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Il rispetto dell’ambiente: le tue scelte

Se punti sul rispetto dell’ambiente per comunicare l’identità del tuo brand, sii consapevole delle tue decisioni. Essere eco sostenibili o eco compatibili, nel concreto, significa scegliere qualcosa al posto di qualcos’altro. Queste scelte riguardano i prodotti che acquisti, il loro utilizzo, come educhi e informi i tuoi prospect al riguardo, come ne trai vantaggio economico.

In questo articolo ti aiuterò a scegliere i prodotti con certificazioni ecologiche, che ti permetteranno di comunicare la tua sensibilità agendo a 360°.

Pulizia dei locali e ambiente: perché anche questo fa brand

I tuoi clienti sono sensibili alle tue scelte ecologiche. A partire dalla pulizia in poi. Non solo dal punto di vista estetico e olfattivo ma anche dal punto di vista detergente.

Pensa, per esempio, al mondo alberghiero e turistico: quante volte sei entrata in un B&B e hai trovato indicazioni precise sul come utilizzare gli strumenti in bagno per rispettare l’ambiente piuttosto che gestire i rifiuti? Quante volte hai individuato adesivi nei punti strategici dei locali dove vieni informato sulle politiche ecologiche scelte dal brand per igienizzare l’ambiente? Ricordi il momento esatto in cui, entrando in un altro albergo, non trovando quelle specifiche indicazioni, hai sperimentato l’amaro in bocca catalogandolo come “inferiore” perché mancante di questa sensibilità? Ecco, ai tuoi clienti succede lo stesso.

Se queste politiche vengono perseguite da brand internazionali, forse vale la pena approfondire. Una ricerca datata gennaio 2017 condotta da Unilevel segnala

1 intervistato su 5 (su un campione di 20.000 persone provenienti da 5 paesi diversi) dichiara di preferire le aziende responsabili e chiare sul processo di lavorazione del prodotto che vendono.

e ancora

Un terzo dei consumatori, circa il 33%, sceglie di comprare prodotti da brand che hanno una strategia di responsabilità sociale d’impresa integrata al proprio business. (Cit. Linkiesta)

Il rispetto dell’ambiente nei prodotti che acquisti

La BIOQUEST FORMULA è una composizione di ingredienti di origine naturale dalla profonda forza pulente. I prodotti a marchio registrato AMWAY HOME ne sono dotati al 100% e sono sviluppati anche in conformità con la certificazione EcoLabel, marchio di qualità ecologica in Europa. Questo marchio garantisce lo standard elevato di qualità dei prodotti che possono esibirlo nell’etichetta.

Per quanto riguarda Wolf Eyes Inside e i locali adibiti a spazio consulenziale interno, io utilizzo con regolarità assoluta questo set prodotti. Mi garantisce pulizia profonda, risparmio grazie alla concentrazione e un’azione giornaliera di personal branding profondamente legato al rispetto dell’ambiente.

Non solo dire di esserlo ma fare. In aggiunta a quanto già regolarmente perseguo, come ti ho informato qui.

Pulizia ecosostenibile: come richiedere la tua fornitura PROVA per un mese

Come sai, sono distributore esclusivo dei prodotti a marchio registrato AMWAY HOME.

Sono a tua completa disposizione per sviluppare la tua personale fornitura prova per un mese di prodotti igienici per i tuoi locali commerciali. In alternativa, ti metto a disposizione una lista precostituita, che ho selezionato mettendomi nei tuoi panni. Ti propongo, quindi, detergenti per le superfici degli ambienti interni e degli oggetti presenti nei locali, inclusi i particolari come maniglie, specchi e pc.

Scegliendo la lista preconfezionata, dovrai semplicemente cliccare sul bottone “Acquista” e compilare i campi. In 4 giorni avrai i prodotti a casa tua e, se non ti troverai bene, potrai restituirli con rimborso totale di quanto speso, incluso le spese di trasporto ed eventuale contrassegno.

