come dice uno dei miei punti di riferimento nell’attività: se vuoi ottenere cose mai raggiunte, fai cose che non hai mai fatto.

Progettare i contenuti per il blog

Ecco: qui si apre un mondo. Come dicevo nell’articolo precedente, la scrittura è il mio ambiente prediletto. In questo blog ho inserito tre tipologie di contenuti dinamici: quelli legati alla mia professione, le iniziative, la vita con Mercurio. Pensare in ottica di consolidamento professionale mi chiede un progettare i contenuti utili per l’utente. Non solo la mia storia personale, quindi. Anche quella serie di articoli facilmente spendibili per il lettore.

Di base non sono contenuti che amo scrivere perché penso che in rete ci siano già tutti gli articoli per qualsiasi argomento o necessità. Mi trovo in una situazione di stallo contenutistico relativo il come farmi di più valore aggiunto per te che mi leggi. Allo stesso tempo… fremo dal raccontarti quanto sia speciale quest’esperienza di network. Cosa ci trovo. Come mi fa crescere come persona e professionista. Quindi continuo a pensare in termini di blog “vecchio stile”, diaristico piuttosto che parte di funnel. Tu cosa vorresti?

Per progettare i contenuti online avrò bisogno ancora di tempo per armonizzare influssi e obiettivi. Una certezza ce l’ho: la vita da autonoma continua ad essere la mia preferita oltre i canonici dilemmi esistenziali legati alle fatture. Si tratta solo di consolidare.

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Il mio piano di comunicazione 2018

piano di comunicazione

Il mio piano di comunicazione per il 2018 nasce come logica conseguenza di queste riflessioni. Al mutare degli obiettivi, gli investimenti e gli strumenti scelti per la mia promozione online devono cambiare. Perché ti può interessare? Perché puoi prendere spunto e puoi aggiornarti sulle novità in casa Wolf Eyes Inside.

Come prima cosa: sai cos’è un piano di comunicazione? E’ uno strumento che mette nero su bianco obiettivi, target, strumenti di comunicazione e contenuti. La sua importanza risiede proprio nella capacità di aderire alle richieste del mercato senza rinunciare alle proprie aspirazioni ed idee. Si rileva di particolare importanza l’analisi della situazione di partenza, i flussi di mercato, le tendenze online. Ottimi strumenti sono l’analisi SWOT ma anche Google Trends.

Le fondamenta del piano di comunicazione

L’esigenza più forte emersa è il mantenimento della costanza nella tutela dello spazio privato Wolf Eyes Inside. Dedicandomi anima e corpo ai clienti attuali, tolgo tempo alla promozione e al mantenimento della posizione acquisita online. Questo inficia i risultati perché, non garantendo una pubblicazione di contenuti di valore per l’utente con frequenza ottimale, incappo in fasi di stasi lavorativa. Questo mi insegna che devo fare un passo in più a livello professionale per me stessa: dare molto ai clienti ma dare nei limiti dei giusti spazi senza rinunciare a me stessa. Il ché significa che devo imparare a dare importanza al mio progetto non solo al progetto degli altri. Si entra in ambito più psicologico che professionale. E’ una sfida importante per il 2018.

Cosa cercano gli utenti nel web?

Il mio ambito è la comunicazione e ho scelto il mondo dell’ambiente come target a cui rivolgermi. Google Trends mi informa: gli utenti del motore di ricerca interrogano le query ma in maniera distinta. Manca un accorpamento dei termini “comunicazione ecosostenibile” o similari, per lo meno in Friuli Venezia Giulia.

La sensibilità nei confronti della natura, però, esiste ed è, tutto sommato, rilevante. Nel mio piano di comunicazione 2018 dovrò tenere in considerazione questi fattori. I contenuti di questo sito così come quelli per i social andranno rivisti e ripensati sia in base agli obiettivi, sia in base a quello che effettivamente viene richiesto dal mercato.

Quali strumenti hanno prodotto più risultati?

Il 2017 chiude con un attivo importante a livello di fatturato. Costruito senza clienti preconfezionati da web agency. Analizzando il pacchetto clienti, tiro le somme degli strumenti che hanno portato incassi:

  1. Sito Web (tante richieste, acquisti diretti sia di servizi sia di corsi)
  2. Passaparola (clienti soddisfatte, che mi consigliavano ad amiche oppure acquistavano ancora da me)
  3. Promozioni Spot (offerte acquistate con servizi a prezzo ridotto)
  4. Eventi Facebook (presenza nei corsi organizzati nei parchi)
  5. Newsletter (conferme o acquisto di servizi)

In pratica, il piano di comunicazione che avevo costruito nell’estate 2016 per il 2017 ha prodotto i risultati sperati. Non nei termini del piano marketing immaginato ad agosto 2016 però ogni mese, tutti i corsi e i servizi hanno ricevuto (almeno) un acquisto.

