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Conversione Facebook: da utente anonimo a cliente

conversione Facebook

La conversione Facebook è la trasformazione di un utente anonimo in cliente pagante. Il tutto in pochi passaggi, limitando dispersioni o gap di comunicazione. Per realizzare questo risultato è di fondamentale importanza attuare in sequenza step operativi concreti.

Analisi dei bisogni della tua community Facebook

Chi sono i tuoi fan e che cosa stanno cercando? Cosa stanno chiedendo al mercato in questo momento? Nel 2018, per esempio, la richiesta principale della mia community e del territorio era un aiuto concreto con la strutturazione della newsletter attraverso il software Mailchimp. Sono arrivata a questa consapevolezza ascoltando le mie clienti e le persone della mia piccola fan base Facebook. Ho capito che, se avessi organizzato un corso o un appuntamento interamente dedicato a Mailchimp, mi sarei resa utile e avrei dato delle risposte concrete a persone che stavano oggettivamente cercando soluzioni pratiche a problemi precisi.

Il prodotto che converte

Capita l’esigenza, ho creato un mini corso dedicato esclusivamente all’e-mail marketing. Esperimento senza rischi perché realizzato da me quindi a mio carico nessun costo in caso di assenza di iscrizioni.

Ho aperto un evento in Facebook, pubblicato l’articolo nel mio sito e avviato una sponsorizzata in Facebook con target donne 35 – 44 anni, provincia di Udine, interessi: impresa e comunicazione, persone che ancora non sono fan della mia pagina.

Ho sponsorizzato l’evento, non il post e ho optato per questa scelta per testare la resa in termini di R.O.I. considerando che, di solito, gli eventi hanno un’affidabilità molto bassa per quanto riguarda la presenza effettiva degli utenti (un “Parteciperò” non è un “arrivo ora al tuo evento e pago subito“). Inoltre il mio obiettivo primario era parlare con le persone. Ricevere un “Mi interessa” l’ho reputato più utile per avviare una discussione via Messenger.

Azione commerciale reale diretta anche in Facebook

Il risultato di questa mini campagna di comunicazione è stato un insieme di contatti dalle mie clienti. La data dell’evento non combaciava con i loro impegni pregressi però è stato utile per imbastire futuri nuovi lavori, riconfrontarmi con loro, consigliare qualche piccola azione concreta a bisogni rapidi e specifici.

Per quanto riguarda i “non ancora fan della pagina”, l’esperienza è stata molto interessante dal punto di vista commerciale.

Ho contattato tutte le persone nuove via Messenger mettendomi a disposizione per ulteriori informazioni riguardo al corso oppure rispondendo a domande precise.

Ho divulgato il link al mio sito presentandomi come professionista. Penso di essere stata cordiale e di non aver pressato verso l’acquisto lasciando lo spazio necessario per farsi un’idea e per scegliere senza “martellare”.

Tra queste persone nuove, ho conosciuto la responsabile della comunicazione di una nota azienda friulana di straordinaria importanza nel settore della bioedilizia.

Risultati concreti in termini di fatturato

Il mio corso è stato lo spunto per incontrarci di persona in azienda. La conoscenza è diventata un preventivo e il preventivo è diventato una firma, una sequenza di appuntamenti e, infine, una fattura.

In gergo: una conversione Facebook (composta da micro conversioni interne alla maxi) Non sono stata docente ma consulente in affiancamento ed è stato un onore.

Se non avessi inviato quel messaggio via Messenger, forse non potrei annoverare fra i miei clienti anche questa importantissima realtà. Anzi, sicuramente perché di persona ancora non riesco a propormi alle aziende svolgendo il classico lavoro da commerciale tradizionale.

Se non avessi avviato la promo Facebook e se non avessi pensato ad un prodotto digitale specifico per un bisogno concreto, non avrei intercettato l’esigenza concreta di questa azienda. Come avrei potuto sapere, infatti, senza contatto con interni e senza “segnalatori”,che proprio loro nutrivano visioni di crescita per le loro strategie di e-mail marketing?