Vuoi parlarne insieme perché hai esigenze particolari? Ottimo! Scrivimi a venturinicomunicazione@gmail.com e sarò lieta di studiare la soluzione ad hoc per te.

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Comunicare nei social la frutta a km zero

Pare una cosa tanto semplice: raccontare la frutta nel mondo dei social è tutt’altro che banale. Gli strumenti a disposizione sono tanti, soprattutto visivi. Dai video alle immagini, dai live all’uso dei droni oppure slow motion, il processo di crescita rende emozioni e dettagli. Eppure, ciò che è più difficile è la stesura dei testi. Come si parla della frutta senza renderla scontata e noiosa? Ecco qualche idea per sviluppare un piano editoriale efficace e dinamico.

Fai sognare, ingolosendo

La comunicazione attuale punta sull’esperienza diretta ammantata di sogno. Agisce sulla sensazione digitale vissuta dall’utente, potenziale cliente. Tocca le corde dell’eco sensibilità e del romanticismo inteso come relazione diretta con il bello ma antico, pulito e luminoso. Per sogno s’intende quell’idea fascinosa, che può essere realizzata nella realtà. La magia del vissuto evoca uno stile di vita, un modo diverso per essere persona in relazione con se stessi e con il mondo intorno. La frutta può essere un veicolo di esperienze, una porta da cui l’utente può accedere a un miglioramento. Estetico, qualitativo, nutrizionale, relazionale: quale esso sia, nei vostri contenuti date risalto a questo sogno che avete scelto di instillare nel lettore.

Trova l’elemento interessante

Può essere una caratteristica nutrizionale, un’utilizzo stravagante oppure ancora una tonalità di colore. C’è sempre. Quel qualcosa che rende unico e speciale quel tipo di frutto. Un dettaglio preciso, che significa molto per l’utente. Perché magari rimanda ad esperienze dirette che possono essere realizzate. Se tu per primo non “vedi” la frutta che hai davanti, come puoi raccontarla ai tuoi lettori? Per vedere intendo proprio l’entrare in contatto concettuale ed ispirazionale. Sorprendi cogliendo l’essenza.

Storie in bozzoli

Quante storie ronzano intorno alla frutta: persone, animali, percorsi. Presenti, passati, futuri. Reali, immaginarie. Un frutto nasce da una decisione e la decisione da una necessità. Questa necessità da un’idea. Quest’idea da un sogno. Il frutto stesso diventerà una decisione figlia di una necessità esistente grazie a un’idea, che è figlia di un sogno. Da quando prende vita la coltivazione o l’impollinazione fino alla crostata sul tavolo, sciami di aneddoti rendono polposo e vero il vostro frutto.

Loro prima di noi

Per quanto a volte sia necessario, il contenuto prettamente orientato alla vendita o alla lead annoia. L’utente non vuole essere bombardato di messaggi pubblicitari. Vuole scegliere sentendosi confortevole nello spazio che decide di darsi per questa scelta. Per questo è importante imparare a scrivere contenuti che siano utili al lettore prima ancora che utili a noi. Questo, nel concreto, diventa un processo di domande e risposte: cosa cerca il cliente? Che cosa vuole sapere della frutta prima di acquistarla? Che cosa possiamo dire per evocare un trend attraverso le nostre parole? E’ prioritario rispetto al: quanto fatturato vogliamo farci con queste cassette oppure quanti utenti hanno cliccato LIKE nella foto in Facebook.

Parafrasando, vi consiglio questo: “Siate creativi, siate utili“.

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Scelte di brand: come valorizzare un nome con identità e densità

Decido di mettere in discussione Wolf Eyes Inside e le scelte di brand. Inserisco la manutenzione nel sito, mi fermo. 45 giorni offline sono tanti: non mi fanno paura. Ho bisogno di centrarmi e di capire quale indirizzo prendere. Che cosa non mi soddisfa a pieno. Quali le carenze del mio brand dal punto di vista di identità, messaggio, valori, contenuti. Forse sono troppo perfezionista. Forse sento che desidero fare di più.

