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Matajur: trekking semplice con i cani

Sul Monte Matajur non ci ero mai stata prima. Dopo anni di buona volontà procrastinata, qualche settimana fa ho preso la palla al balzo e il mio alaskan malamute e siamo saliti. Con noi, amici fidati di sempre, Sonas il malamute e il suo proprietario. E’ stato meraviglioso!

Come arrivare al monte Matajur da Cividale

L’appuntamento era nel parcheggio di fronte la nuova banca di Cividale, quell’enorme edificio vetrato e con sagoma irregolare subito dopo la stazione dei treni, a fianco della Coop. Da lì, abbiamo proseguito in direzione Savogna verso il Rifugio Pelizzo. 

La strada è comoda anche quando inizia la salita con circa una decina di tornanti. I primi sono i più ripidi e, in seguito, la strada, pur salendo, rimane morbida e larga. Il guard rail è presente per quasi tutto il tratto tranne negli ultimi chilometri. Al termine dei tornanti, il Rifugio Pelizzo accoglie con un parcheggio comodo, delle panche in legno a disposizione e una struttura che, sicuramente, a regime operativo è in grado di soddisfare ogni esigenza del turista montanaro. Noi lo abbiamo trovato chiuso però è stato ugualmente utile con i suoi servizi all’esterno.

Dal rifugio alla Chiesetta in cima al Matajur vengono calcolati 35 minuti a piedi e, visto che l’orario da noi prescelto andava verso il tramonto, abbiamo preferito questa soluzione. Ci sono tantissimi percorsi per accedere al Matajur.

Silenzio, nebbia, cani e vastità

Mercurio, il mio alaskan malamute, durante l’ascesa al Monte Matajur

La salita al monte Matajur dal Rifugio Pelizzo è veramente semplice e agevole. L’unico aspetto di riguardo da considerare è la nebbia (o bruma): quando si alza, coprendo tutto, può farti perdere l’orientamento. Questa montagna viene considerata “facile da scalare” e, oggettivamente, lo è però la nebbia ha portato più e più volte problemi ad escursionisti anche esperti quindi occhio alle previsioni meteo.

Mercurio e Sonas erano FELICI nel puro significato del termine. Felici di stare insieme e di vivere la montagna nell’assoluta tranquillità dell’assenza di persone. Siamo saliti fino alla Chiesetta senza incontrare anima viva. Lungo il percorso, il tracciato è ben visibile e vi sono più sentieri che portano alla cima, tutti riconoscibili ad occhio nudo.

Raggiunta la cima, abbiamo fatto appena in tempo a scattare qualche foto che, da dietro alla chiesetta è comparsa un’altra ragazza con la sua meravigliosa femmina di pastore svizzero bianco. Non parlava italiano, ci siamo capiti in inglese e i cani hanno interagito fra di loro godendosi gli spazi, la poca neve e l’amicizia.

Tempo un quarto d’ora e, dal basso vediamo comparire altri escursionisti: il tramonto sul Matajur è ultra gettonato per le fotografie spettacolari ed è
oggettivamente straordinario.

Sonas, alaskan malamute amico di Mercurio
Io e Mercurio, insieme sul Matajur

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