Se confronto con le previsioni in eccesso immaginate con sforzo nel 2016 con quello che verrà inserito nella dichiarazione dei redditi futura, posso dire che non ci sono andata tanto lontana. Per quanto questi ultimi mesi mi abbiano sorpreso con richieste impreviste non preventivate (tipo le docenze esterne), i miei obiettivi economici personali li ho raggiunti. Con fatica, a volte. Certo. Ma li ho raggiunti. Seminando e attivandomi ogni mese.

Gli obiettivi 2018: fluidità, incremento incassi, solidità

Immaginando gli obiettivi del prossimo anno non posso esimermi dal chiedermi se ho fatto tutto il necessario per valorizzare la mia proposta. Non solo. Mi chiedo anche se quel che ho fatto per me, l’ho fatto con la stessa qualità che avrei garantito a un cliente pagante. Mi interrogo sul come ho comunicato e se sono riuscita a farlo nel modo migliore. In alcuni casi no: le proposte legate al libro Donne che corrono coi lupi le ho proposte con il freno a mano. Questo perché ben consapevole della concorrenza in materia e di non avere sufficienti fondi e strumenti grafici per competere e stracciare. Il mio carattere, qui, mi ha portato a compiere errori di valutazione e a tenermi indietro invece che propormi con una voce autentica, profonda e mia. Mi sono oscurata e protetta ottenendo di meno di quello che avrei potuto.

Nel 2018, quindi, immagino tre obiettivi personali e professionali:

  • trovare il tempo settimanale professionale non discutibile per Wolf Eyes Inside
  • incrementare gli incassi attraverso la costanza nella comunicazione di valore
  • sviluppare una personalità maggiormente radicata nella mia forza interiore

Gli ambienti del mio piano di comunicazione

Prima di stendere le idee, definisco i miei bisogni come professionista. Penso a ciò che voglio e a cosa mi manca.

Mi manca la natura e mi manca scrivere. Nel mio progetto ho tutto però ho bisogno di superare la tendenza a non espormi. Il mio personal branding va rivisto includendo sicuramente anche la mia seconda attività e, tuttavia, il tempo per essere e scrivere lo devo trovare. Il blog, quindi, torna come strumento profondo di connessione fra bisogni di comunicazione ed esigenze di fatturato. Il blog è, da sempre, lo strumento principale nel quale mi esprimo “in lungo”.

La pagina Facebook, per i risultati portati, è molto in bilico ma al momento mi chiedo se non sono stata io in grado di usarla al meglio per me piuttosto che l’essere inutile per il tipo di contratti e lavoro che voglio garantirmi. E’ vero anche che non desidero annullare in toto le consulenze spot perché sono state dei salvavita in certi momenti. E Facbeook può essere un buon strumento per promuovere questo.

Il company profile è uno strumento cartaceo che non ho ma che può rivelarsi molto utile nella fase di acquisizione nuovi clienti di persona. Mi riservo, quindi, l’ipotesi di svilupparne uno, sia digitale sia tradizionale, per promuovermi al meglio.

Google Adwords è, di sicuro, un buon luogo in cui promuovermi e sostenere le proposte del sito web: ora che la situazione è migliorata dal punto di vista economico posso tranquillamente pensare a una pubblicità mirata anche così.

Le relazioni con il territorio ed interpersonali vanno tutte riviste. Alla luce dell’attuale scollamento intimo che sento con la mia terra, mi devo necessariamente porre delle domande cercando risposte pertinenti. Utili, più che altro.

In conclusione….

Il mio piano di comunicazione 2018, in sintesi, sarà studiato per garantire futuro a Wolf Eyes Inside, professionalità ai clienti ma anche serenità a me come professionista.

Se anche tu vuoi ragionare sulla tua situazione e su cosa puoi e vuoi raggiungere il prossimo anno, ti metto a disposizione il mio servizio di consulenza. Prima di iniziare l’anno senza un progetto ben chiaro in mente, senza una meta, uno scopo e un programma ragionato e sostenibile.

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Un giorno all’improvviso…..