Mi piace la prima “gittata” Wolf Eyes Inside: mi ha permesso di ricostruire un giro di lavoro importante. Al tempo stesso, non mi rappresenta al 100%. Passo dalla versione DEMO alla versione ALPHA. Non credo sarà quella definitiva: per attitudine mi esprimo nel cambiamento e nella flessibilità. Nel concetto astratto del fluire con l’evoluzione. Alcuni punti fissi vanno messi, però. E questi punti fissi includono una presenza maggioritaria della natura, del bosco, degli animali. Il tutto in un contesto di rispetto ambientale, eco-sostenibilità e metafora lupina di comunicazione. In sostanza: dopo un anno di protezione terrosa è venuto il tempo di germogliare.

Identità: chi è Carolina

Se non sai chi sei, come puoi comunicarlo? Letto e riletto milioni di volte in tutti i siti di marketing. Il problema nasce dallo step successivo: so chi sono ma non so se sono così contenta di mostrarmi per ciò che sono.

Nella vita di tutti i giorni sono una persona che non noti per strada. Una schiva, che sta meglio la mattina presto nei campi con il suo cane piuttosto che attaccata al telefono a parlare. Mi vesto sempre in abiti comodi ed è più facile vedermi in tenuta trekking piuttosto che in tailleur. Quando parli con me hai la sensazione di incontrare qualcuno che ha qualcosa da dirti e da offrirti, non solo mostrarti.

Quando mi confronto con il Business Manager di Facebook, quando risolvo un problema tecnico tramite What’s App senza nemmeno avere sotto mano il pc della cliente, il trucco non mi serve. Mi basta sapere dove mettere le mani, dove guardare, cosa cliccare, come aggiornare, quanto aspettare, come contro-muovermi. Come dirlo in modo semplice e comprensibile, che consenta alla persona in difficoltà di risolvere in poco il problema.

Qualcosa come la storiella che gira su Facebook: non è il tempo che il professionista impiega a risolverti un problema, è il sapere quale vite girare o togliere per risolverlo. Ho in programma un upgrade di bellezza e cura di me. Ma ora sono così.

Parlare in amicizia con il collega Michele Guastamacchia di Filmogenic, fotografo, mi ha aiutato. Mi ha chiesto: perché mentire? Tu sei come sei e come sei va bene. Sei onesta nel mostrarti e chi sceglierà di lavorare con te vorrà e apprezzerà questo.

Non ho bisogno di una taglia 38 da promuovere. Ho bisogno di un messaggio e di un’immagine che parli del mio brand. Sono una professionista legata in modo viscerale al suo cane e alla natura. Voglio stare e lavorare nella natura. Tutto il resto sarebbe solo aderire a uno standard d’immagine, lontano dal mio brand e dalla mia identità. Ed io voglio essere autentica e onesta con te.

Coerenza e congiunzione per un brand forte

Sarebbe scontato organizzare un set fotografico canonico con tailleur, tacchi, trucco. Tuttavia: è coerente con me e con il concetto Wolf Eyes Inside? Nel mio lavoro quotidiano il mio cliente mi incontra così? Nella natura si va così?

Per i clienti con cui voglio lavorare è utile e necessario questo tipo di presentazione? Mi rende più affidabile, d’impatto. Ma chi lavora nella natura cerca il tacco firmato nella foto ufficiale oppure ha bisogno di qualcuno che sappia utilizzare gli strumenti, portare risultato? Magari senza farsi problemi se c’è della terra nel luogo di lavoro dove si palesa il contenuto più utile.

Dalla mucca posso andare con il tacco per farle il live Facebook della mungitura?

Queste domande mi hanno spinto ad accogliere un’opportunità gratuita promossa in Facebook. Un’ora di consulenza sull’autostima. La collega Emanuela Viara di Amaru ha ascoltato una piccola ferita e ha salvato la pagina dedicata al percorso ispirato a Donne che corrono coi lupi. Senza di lei, senza le riflessioni in merito, l’avrei semplicemente cancellato.

Priorità: cosa voglio fare da grande?