La conversione Facebook come opportunità

Uno dei compiti principali di chi si occupa di comunicazione digitale è studiare una strategia ed un percorso per trasformare un utente anonimo in un cliente fidelizzato. A volte i risultati possono comporsi unendo il programmato all’inaspettato. Maggiori sono alte le percentuali di entrambe le componenti, migliore è il fatturato generato nel complesso. Per fare questo, hai bisogno di studiare un percorso

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Il sito web secondo la Riforma del Terzo Settore

sito web riforma terzo settore

Il sito web secondo la Riforma del Terzo Settore è il tema che ho trattato nel corso realizzato all’interno del percorso Incontri Ravvicinati del Terzo Settore (IRTS2) presso il Centro Servizi Volontariato FVG. Ho preparato questo riassunto per te nella speranza che possa esserti utile. Ti ricordo che il termine ultimo per adeguarti alle richieste è febbraio 2019 secondo quanto pubblicato nel sito web della Camera (approfondisci tutta la Riforma qui).

Le richieste digitali del legislatore: come deve essere il sito web

Tre sono le principali richieste a cui gli ETS (Enti di Terzo Settore) devono sottostare:

  1. avere un sito web con dominio proprietario
  2. avere una sezione TRASPARENZA con i documenti relativi la rendicontazione pubblicati, disponibili alla consultazione e al download
  3. garantire la tracciabilità delle donazioni liberali anche digitali mediante software collegato all’Agenzia delle Entrate

A tutto questo vanno aggiunte:

  • il rispetto delle norme sulla privacy 
  • la presenza delle informative sul trattamento dei dati sensibili

Ovviamente esistono dei distinguo e, per le specifiche, rimando al testo completo della Riforma del Terzo Settore citata in apertura.

Comunicare pensando a Google

Durante il corso ho ampiamente sottolineato il contesto in cui si manifesta e “gira” il sito web e cioè internet. Il web ha le sue dinamiche e regole: conoscerle ti consente di muoverti in sicurezza e libertà al suo interno.

Nello specifico, il motore di ricerca Google riveste un ruolo primario nelle strategie di comunicazione degli ETS (e di chiunque abbia un progetto, un’impresa, un qualcosa da divulgare o promuovere online).

Google ha le sue dinamiche di algoritmo, che si traducono in azioni concrete quando andiamo ad aprire un sito web, a caricare contenuti di qualsiasi formato e quando andiamo a promuoverlo attraverso link building o pubblicità di vario genere.

Queste azioni concrete diventano fatti reali con conseguenze tangibili sull’operato nel volontariato: se la comunicazione digitale funziona, le persone arrivano, talvolta donano, magari restano, magari diffondono e partecipano. Capire l’importanza del comunicare con assoluta consapevolezza degli strumenti, del pontenziale e dei risultati che si possono raggiungere significa fare un salto di qualità profondo.

Un sito web utile, non solo bello

Parlando di sito web, parlo di WordPress in primis e, in seconda battuta, dei plugin che possono facilitare il lavoro di comunicazione o raccolta fondi digitale. Questo strumento non è solo un biglietto da visita oppure una bacheca all’interno della quale inserire l’equivalente digitale degli A4 appesi in corridoio. Un sito web è una “macchina” straordinaria per generare contatti, relazioni, reputazione, proposte, volontari, affezionati seguaci e, non ultimo, donatori.

WordPress facile

Nella parte laboratoriale del corso, ho invitato i partecipanti a sperimentarsi con WordPress.

Ricapitolando … le tre cose fondamentali da sapere quando ci si approccia a questo strumento per la prima volta sono:

  1. la prima cosa da fare dopo aver aperto il tuo WordPress è installare un plugin SEO
  2. la seconda cosa da fare è scegliere un template responsive con un layout modificabile
  3. la terza cosa importante da non dimenticare è che tutto parte dalle PAGINE e dalle CATEGORIE.

Come posso aiutarti

Se vuoi ricevere le slide del corso, scrivimi a venturinicomunicazione@gmail.com e raccontami la tua situazione. In alternativa, se hai bisogno di una mano per la realizzazione del tuo sito web, valuta questa mia proposta professionale.

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Come fare la tua newsletter efficace

newsletter

Se ti stai chiedendo come fare la tua newsletter efficace forse prima dovresti chiederti cosa vuoi dire in questa newsletter. Come in ogni strumento di comunicazione odierno, il cosa viene prima del come perché il come è conseguente al cosa e può avere varie sfumature.

In previsione del mio corso (disponibile anche on demand) “Mailchimp Base per Partita I.V.A”), ho preparato per te una piccola guida per costruire la tua newsletter in modo ottimale.

Scegli il tuo obiettivo: vendere o informare?