Un giorno, all’improvviso, la mia seconda attività entrò dirompente nella mia vita professionale. Come la revisione di questo sito web ha integrato le mie competenze, lei ha aperto la mia prospettiva. Un giorno, all’improvviso, la montagna sparì e il mio cane si ammalò. Tutto ciò che fondava l’idea iniziale di Wolf Eyes Inside è franato davanti a me. Non il sogno, non il progetto. La domanda, però, è: il mio lavoro è lo strumento adatto per realizzare questo sogno?

I risultati economici del 2017 sono stati migliori del 2016. In crescita e con incremento significativo. Costruiti, mese dopo mese, senza prospettiva e senza garanzie. Ciò che ha funzionato di più in assoluto è stato il passaparola delle clienti soddisfatte o dei partner, che mi hanno presentato a qualcuno. Il mio sito è stato corollario o aiuto in fase di trattativa, talvolta foriero di vendita diretta di percorsi formativi o consulenza spot. Facebook, invece, un canale che non mi ha soddisfatto al 100%.

La mia scelta iniziale di offrire consulenza con pacchetti ore mi ha portato a un dover cercare, di mese in mese, il numero minimo di persone disposte ad investire in comunicazione. Lo sapevo, lo avevo messo in conto. Vi garantisco che è molto faticoso dal punto di vista emotivo: ogni mese inizia con l’incognita. Non ho ancora la forza mediatica per lanciare un percorso di formazione da 1000,00€ e averlo sold out in 15 minuti. Non so nemmeno se voglio la mia vita professionale sviluppata in questo modo perché non vedo libertà in questo modello.

Sono arrivati, nel tempo, incarichi aziendali e docenze e questo mi ha permesso di avere un reddito più corposo in alcuni mesi. In altri, dovendo sottostare ai pagamenti a 90 o 180 giorni, è stato duro. Quando aprii questo sito, la scelta di “lavorare ad ore” mi era parsa la migliore per ricostruirmi una rete dopo un periodo di difficoltà causa fatture arretrate pagate con tantissime tribolazioni. Dopo 12 mesi, questo modello di business mi ha mostrato tutti i suoi limiti nonostante il saldo positivo complessivo di tutte le fatture incassate.

O meglio, ho capito che non fa per me. La libera professione è stata una scelta obbligata per non restare disoccupata. Il lavorare ad ore è stata una necessità per guadagnare. Ora mi trovo in una inusuale situazione in cui posso scegliere senza l’urgenza.

Vedere che ho compiuto scelte “tappa buchi” mi porta a chiedermi: volevo tutto questo? Se non avessi aperto la partita IVA per ottenere incarichi da aziende che non mi volevano assumere, che lavoro mi sarebbe piaciuto fare? Questa consapevolezza nasce perché l’urgenza di avere un’entrata si è ammorbidita molto rispetto a quando iniziai. Posso guardare al mio business con meno ansia e con più spirito critico.

La cosa mi lascia molto stupita: nel 2016 stesi la mia strategia. La misi giù con la testa di una persona nel bisogno profondo. Pensandomi, guardandomi, immaginandomi sempre e solo come una persona in bisogno, fallita. Non con gli occhi in crescita perché non avevo speranza. Avevo solo rabbia, urgenza, disperazione e senso di impotenza perché non riuscivo ad essere pagata per il lavoro svolto. Ora no, non più. Gli occhi mi sono cambiati. Non mi vedo più come una perdente ma come una persona capace: cambia tutto.

Una consulente di comunicazione dovrebbe avere, per se stessa, una strategia molto chiara e definita, d’impatto. L’avevo ma questo fine anno mi porta a mettermi in discussione ancora. Mi trovo senza una strategia per il 2018 perché non mi riconosco più nella persona che ero nel 2016. Non riesco a farmi andare bene quel vestito che allora mi ha risollevato professionalmente. Forse da qui dovrei partire. Da questo vedermi, sentirmi diversa. Da questo volere qualcosa di diverso.

Sono cresciuta, certo. Con la certezza costante del tempo in scadenza. Ho portato a casa crescita per tutti i clienti, una nomination e un premio per uno dei più importanti e la conferma dei business in positivo delle partite IVA più intraprendenti. Per me stessa, invece, ho avuto spesso la sensazione di non aver costruito nulla oltre le fatture. Tanto per gli altri ma non per me. Del tanto per gli altri, in questo “mondo”, a me non rimane altro che la soddisfazione di aver fatto bene il mio lavoro. Qui si innescano le opportunità della seconda attività: aiuto gli altri a crescere ma qualcosa rimane anche a me. Ed è bello sapere che non sono un oggetto e non mi pongo come oggetto “da bisogno”. Così come è bello sapere che non sfrutto e non vengo sfruttata.

