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Il mio 2018: lezioni di vita imparate lavorando

Il 2018 è stato un anno professionale di svolta. Dal punto di vista economico, certo. Dal punto di vista mentale, soprattutto. Perché è iniziato con dei propositi strepitosi, che si sono dissolti nel giro di un paio di settimane e, nel limbo del “troviamo una soluzione subito“, ho cambiato mentalità.

In un certo senso, non mi sono più fatta attraversare dalle difficoltà. Ho tenuto il timone dell’onda anomala e ho virato, non senza incontrare scogli e mulinelli, verso un approccio oserei dire…. instancabile. Posso dire che questo 2018 ha completato il percorso iniziato nel 2016: ora non mi adagio sui risultati e sui clienti, non do per scontato i contratti e, soprattutto, non smetto di costruire lavoro nemmeno quando sono stra piena di cose da fare e di persone da accontentare. I clienti di quest’anno mi hanno insegnato molto e li ringrazio tutti per la generosità e schiettezza con cui mi hanno aiutato a crescere. Ecco, quindi, il riassunto delle lezioni di vita del 2018.

Se è la tua strada, lo sarà a prescindere da ogni difficoltà

Per me è molto importante essere scelta. Ho imparato che, a volte, diventare la scelta di qualcuno significa accettare i tempi e le esperienze altrui prima di arrivare da te. Come in amore, se qualcosa è destinato a te, arriverà, prima o poi. Questo insegnamento si è palesato dopo un paio di mesi di curriculum inviati e colloqui. Fino alla chiamata inaspettata, che ha completamente modificato (e migliorato) le prospettive di reddito 2018.

Se una strada non è la tua strada, non lo sarà nemmeno se la prendi ad accettate

Contemporaneamente, mi sono incaponita rispetto ad un’azienda molto importante qui in Friuli. Ho inviato il mio curriculum per mesi e mesi, per ogni posizione aperta. Non ho mai fatto nemmeno un colloquio nonostante sulla carta avessi tutti i requisiti per molte opportunità professionali nell’ambito digital. Ho capito, poi, che il personale assunto era scelto sempre neolaureato. Io, con la mia partita IVA da 6 anni e la mia laurea da altrettanti, non posso proprio spacciarmi per neolaureata 🙂 Quindi, le energie investite lì ora le investirò nella mia formazione up level.

Consapevolezza dei touch point con me

Chiudendo momentaneamente la pagina Facebook, mi sono domandata come costruire lavoro senza questo social. Lavorando anche come social media manager, restare senza Facebook è stata una sfida. Mi ha costretto a riflettere e a guardarmi con occhio critico.

Ho capito, così, che ciò che mi porta più lavoro in assoluto sono i corsi di formazione e la soddisfazione dei miei studenti. Il rapporto con le scuole è uno dei contatti da privilegiare per le conseguenze positive che genera. Mi sono resa conto di perdere diverse opportunità nell’incontro diretto con le persone perché fatico molto ad essere una brava commerciale di me stessa “dal vivo“.

Cambiare fotografie al sito ed inserire l’e-commerce è stato cambiare me

Le immagini sono un veicolo importante di comunicazione. Adoravo le foto precedenti però, a livello professionale, sentivo non mi rappresentavano più al 100%. Appartenevano ad un momento storico della mia persona ormai sorpassato e che volevo terminare di sorpassare. L’inserimento dello shop in questo sito mi sta aiutando a propormi e a fissare i prezzi. Tradotto significa che avere un set di prodotti ben codificati e con una tariffa diventa un valido aiuto in fase di trattativa o di presentazione. Cambiare fa paura ma, a volte, è veramente l’unica alternativa per crescere e per progredire nel proprio progetto di vita. Rinunciare alla mia immagine di prima è stato un processo, che ho ultimato quando mi sono sentita pronta per essere altro. Senza rinnegare: integrando e sviluppando.

Diventare cliente … e non solo consulente

Le novità importanti della mia vita mi hanno portato a diventare cliente. Ho chiesto preventivi, ho incontrato professionisti, ho scelto e ho trovato il piano B. Questo mi ha portato a vedere con gli occhi di chi si deve affidare ad uno sconosciuto per la realizzazione di un progetto a cui tiene. Mettermi nei panni di chi sceglie mi sta aiutando ad essere più attenta con i miei clienti quando il fornitore sono io.

Sono in grado di gestire delle persone

Come anticipato nell’ultima newsletter, quest’anno ho accolto presso il mio studio due stagisti. Avevo bisogno di aiuto e, al tempo stesso, sono stata di aiuto. Quest’esperienza mi ha messo paura, all’inizio: non avevo mai gestito due persone da sola prima. Il lavoro da svolgere era tanto: urgenze, delicatezze, più regioni italiane, molti contenuti da validare e approvare. Ho saggiato con mano cosa significa essere leader ed essere capo e ho cercato di dare l’esempio. Credo di essere riuscita a trasmettere gli aspetti salienti del lavoro come partita IVA e, soprattutto, delle responsabilità connesse ad ogni singolo cliente. I ragazzi mi hanno regalato una ventata di leggerezza e gli sono grata per questo.

Incarichi più stabili = maggiore soddisfazione

Aver cambiato modello di business (da + consulenze – gestione a +gestione – consulenze) ha migliorato notevolmente la mia serenità come persona. Non dovendo dibattermi continuamente per avere un reddito minimo mese dopo mese, restando nel limbo dell’incertezza sul domani, mi sono potuta dedicare di più alla crescita dei progetti dei clienti importanti. Sento la nostalgia delle consulenze con le partite IVA e mi sto riproponendo anche in tal senso però l’equilibrio è cambiato e questo è un valore aggiunto per la professionista che mi sceglie: su di lei ( o su di lui) non grava più l’aspettativa della mia sopravvivenza economica.

L’efficacia del mio studio di comunicazione

Avere uno studio, un luogo dove poter ricevere clienti o potenziali clienti è stato fondamentale. Non mi sono ancora sistemata al 100% perché devo terminare di arredare le stanze al meglio però poter invitare qualcuno nel mio luogo ufficiale ha avuto un effetto benefico su di me e sulle relazioni con gli altri.

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