Qual è lo scopo della tua e-mail? Vuoi vendere qualche prodotto o servizio oppure vuoi informare relativamente novità, opportunità ed iniziative (non necessariamente a pagamento)? Scegliere l’obiettivo primario ti permette di iniziare ad immaginare l’impostazione da dare alla tua newsletter. Quale news verrà data per prima? Cosa seguirà? Potresti aver bisogno di box oppure dei bottoni call to action. Magari hai realizzato un video di presentazione e lo vuoi condividere con il tuo data base: ti è utile per lo scopo della newsletter oppure devi revisionare questo obiettivo oppure ancora hai bisogno di due invii o di due newsletter per target diverso?

Nelle mie unisco una parte di storytelling ad una parte di vendita diretta dei miei servizi. Il mio obiettivo primario è informare su di me: chi sono, cosa faccio, quali sono i miei valori, quali sono le mie peculiarità. Sono ancora in una fase “start up” del mio brand e per questo la sezione dedicata alla vendita dei miei servizi è posizionata nella parte inferiore della newsletter.

Definisci lo stile

Tutto fa brand quindi anche l’impaginazione, il font, i colori, lo stile raccontano qualcosa di te. Sembrano dettagli insignificanti ed invece sono elementi cruciali l’appeal della comunicazione. Mantieni i colori base del tuo brand anche nelle evidenziature: sii professionale nel dosare i colori e la formattazione.

Nel mondo odierno, l’impatto visivo è molto importante: scegli bene la grandezza delle immagini perché si concretizzerà nella facilità di apertura della mail e nella lettura comoda senza sovradimensionamenti del layout per contenerla. Ricordati di inserire il tuo logo in apertura e di collegarlo al tuo sito web attraverso il link nell’immagine.

La newsletter visiva: comunicare con le immagini

La comunicazione odierna spinge tanto sull’utilizzo di foto e video: se il tuo business te lo consente, utilizza questi strumenti anche nella tua newsletter. Apri il tuo canale You Tube ed inserisci il link del video nell’apposita sezione: genererai traffico e condividerai una storia all’interno dei tuoi canali di comunicazione. Le storie, al pari delle immagini e della musica, hanno un ruolo centrale nelle strategie di contenuto odierne e questo vale anche per la newsletter.

Infondo non sei un supermercato che deve informare sulle offerte e non sei nemmeno un negozio di mobili che vuole liberare spazio in magazzino. Sei una professionista inserita in un contesto di colori, espressioni, sfumature, esperienze, viaggi, incontri, contatti: raccontalo, fatti conoscere, permetti agli altri di entrare un pochino dentro di te. Si rispecchieranno, ti stimeranno e, a tempo debito, ti sceglieranno proprio per questo.

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Quando sponsorizzare in Facebook e quando in Google?

sponsorizzare

Chissà quante volte te lo sei chiesto: quando sponsorizzare in Facebook e quando in Google? Nella comunicazione digitale le esigenze di promozione sono diverse così come i risultati che puoi raggiungere. Il contenuto stesso può essere declinato in diverse tipologie di advertising. Per capire come ottenere la massima resa del tuo budget lavorando con cognizione di causa sulle promo, la prima cosa da fare è capire il contesto.

Cosa puoi aspettarti da Facebook

Il social più influente, importante e quotato del momento. Il centro nevralgico della comunicazione per chiunque. Facebook è un social di ispirazione, curiosità, aggiornamenti, idee partecipative. Qui trovi emotività, notizie vere e notizie false. Percorsi di crescita mostrati e personal branding.

Facebook è quel luogo dove le aziende presentano le loro proposte agendo sulle emozioni come divertimento, desiderio, senso di comunità e aggregazione. E’ un luogo pubblicitario ma non “in stile tv”. Il pubblico è profilato per area geografica ed interessi e questo è il vero nocciolo della questione: qui trovi il target con l’interesse più affine (per non dire perfettamente calzante) a te.

La questione è: questo target è freddo o caldo nei tuoi confronti? Ti devi posizionare oppure puoi fare affidamento su un brand già riconosciuto e con un suo appeal? Perché se ti devi posizionare, la strada passa attraverso una progettazione di sponsorizzate ad hoc per sviluppare notorietà, interazioni e, infine, conversioni online e offline.

Cosa puoi aspettarti da Google

Se in Facebook la gente ci va per svagarsi, in Google ci va per trovare la risposta precisa alla domanda (talvolta urgente) e al problema da risolvere (che ha ora). Capito questo, puoi già “smistare” le tue esigenze promozionali da un lato (Facebook) o dall’altro (Google). Stai offrendo qualcosa che risolve un problema?