Nella mia realtà ordinaria, affronto ancora le attese dei pagamenti a rilento o in ritardo e questo mette in croce tantissimi miei bisogni. Mi confronto con incarichi di breve durata, conferme che arrivano però riguardano sempre porzioni temporali limitate. Ho investito in alcuni casi. Ho ricevuto conferme però sempre con visioni a breve termine. Così breve che non è possibile pensare a un mutuo o al mio matrimonio.

Sono cambiate le mie priorità e prospettive. Ho tante domande dentro di me. In particolare, sto mettendo in discussione Facebook. Mi serve davvero stare in questo social con Wolf Eyes Inside? Se, come dico nella Home Page , il mio obiettivo (emerso dopo le consulenze estive), è un contratto a lungo termine con un parco o un’azienda nell’ambito dell’ambiente, Facebook cosa mi può dare? O meglio: cosa voglio ottenere da lui?

A me piacerebbe tanto parlare di più della seconda attività: essendo un’azienda fortemente connessa con l’ambiente e la natura, trovo molto coerente la sua presenza nella mia proposta. Tuttavia, so che c’è una mancanza di identità univoca. Tante ispirazioni, contenuti di vario genere ed opportunità per tutti i gusti. Sento la necessità di un’ordine e pulizia e includo anche l’ipotesi di eliminare del tutto la pagina ufficiale: i miei canali di crescita sono oggettivamente altri. Esserci solo perché tutti ci stanno mi pare un motivo stupido per rimanerci.

Quindi…. un giorno, all’improvviso, uno tzunami ha colpito Wolf Eyes Inside. Rimane in piedi ma non ho finito di modificarlo. Infondo … chi vince non molla ma fa aggiustamenti.

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Carol Marketing: intervista a una collega

Qualche tempo fa l’autrice del sito Carol Marketing, Carol Furfaro, realizzò una mia intervista. Oggi ti presento la mia collega ed omonima attraverso una nuova carrellata di domande sulla libera professione.

Cosa ti ha portato a scegliere la libera professione?

La scelta di diventare autonoma non è stata per niente facile, anzi!

Figlia di operai ho sempre pensato al mio futuro come “dipendente di qualcuno”. Inoltre ho sempre visto l’adattabilità a qualunque richiesta lavorativa come un presupposto indispensabile a questo tempo di crisi. Quindi arrivare a capire che dire di no a certe condizioni di lavoro e crearsi da soli la propria professione è stato un cammino lungo e pieno di ostacoli.

Infatti dopo una serie di “segni”, ho deciso di fare il salto e creare la mia impresa. Nasce così Carol Marketing, come un figlio, che ha avuto bisogno di un periodo di gestazione in cui pian piano si delineavano i tratti e la personalità.

Il risultato è che sono riuscita a capire chi sono e plasmare una professione che rispetta la mia identità, le mie capacità e i miei valori.

Quando hai iniziato a strutturare la tua presenza online, come hai valutato i tuoi concorrenti?

Dopo aver capito la mia strada ho creato il mio business plan. La concorrenza nel mio settore è molto alta. Ci sono consulenti sulla piazza da molti anni prima di me, altri che si trovano a qualche km da dove opero io, altri che svendono i loro servizi,… Pertanto ho utilizzato la logica dell’”oceano blu”: invece di farmi la guerra con i miei competitor, ho scelto di differenziarmi creando servizi specifici e rivolgendomi a target di solito da loro non contemplati.

Sulla base di quali riflessioni hai costruito la tua proposta di valore?

Negli anni passati ho seguito il marketing e il commerciale per aziende medie-grandi, a volte multinazionali. Se prima lavoravo per rendere più grande già chi era grande in un’ottica di far più soldi, oggi ho scelto di lavorare solo con piccoli imprenditori, freelance o autonomi che normalmente non potrebbero permettersi un servizio di consulenza a 360°.

Spesso infatti i più piccoli non hanno la possibilità di aver un consulente che gli segua la comunicazione, il marketing, la grafica etc. e devono arrangiarsi come possono con risultati non sempre ottimali.

Pertanto con la mia attività ho scelto di rivolgermi a loro con servizi mirati a un prezzo commisurato ai loro budget.

