Pubblicato il

Tutti i miei errori professionali nel 2017

Apro un nuovo anno scegliendo come parola chiave “Consolidamento” e come mantra guida “Merito di guadagnare“. Affinché ciò si realizzi, non posso esimermi dal tirare un bilancio onesto di ciò che ho fatto bene e ciò che ho sbagliato. Perché ogni errore è stato parte di un processo di crescita professionale, maturazione emotiva e sperimentazione sul campo. Sicuramente ognuno di questi errori ha inciso sul mio fatturato: pur riconoscendomi il lodevole traguardo del +30% rispetto al 2016 e due contratti firmati al termine del 2017 con incasso previsto nel 2018, avrei potuto raggiungere molto di più. Me ne sono resa conto ricontrollando la contabilità prima dell’invio alla commercialista. Me ne sono resa conto riflettendo sui clienti e sugli importi saldati nonché sulle date di effettivo pagamento. Ecco, quindi, il mio elenco degli errori e come mi riprometto di superarli o non affrontarli di nuovo.

Troppe attività di co-marketing con brand in modalità “vivacchio” e non “crescita”

Il 2017 di Wolf Eyes Inside è iniziato con tante attività di co-marketing e partnership. L’intento era diffondere il più possibile il brand, il link del mio sito e la riconoscibilità del mio logo. In parte questo è accaduto ma il più delle volte la pubblicità l’ho fatta da sola a beneficio degli altri. Non ho ricevuto quasi mai, in cambio, lo stesso rilancio e quasi mai il mio sito è stato presentato nei profili social come mi aspettavo (e speravo). Una mosca bianca speciale la collaborazione con il collega Gaetano Pastore, impeccabile, altruista e, ovviamente, competente.

Il mio errore è stato scegliere sulla base dell’apprezzamento e non sulla base della competenza, dei numeri, dell’accordo sulle attività concrete e dell’effettivo ritorno economico degli investimenti. Mi sono avvicinata a questo con l’entusiasmo di una bambina che spera negli altri. Non con la testa di una professionista che vede business. Se avessi commesso questo errore con un’azienda medio-grande, avrei fatto perdere molti soldi al cliente.

Ho imparato sulla mia pelle che non sono gli altri a fare un favore a me. Semmai è l’incontrario e, cambiando modo di vedere le cose, cambia anche il modo di pormi. Non ricevo una “grazia” perché qualcuno mi calcola. C’è sempre un reciproco vantaggio nel collaborare. Soprattutto, per entrambi i protagonisti dovrebbe esserci fatturato e crescita sennò non ha senso fare co-marketing.

Considerando questo tema come una costante nella mia vita, mi auguro che il 2018 sia l’anno definitivo per un superamento del mio atteggiamento infantile.

Troppe promozioni a prezzi stracciati

Oltre ad aver guadagnato poco sul momento, probabilmente ho dato l’impressione di valere poco. Chi ha sviluppato passaparola e mi ha presentato ad altri professionisti non è mai venuto da scontistica stracciata.

Tante persone hanno acquistato a più riprese servizi scontati e questo perché non ho messo regole d’accesso. Da chi ha preteso sconti, per il bisogno di guadagnare ho accordato prezzi di vantaggio e quando un’azienda ha dichiarato che non valevo la tariffa oraria chiesta sono stata disposta a dimezzare pur di non perdere il lavoro. La conseguenza? Guadagno dimezzato, rinnovo di mese in mese se e quando ci si ricordava, appuntamenti spesso annullati e varie altre mancanze di rispetto. Traduzione? Tempo perso e risultati impossibili da raggiungere.

Il mio errore più grande è stato non avere avere abbastanza stima della mia professionalità e competenze per entrare in trattativa anche disposta a perdere il cliente.

Mi sono parlata, mi sono rappresentata e mi sono presentata come incapace o in formazione e questo ha lasciato spazio per una insoddisfazione economica, che ha portato a una chiusura lavorativa. Da tutto ciò imparo che devo costruirmi più solidità contemporanee per non avere paura di dire di no o di perdere un cliente se non è disposto a pagare il prezzo pieno del mio servizio. Soprattutto sapendo che il mio lavoro porterà risultati economici.

Troppo tempo dedicato al recupero crediti

Concedendo dilazioni e, soprattutto, andando incontro alle persone con un atteggiamento sbagliato, nell’ultima parte dell’anno ho sprecato molto tempo nel recupero crediti. Tempo, fegato e lacrime, a volte. Nella seconda parte dell’anno non ho fatto valere il mio diritto ad essere pagata con la stessa forza interiore con la quale avevo iniziato l’anno. Nel 2018, avrò sempre con me il POS e dirò chiaramente sempre che il saldo andrà effettuato nei tempi stabiliti e anche in concomitanza con il servizio. Devo imparare a dire che voglio essere pagata subito senza apparire troppo bisognosa e ansiosa perché neanche questo va bene. Però mi metto come obiettivo una crescita in tal senso.