La gente cerca nel motore di ricerca proprio il tuo prodotto o servizio con parole chiave altamente pertinenti a te, vicine oppure perfettamente tue? Google è la strada. Come fare a capirlo? Analizzando il mondo dei tag attraverso Google Trend e Google ADS, strumenti gratuiti che ti informano sull’andamento delle ricerche globali e territoriali, mensili o in tempo reale, nel web.

Infine: quello che tu offri risponde a una domanda precisa che potrebbe fare l’utente a Google? Se sì, questa è la tua strada. (Per esempio con query in Google da utente: elettricista Udine tu potresti essere la risposta precisa con annuncio: Elettricista a Udine. Chiama ora.)

Google Ads, Google Shopping e Google My Business

Stabilito che hai bisogno proprio di Google per sviluppare fatturato, di quale strumento Google vuoi servirti? Perché se hai un e-commerce potresti aver bisogno di Google Shopping mentre se non ce l’hai potresti scegliere varie opzioni Google per promuoverti.

Ammesso e non concesso che sono tutti collegati e collegabili, quale ti garantisce il risultato più importante e in maniera più rapida? La differenza fra le opportunità è semplice:

  • Google ADS: puoi sviluppare annunci pubblicitari indirizzati al motore di ricerca e ai siti partner visibili sia su pc che sui dispositivi mobili. Gli annunci possono contemplare anche estensioni con link, numeri di telefono e varie altre aggiunte di contenuto utile (parole chiave, servizi etc.).
  • Google Shopping: vendi i tuoi prodotti e-commerce nello store Google attraverso Merchant. Puoi mostrarli con immagine, descrizione e prezzo e puoi genere acquisti in tutto il mondo (se il tuo e-commerce sostiene).
  • Google My Business: entri nelle mappe di Google senza annunci pubblicitari ma quando qualcuno ti cerca, trova la tua scheda, può chiamarti, vedere o scrivere recensioni, leggere i tuoi post (meglio di Google Plus) e tu puoi avere statistiche abbastanza buone sugli afflussi di pubblico. E’ uno strumento gratuito basico, che può convogliare traffico al tuo sito web.

Obiettivi per sponsorizzare

Qui ti consiglio di essere molto razionale e consapevole. Perché sponsorizzare fa la differenza nel tuo fatturato. Gli obiettivi per avviare delle promozioni in Facebook e in Google sono diversi ma la questione centrale è sempre e solo una: vendere. Possiamo aggirare questa “brutta parola” con l’eufemismo “partecipare” oppure “iscriversi”. La partecipazione e l’iscrizione sono nient’altro che un passaggio verso una vendita posticipata, che si cercherà di “chiudere” in un secondo momento e con altri strumenti diretti.

Non aver paura della parola “vendere”: da questa nasce il tuo fatturato e se non fatturi, non mangi (a meno ché tu non abbia il bonus Zio D’America). Inoltre non stai vendendo fuffa, stai vendendo qualcosa di qualità di cui non ti devi vergognare. La gente sarà felice di usare i tuoi prodotti o utilizzare i tuoi servizi.

Una sponsorizzata funziona quando il tuo valore aggiunto è chiaro ed immediato. E quando rispetti le regole di editing e visual imposte da Facebook e Google.

Vuoi imparare a sponsorizzare bene? Ti potrebbero essere utili anche:

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Valentina Lombardi: intervista a una consulente d’immagine con partita IVA

Questo sito è stato, spesso, l’occasione per conoscere, nel mondo reale, persone che in nessun altro modo avrei potuto incontrare. Il lettore o la lettrice occasionale entrano in qualche mio articolo, si rispecchiano, mi contattano, spostiamo nella realtà il dialogo virtuale e qualcosa nasce. L’adozione di un malamute, una camminata con Mercurio oppure, come in questo caso, una bella intervista e chissà, qualcosa d’altro ancora.

Valentina Lombardi è una consulente d’immagine in Lombardia. Avvia la partita IVA dopo una vita con contratto dipendente e si confronta con il bello e il difficile di avere una propria piccolissima auto impresa. Quest’intervista nasce per raccontarti il processo di riconoscimento del proprio valore aggiunto nella libera professione. Non solo: dalle parole di Valentina, scoprirete un’anima sensibile e determinata.