No, non è solo un sito. Un sito come tanti. Wolf Eyes Inside è un’esperienza professionale ed è una proposta commerciale di servizi di comunicazione. A cosa dare la priorità? Facebook mi ha aiutato: la collega Carol Marketing ha realizzato il suo agosto social. Mi ha chiesto: cosa vuoi fare da grande? Voglio fare la responsabile di comunicazione in un contesto naturale il più possibile correlato al lupo e al bosco. Questa consapevolezza ha cambiato le carte in tavola.

Avevo già strutturato il menù nuovo di Wolf Eyes Inside. Poi ho invertito. Prima Gestione e poi Consulenza. Che senso ha spingere le consulenze se desidero, in primis, incarichi stabili e a lungo termine? Mi sento pronta per la responsabilità e per essere referente di tutte le scelte a 360° di comunicazione legate a un brand.

Ho scelto un labeling diretto e prioritario. Con Carol ho ragionato sull’unicità della mia proposta. Cosa mi rende unica e diversa da tutti gli altri (lei compresa)?

La risposta è questa: lavoro digital nella natura, con il mio cane a fianco. Colgo il potenziale dei contenuti del brand e delle persone. Mi adopero per sviluppare relazioni con il territorio ed emozioni dalla community attraverso la comunicazione ufficiale. Il mio stile e il mio linguaggio sono sempre umani e narrativi, soggettivi. Ho a disposizione competenze social ma anche un’attività correlata. I miei clienti, aderendo, potranno aggiungere o diversificare le fonti d’entrata e il loro valore per i loro clienti.

Da qui alla revisione dei testi (per l’ennesima volta), il passo è stato brevissimo. Dovevo (con urgenza) inserire queste consapevolezze. Dirle, renderle più chiare, non fraintendibili. Dovevo avanzare il vantaggio per il cliente e, allo stesso tempo, agire sull’immagine che il lettore esterno confezionava di me nella sua mente. Per questo sono passata anche alla potatura del blog, selezionando i contenuti da mantenere da quelli meno profilati.

Messaggio: cosa voglio dire a chi entra qui

Fare le cose in maniera semplice, funzionale e performante è possibile. Persino nel rispetto della natura e dentro la natura stessa senza danneggiarla. Ti piacciono i social? Lavoriamo con i social! Non ti fidi dei social? Facciamo in un altro modo e vediamo cosa succede. Poi tiriamo le somme e aggiustiamo il tiro, se serve. Ti senti male all’idea di non avere il tuo cane con te? Perché mai devi rinunciare ad averlo al tuo fianco quando non fa del male a nessuno e, al massimo, ti regala fiducia e sicurezza!

A chi entra qui voglio dire: comunicare in armonia con l’ambiente, facendo del bene al brand, alla community e ai profitti è possibile. Lavorare con le scarpe infangate non è un problema se quel fango racconta una storia che emoziona e valorizza l’anima delle persone che dedicano la loro vita a una causa.

Gli strumenti ci sono, la creatività è un tesoro a disposizione di tutti.

E voglio dire un’ultima cosa alle donne: seguite La Loba, costruite la vostra identità e reddito autonomo e siate felici perché dentro il vostro flusso.

Opportunità per te

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Costruire l’emozione attraverso i contenuti di un evento mega

Costruire l’emozione attraverso contenuti interessanti e d’impatto è il mio lavoro quotidiano per i clienti. Tutt’altro che semplice, richiede molta riflessione e scelte ponderate. Gli strumenti sono molti: dai video, ai testi, alle storie e ai contenuti delle storie stesse. Così, dopo aver partecipato a un seminario in formula week end di un’azienda orientata alla vendita diretta, condivido con Te ciò che ritengo spendibile nel tuo business tradizionale.

