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Consigli per sviluppare un reddito da 30.000€ con partita IVA

Sviluppare un reddito da 30.000€ con partita IVA e regime di minimi è un obiettivo che mi sono data quest’anno. Ho cercato spesso informazioni in merito, soprattutto per come armonizzare le diverse esigenze, contenendo i rischi e le ansie. Ogni collega che si occupa di comunicazione ha i suoi segreti e le sue tecniche. In questo anno particolare, a tratti difficile, a momenti esaltante, ho cercato una risposta soddisfacente al quesito.

Sto arrivando alla conclusione che ho fatto bene a modificare il mio modello di business invertendo le proporzioni: 90% gestione della comunicazione, 10% consulenze. A livello di entrate, la differenza si è sentita in maniera molto forte. Impostando una vita solo sulle consulenze, l’obbligo tassativo è l’avere un flusso di clienti costante in grado di garantire ogni settimana, ogni mese, un reddito tale da poter vivere degnamente. Perché il “giochino” funzioni, ci vogliono anni.

E’ un impegno energeticamente importante quando non hai una rete consolidata di invianti stabili e il passaparola è tutto da sviluppare.  Mi sto muovendo verso questo nuovo reddito, che ho scelto di raggiungere perché, dopo 5 anni con la partita I.V.A., ho sentito l’esigenza di sfondare il mio muro interno andando verso una vita potenzialmente diversa. Navigo a vista sempre con l’ansia a fianco ma sento di essere sulla buona strada.

Più entrate stabili importanti, più entrate variabili

Non ho la bacchetta magica e con la matematica non ci sono mai “andata a nozze”. Ma se c’è una cosa che ho capito è che per vivere una vita sufficientemente dignitosa come partita I.V.A. c’è necessità di avere una base stabile a cui aggiungere “l’in più”, che sta sempre bene. Per base stabile non intendo un solo cliente ma almeno tre in grado di garantire una fatturazione interessante, su cui poggiare i perni della tua vita privata, professionale e promozionale. Perché dico 3? Per una questione di “materasso”. Se, per qualsiasi motivo, salta un contratto, la tua vita non salta. Continui a fatturare, in qualche modo riesci a superare la fase di passaggio fra la perdita e la nuova entrata. L’unica accortezza da tenere a mente è che le ore, in questo mondo, restano solo 24 e quelle operative una decina circa ogni giorno. Sovraccaricarti troppo pensando solo alle fatture rischia di danneggiarti se non puoi garantire qualità a tutti i tuoi clienti.

Cura le relazioni con chiunque

Chiunque può consigliare il tuo nome, ricordarsi di te, nominarti oppure consegnare il tuo biglietto da visita al contatto giusto nel momento giusto. Ci sono relazioni difficili da coltivare perché richiedono un mettersi in gioco, un superare limiti. Prendi tutto come una palestra per crescere, non demoralizzarti, cerca di riuscire a “stare” nella difficoltà respirando e dando valore a come verrai cambiata dall’esperienza. Tutto ti insegnerà qualcosa in più, che potrai utilizzare, in futuro, al meglio. O anche subito.

Dare sempre il massimo e migliorare questo “massimo” ogni giorno

Ho sempre sentito dire che non bisogna mai prendersi troppo a cuore i clienti… perché è solo lavoro. Il problema è che questo “solo lavoro” diventa la quotidianità, la routine e anche il tuo sostentamento. Io mi prendo a cuore ogni cliente con cui lavoro, da quello che incontro per la prima volta e per un periodo brevissimo a quello che seguo da anni. Il cuore e, soprattutto, il senso di responsabilità nei suoi confronti, mi spingono ogni giorno a domandarmi: “Ho fatto tutto quello che dovevo, potevo fare per lui/lei?“, “Cosa posso fare di più/meglio?“.

Il reddito è importante ma non è tutto

Ricordati di vivere, di gioire, di non privarti di ogni cosa perché ci sono gli F24 pesanti (sempre) da pagare.

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