1. Com’è nata l’idea di diventare una consulente d’immagine?

E’ nata nel 2013, grazie all’aiuto di una consulente di carriera molto brava. Avevo appena terminato un periodo lavorativamente difficile, concludendo la mia esperienza come responsabile amministrativa in una multinazionale; da quel periodo di crisi ho pensato di trarne beneficio ed insegnamento, andando ad analizzarne i reali motivi; da tempo ero insoddisfatta del mio lavoro impiegatizio e quello è stato il momento ideale per mettere in discussione tutto quanto. Ho trovato una consulente di carriera che mi ha aiutato a capire e riconoscere le mie vere attitudini, completamente sepolte, e da quel percorso è nata l’idea di fare la consulente d’immagine. Una professione fondata sulle mie passioni: il trucco e in generale la cura dell’aspetto esteriore, e soprattutto il piacere di stare con le persone, ed aiutarle a migliorare la propria vita in qualche modo.

 

   2. Perché l’immagine estetica ed esteriore è così importante oggi a
   livello business?

Perché quella che viviamo è la cosiddetta era dell’immagine: le persone vengono subito valutate  attraverso il loro aspetto, che rappresenta a tutti gli effetti il nostro biglietto da visita visivo ed immediato. La nostra immagine deve trasmettere un messaggio di coerenza con la nostra professione, cosa che ai giorni nostri non è sempre vera né scontata. Aspetto e competenze in sostanza devono essere allineate; l’immagine infine deve rispecchiare le varie sfaccettature della nostra personalità, evitando di appiattirci in canoni stereotipati di business (ad es il classico caso della donna manager, vestita in tailleur). E’ vero che dobbiamo rispettare il contesto professionale in cui operiamo, ma non dobbiamo nemmeno indossare dei “panni scomodi” in cui non ci sentiamo a nostro agio e tanto meno rispecchiati per ciò che siamo. Il mio intervento serve proprio a questo: allineare il rispetto del contesto professionale, alla reale espressione di ciò che siamo attraverso il nostro look. Da soli è molto più difficile riuscirci, anche perché i consulenti di immagine studiano degli standard internazionali di bellezza e stile che le altre persone non conoscono. Ad esempio, quali colori realmente ci valorizzano.

 3. Come definiresti il percorso che ti ha portato a differenziarti sul
   mercato rispetto ai canonici servizi offerti dalle tue concorrenti?

Sicuramente l’approccio ed ascolto empatico del cliente: il mio obbiettivo è la totale soddisfazione del cliente, quando ha terminato il percorso con me. Diciamo un approccio più olistico e a 360 gradi rispetto ad altre professioniste del mio settore, proprio perché mi sono resa conto che andare ad intervenire sull’aspetto delle persone è una cosa molto delicata, ci vuole tantissimo rispetto ed empatia, e saper interpretare e leggere la personalità delle persone. Non è una cosa frivola, che si limita esclusivamente alla parte esteriore di noi, ma scende più in profondità. A livello privato è da tanto tempo infatti che amo e seguo le discipline olistiche e la crescita personale, quindi per me è stato un passaggio naturale avere questo tipo di approccio. Infine, ho coniugato alla consulenza di immagine il make-up, cosa non tanto diffusa, proprio per poter servire al meglio le clienti a 360 gradi.

4. Qual è il valore aggiunto del tuo lavoro nella vita professionale del
   tuo clienti?

Sicuramente il mio intervento facilita i rapporti sociali e professionali, perchè il cliente a seguito del percorso di consulenza d’immagine si percepisce più in forma, bello, a suo agio guardandosi allo specchio, e come conseguenza naturale migliora l’autostima e l’amor proprio. Molti imparano a prendersi maggiore cura del proprio aspetto, e a divertirsi anche facendo shopping, cosa che per molte donne, al contrario di quello che si crede, è vissuto come un momento negativo e di stress…

5. La tua soddisfazione più grande?

Fare parte del team docenti di una delle migliori accademie di Milano di trucco, la MBA Making Beauty Academy. Sono ottimi professionisti e l’esperienza di formare ragazze e ragazzi è incredibilmente arricchente da un punto di vista sia umano che professionale. Anche quella di aver aiutato alcune donne con malattie e disagi fisici a vedersi finalmente belle  grazie semplicemente a un pò di trucco.

6. Da qui a 10 anni sarai…..

Spero semplicemente che questo lavoro continui ad entusiasmarmi come succede oggi, e che mi dià serenità anche da un punto di vista economico, non sono ambiziosa nel senso classico del termine: non mi interessa diventare famosa o guadagnare tanto, la cosa che più conta per me è sentirmi sempre entusiasta e stimolata da quello che faccio, e non annoiarmi.

Se vuoi conoscere di più Valentina Lombardi, questi sono i suoi riferimenti online:

www.facebook.com/valentinalombardiconsulenteimmagine

www.valentinalombardi.com 

www.linkedin.com/in/valentina-lombardi-815b34ba/