E’ stata un’esperienza stimolante sotto ogni punto di vista: onde evitare di “perdere memoria”, condivido l’eccellenza vissuta da utente assorbendo una comunicazione Top. Costruire l’emozione attraverso i contenuti di un evento di ampie dimensioni, mantenendo sempre viva l’attenzione, stimolando interesse e azione, è tutt’altro che banale. Loro lo hanno fatto perché hanno progettato, programmato, riflettuto e sperimentato. Il risultato è stato questo:

Un video d’apertura simbolico e ossigenante

Ogni giorno il seminario si è aperto con un video esplicativo la mission aziendale, i valori e la storia sovvertendo l’ordine del canonico, noioso, storytelling statico.

Un team di persone si lancia da un aereo e vola, divertendosi, insieme, con il paracadute chiuso, a volte con i piedi bloccati da una sorta di snowboard. Pazzesco. Da matti. Fanno qualcosa che la maggior parte delle persone non farebbe oppure ancora rifiuterebbe anche solo di immaginare come possibilità.

Fanno qualcosa di extra-ordinario cioè fuori dalle canoniche attività sportive comunemente accettate, ritenute stabili, sicure e facilmente decodificabili e collocabili mentalmente. Queste persone volteggiano in aria e restano nella corrente, sullo stesso piano. Metaforico. D’impatto. Subito. Lo sport scelto è un’attività che pochi conoscono o sanno dargli un nome. Simbolico e metaforico anche questo.

Un’idea creativa fuori dagli schemi e datata: lo si capisce dalla qualità video. Efficace. Perché questo dettaglio racconta la storia aziendale: non è sul mercato da un anno o due ma da sessanta. La qualità del video racconta la storia. Sono i particolari che fanno la differenza. Non so quante persone si siano soffermate consapevolmente su questa specifica sfumatura però, a livello inconscio è stato sicuramente “incamerato” e ha agito nelle emozioni degli spettatori.

Trasmettere una visione senza eccessi verbali

Volare alto, vivere un’impresa incredibile (non impossibile  – incredibile! – perché il fatto stesso che qualcuno lo stava facendo era già una testimonianza della fattibilità). Buttarsi nell’ignoto avendo intorno, a fianco, la propria squadra che condivide, sorregge, stimola e sperimenta le stesse emozioni ed esperienze, sullo stesso piano.

Una sola immagine e tutto il concetto cruciale del business è stato esposto in una manciata di secondi. Nessuna didascalia. Nessun dialogo. Solo la potenza del simbolo e dell’immagine. Solo l’efficacia della colonna sonora. Questo è comunicare al Top.

Durante il seminario, infine, lo storytelling è stato costruito intercalando video aziendali classici, con il “boss” in primo piano che racconta come e perché ha costruito il suo brand internazionale a video racconti familiari. Le persone di rilievo sono state raccontate sulla base della conseguenza che questo tipo di lavoro ha avuto come impatto nelle relazioni interpersonali.

Uno dei tanti claim cruciali (“ridare ai figli il tempo dei genitori“) è stato mostrato più e più volte attraverso fotografie. Nessuno parlava. Erano le immagini, da sole, a trasmettere potenziale suscitando ammirazione, rammarico, speranza, aspettativa, pro-attività.

[Quando l’ho visto ho pensato:Caspita!!!! Voglio riuscire anche io, un giorno, ad immaginare simili connessioni di significati e simboli per le comunicazioni dei miei clienti!!!“]

Mostrare l’esperienza, non vendere

Gli oratori erano persone comuni. Hanno costruito la loro rete d’impresa e il loro reddito autonomo sotto l’egida di un marchio leader, con fatturati in crescita e risultati stimolanti in Italia. Queste persone lo hanno realizzato impiegando tempo, dedizione, fiducia e perseveranza. Chi ha raccontato il “segreto del successo” o chi è stato premiato per gli obiettivi di marketing raggiunti è un qualcuno di normale. Nella normalità ha reso reale lo straordinario.

Significativo il momento “obbligato” dei numeri e la riflessione non banale sulla longevità dell’azienda: essere sul mercato da 60 anni significa aver attraversato tali e tante flessioni e cambiamenti, che un alito di vento non porterà alla chiusura lasciando tutti i lavoratori “a piedi”, senza più lo strumento per realizzare la loro impresa.