Social e sito a parte, quali sono i tuoi strumenti operativi online irrinunciabili e che consiglieresti per migliorare le opportunità a tuoi clienti?

Chi mi conosce e lavora con me sa che, nonostante il presente sia online, rimango dell’idea che il marketing tradizionale (quello offline per capirci) rivesta un ruolo importante in molte realtà. Tuttavia oggi (quasi) nessuno può esimersi dal promuovere la propria attività online.

Gli strumenti principali rimangono il sito e i social, ma ne esistono altri. Un esempio sono le campagne Ads di Google che aiutano molto nel posizionamento del proprio sito. Anche un ragionato utilizzo della newsletter può portare a dei buoni risultati sia a livello economico che relazionale.

Di strumenti ce ne sono a oltranza: bisogna sempre capire quali sono i più efficaci per noi e per il nostro business e non spendere tempo e risorse attivandoli tutti senza una logica.

Qual è il tuo approccio al fatturato e come gestisci l’ansia eventuale delle entrate?

Ora sto vivendo la prima fase della start-up, quella che ogni collaborazione avviata ti rende felice indipendentemente dal raggiungimento del fatturato. L’ansia, se così possiamo chiamarla, che vivo ora è di capire se sono sulla strada giusta in termini di pianificazione. Anche il fattore tempo non è scontato: gestire autonomamente una propria attività richiede moltissime ore.

La cosa più bella che hai imparato lavorando online è… ?

La nascita di Carol Marketing ha portato tante cose belle nel suo complesso. Il suo essere online mi ha permesso di collaborare con persone in ogni parte di Italia. Ciò mi ha portato a valutare sempre il contesto geo-economico del mio cliente, indispensabile per promuovere la sua attività.

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FVG Experience: essere Social Ambassador per il Friuli Venezia Giulia

Sono diventata Social AmbassadorFVG e scrivo nel blog FVG Experience. Seguo l’evoluzione comunicativa dell’Agenzia Turismo Friuli Venezia Giulia da anni. Nel 2014 il mio progetto You Stringher (realizzato in collaborazione con Sara Tortelli, mia collega su Pordenone), ricevette il patrocinio dalla stessa; l’allora direttore marketing partecipò come relatore all’interno di uno dei due convegni, che organizzai presso l’Istituto Bonaldo Stringher di Udine. All’epoca il mio sito si chiamava Scritture Social, chiuso poi per disaffezione mia allo stesso qualche mese dopo l’evento.

Il blog del Friuli Venezia Giulia

Il progetto Social Ambassador e FVG Experience è un esperimento futuristico di comunicazione promozionale di un territorio dal basso. Dalle persone, cioè, che vivono in Friuli Venezia Giulia. Persone che conoscono luoghi autentici e meravigliosi, talvolta non valorizzati dalla promozione perché fuori dai canonici standard. Un’esperimento – in parte rischioso – capace di dare concretezza a uno degli slogan più affermati nel tempo: “Ospiti di gente unica“. Ebbene, ora questa gente anonima diventa persone con volti, stili, linguaggi, gusti, sensibilità e, soprattutto, narrazioni digitali, condivisioni, amici, idee.

L’iniziativa nasce come opportunità per trasmettere i motivi esperienziali reali per i quali raggiungere la mia terra e visitarla da turista: le emozioni dei suoi abitanti, trasmesse da ricordi condivisi, diventano comunicazione allo stato puro. Seguendo il trend del momento riguardo la personalizzazione, la soggettività, l’anima stessa anche nel turismo, il progetto Social Ambassador scavalca i curriculum e le competenze digitali diventando canale per raccontarsi e raccontare. Raccontarsi come ambasciatori, raccontare come contributor. Con parole e con immagini. Blogger, quindi, appassionati di fotografia e di Instagram, narratori social di tutte le età, hanno risposto all’appello.

Io, ovviamente, ho scelto le attività outdoor con cane nordico e Mercurio è la mia mascotte. Il mio primo articolo riguarda un percorso semplice da fare in bicicletta con il cane in traino. Devo dire che, quando iniziai ad immaginarlo, mi chiesi se sarebbe mai stato pubblicato visto che non stavo trattando nessun luogo comunemente riconosciuto come turistico. Ho parlato di campi e di anelli nei campi. A posteriori, la campagna piatta è l’anima del Basso e del Medio Friuli, pur alternati a biotopi, radure, lagune e risorgive.

Ti aspetto, quindi, in questo blog meraviglioso, che mi sta aiutando a conoscere sempre di più la mai terra!