Ma le persone sono state il contenuto più importante.

Come la donna over 50 con 7 figli e la residenza in un paese di montagna isolato divenuta punto di riferimento formidabile e voce portante grazie alla sua ferrea volontà di mantenere la patria potestà con un reddito consono a sette bambini in crescita. Lei era viva, intensamente viva dentro, nella volontà. Più viva e determinata di tantissime mie coetanee, che si sperimentano con la libera professione senza farlo veramente! Più viva di me, che mi stavo lambiccando il cervello per risolvere un conflitto interno! E lei ha più di 50 anni ma una tenacia che mi dà le pista 1 a 1000 senza batter ciglio! Le motivazioni di questa persona erano forti (avere i figli per sempre con sé) e lo erano a sufficienza per rimanere nel tempo e sostenerla nelle difficoltà. E questo è bello perché essere imprenditori di se stessi, essere autonomi, non è sempre facile.

Quindi la domanda è: qual è il tuo obiettivo? Per che cosa lavori? Perché ti impegni? Perché dovresti realizzare il tuo piano marketing? Che cosa c’è in palio?

Se non è viaggio dell’eroe questo, ditemi voi cos’è!!!

Vedere che qualcuno è riuscito nell’eccellenza, formandosi di continuo, andando avanti nonostante le porte chiuse, i mancati guadagni e la frustrazione nata dal costruire un attivo in grado di generare il reddito meritato è importante. Genera speranza. Nelle persone più pro-attive, voglia di fare e consapevolezza di comportamento.

Serve disciplina per riuscire nella libera professione. Umiltà. Accettazione dei momenti.

L’elemento Top: il rispetto

L’ospite internazionale ha ricoperto un ruolo centrale durante ogni giorno dell’evento. La cosa non è scontata: ogni giorno ha avuto l’opportunità di parlare e di condividere esperienze e concetti cruciali in ambito business toccando sensibilità ed esponendosi all’opinione pubblica con modularità di toni.

Il messaggio “subliminale” trasmesso è: abbiamo rispetto delle persone e del sacrificio che fanno in nome e per conto della nostra azienda. Siccome fanno un sacrificio per esserci (prendere un mezzo di trasporto, inserirci nelle priorità, venire, lavorare, aiutarci a generare fatturato), noi riconosciamo loro un tempo e uno spazio (oltre a un guadagno ponderato).

Ditemi:

quanti dei vostri datori di lavoro riconoscono i vostri sacrifici e il vostro mettere l’azienda al primo posto? Quanti di voi vengono trattati con rispetto per il semplice fatto che si sono presentati nel posto di lavoro pur avendo a disposizione infinite opzioni e scelte? 

Ecco, frequentare luoghi in cui esiste ancora un valore etico del lavoro, un riconoscimento dello sforzo e dell’essere umano fa solo che bene.

A settembre tornerò a seguire il nuovo seminario. Se vuoi venire anche tu, scrivimi in privato e, nel giro di qualche ora ti procuro i biglietti per l’Adriatic Arena di Pesaro.

Che cosa ho imparato da questo week end? 

  • Le parole hanno un valore di realizzazione profondo
  • I sogni non sono altro che un percorso di traguardi temporali scorporati per costruire un risultato più grande, a lungo termine
  • Che ho molto da imparare per essere una libera professionista Top e che, se fino adesso ignoravo o non sapevo fare alcune cose, da oggi mi impegno per apprendere. Grazie a errori, libri e confronto con professionisti di pari e superiore valore mio.

Vuoi conoscere meglio quest’opportunità di lavoro? Clicca qui!

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Scrivere un preventivo vincente

Una delle abilità che un libero professionista deve imparare è il come scrivere un preventivo con una chance. Ovvero come strutturare una proposta di valore che unisca benefici pratici a convenienze economiche senza svendere e senza lucrare. In questi anni, ho scritto molti preventivi. Ti metto a disposizione la mia piccola esperienza sperando di aiutarti a chiudere il maggior numero possibile di contratti.

Il budget: averne un’idea in anticipo

Onde evitare inutili perdite di tempo è sempre preferibile partire da una conoscenza base: quanto sei disposto a spendere per i miei servizi e per la tua crescita? Ora: il budget è una questione spinosa e variegata.

Ci si trova spesso di fronte alla frase: “Non ho budget” ma poi, conteggiando la quantità di investimenti in comunicazione emerge spesso l’esatto opposto. Il budget c’era ma è stato speso in modo inconsapevole affidandosi “alla cieca”. Quindi a te il compito di massimizzare l’offerta sapendo che il cliente farà leva, molto probabilmente, sulla fiducia persa con altri o sul momento di crisi economica.

Il mio consiglio è di strutturare un’offerta che rimanga nei limiti del budget individuato, senza gravarti di lavoro in eccesso in quantità esorbitante. Il tuo valore emergerà dal tanto prodotto con poco a disposizione. E da questo “tanto” imbastirai le successive trattative e riflessioni, rimanendo nel mondo “risparmio” oppure entrando nel magico mondo del “facciamo le cose in grande”.

Il tuo approccio al budget ridotto influenzerà molto la resa del tuo preventivo.

Scrivere un preventivo dimostrando di sapere

In gergo si chiama “audit” ed è quello strumento sulla base del quale puoi instaurare la trattativa oltre il budget. L’audit è una panoramica generica ma puntuale dei punti di forza e debolezza della comunicazione dell’azienda, che ti ha chiamato. Il difficile è mostrare opportunità e zone a rischio, indicare un terreno nel quale costruire e far percepire il valore della tua professionalità spesa in questo progetto senza fornire troppi dettagli…. Utili al successivo consulente che contatteranno per fare il lavoro a meno. Per questo scrivere un preventivo è semplice ma non scontato.

In passato, quando ancora ero molto ingenua, preparai un documento di quasi dieci pagine per mostrare quanto avevo studiato e quanto avevo preso a cuore una tal realtà strutturando poi un preventivo a step, che avrebbe potuto traghettare il brand dallo stile “armata Brancaleone” allo stile “Tutto d’un pezzo”.

Il lavoro non lo presi ma il mio documento fu usato con altri. Immagino sia capitato anche a te – soprattutto all’inizio – di eccedere nella fiducia e nella disponibilità. Ti ha reso più forte e consapevole questo errore, vero?

Qualità dei servizi piuttosto che quantità

In quest’ultimo anno sono giunta alla conclusione che, se sai fare bene il tuo lavoro, lo riesci a fare a prescindere dalla quantità di strumenti e di budget a tua disposizione. I risultati e le aspettative andranno calibrati, ovvio. Però, per me, ogni ora è un potenziale che può essere arricchito da competenza, passione e relazione. Si tratta di un gioco di equilibri dove massimizzare la resa diventa sfida per ottimizzare al massimo messaggi, visual e collaborazioni. Consiglio ad ogni professionista di lavorare per almeno sei mesi senza budget e di ingegnarsi al massimo per raggiungere risultati senza il volano “facile” delle promo in Facebook. Questo perché è un training professionalizzante duro e trasformatore. Ma al cliente finale arriverà la competenza di un professionista vero e non di un professionista che si definisce tale ma lo è solo grazie allo strumento Facebook Advertising.

Il concetto di “poco” è opinabile.

Poco sono due post a settimana? Perfetto.

In quei due post costruisci un valore che incuriosisca, renda e sviluppi. Se la modalità è “tartaruga”, il tuo compito non è lamentarti perché guadagni 200,00€ invece che 1500,00€. Il tuo compito è dare per 200,00€ con la serietà e l’approccio mentale dei 1500,00€. Perché la qualità è più importante del budget. E il cliente lo sa.

Se vale la pena, se tu vali la pena, il rinnovo ci sarà. Oppure ti metterai a scrivere un preventivo nuovo con l’esperienza pregressa come valore aggiunto per il futuro.