Investimenti emotivi eccessivi per ogni singola iniziativa andata buca

Nel 2017 ho organizzato una marea di eventi e mai nessuno dei miei amici è venuto, anche solo per fare numero, ad uno di questi. Mai. Molti sono andati buchi. A volte mi sono arrabbiata tantissimo e questa mancanza di supporto mi ha ferito molto. Tuttavia, il mio business non si basa e non si baserà mai sugli amici perché nessuno di loro è nel mio target e nessuno di loro ha un solo motivo reale per partecipare a qualcosa fatto da me… motivo economico diverso dall’amicizia.

Vivere questo è stato doloroso e mi ha portato a molta chiusura…. e chiusure. Perché ogni evento senza iscritti o senza partecipanti era come una conferma del mio essere incapace. Ogni volta che lanciavo un qualcosa e nessuno lo calcolava mi sentivo piena di errori e frustrata. Mi chiedevo: come posso propormi come consulente quando per me stessa non riesco a far venire nessuno a ciò che organizzo?

Mi metto come obiettivo 2018 la revisione delle aspettative emotive personali dividendole dalla sfera professionale. Per il resto, cercherò di essere meno giudicante nei miei confronti e più proattiva. Non indulgente ma pragmatica cercando di capire per tempo cosa non va ma…. soprattutto cosa posso fare per farla andare meglio. Per esempio chiedendomi se sto facendo tutto il necessario oppure se la pigrizia o l’immaturità stanno ledendo il mio risultato in modo subdolo.

Mancanza di programmazione settembre – dicembre 2017

Iniziai Wolf Eyes Inside ragionando su base agosto 2016 – agosto 2017 e non gennaio – dicembre 2017. Questo è stato un errore perché, arrivata alle vacanze, avevo speso tutte le idee e le energie mentali trovandomi in affanno con la creatività. Cosa potevo mai inventarmi ancora per guadagnare? Di corsi ne facevano tutti, di funnel è pieno Facebook, nel blog non avevo ispirazioni, il piano editoriale non riuscivo a seguirlo.

L’entrata di Amway nella mia vita mi ha distolto dagli obiettivi di Wolf Eyes Inside perché, per mettere qualche base anche in questo business, ho investito tempo e denaro con tante speranze. Ma il mio lavoro principale è e rimane quello con Wolf Eyes Inside. Quindi mi sono ritrovata a non avere budget per far crescere Wolf Eyes Inside e non avere sufficienti entrate in Amway per far fronte alla carenza. E’ stato necessario andare oltre l’entusiasmo, strutturare le connessioni fra i due business, i due ambiti. Capire le diversità di approccio e gli strumenti e definire la linea sottile fra l’uno e l’altro affinché il secondo non cannibalizzi il primo e il primo non oscuri il secondo. Diciamo che sto cercando armonia e penso di aver trovato delle soluzioni congrue.

Nel 2017 mi sono venuti in aiuto opportunità di docenze e ritrovare l’aula mi ha ridato molta fiducia in me stessa. E’ stato speciale perché insegnando mi sono resa conto di aver elaborato le esperienze business negative. Sono riuscita a dare molto ai miei studenti con un piglio e una sicurezza mai sperimentata prima. Ma è stato un errore impostare il mio business programmandolo in questo modo, rimanendo senza programmazione per 6 mesi.

Non si può mai agire alla giornata o sperare in un colpo di fortuna. Non in ambito imprenditoriale serio, almeno. Ed io pretendo, da me stessa, questa serietà. Per il 2018 ho 12 mesi programmati con programmazione conclusa il 31 dicembre 2017 e uno spazio intorno al 20% lasciato all’imprevisto professionale che scombussola.

Guadagnare a vista e non in prospettiva

Cosa accadrebbe se il mio compagno riscontrasse un aggravamento di alcuni problemi fisici e non potesse più lavorare nella mansione attuale? Cosa accadrebbe se i miei genitori subissero problematiche invalidanti? Come ce la farei se mi ritrovassi da sola a dover badare a tutto a livello economico? Questi sono i pensieri che nel 2017 non mi sono mai fatta perché ragionavo solo un passo piccolo dopo l’altro. Ebbene, il 2018 si apre come una cannonata: voglio un reddito che mi permetta di vivere soddisfatta e di essere risorsa per me stessa, la mia famiglia e un sicuro ponte di sicurezza anche per il mio compagno. Per questo, sul finire del 2017 mi sono impegnata nel firmare dei contratti che mi garantiscono entrate nel 2018 e per questo sono in attesa di ulteriori conferme che ulteriormente andranno a garantirmi una base ottima per impostare il mio lavoro come consulente per partite IVA.

Avere un busienss plan e non usarlo

Mi sono fatta il business plan per Wolf Eyes Inside. So dove voglio andare e ora so che mi sto dirigendo in questa direzione perché il mio nuovo ufficio mi porta a realizzare l’idea immaginaria. Però fino a novembre 2017 il mio lavorare per me stessa è stato solo un lavorare per i clienti senza portare acqua concreta al mio mulino in termini business. Quindi il mio proposito per il 2018 è non perdere la bussola dei miei sogni e non smettere di lavorare per realizzarli.

Non riuscire a dirmi mai “Brava!” e non riuscire mai a premiarmi

Ho raggiunto risultati di riguardo per alcuni clienti e per me stessa. Il fatto stesso che, nonostante tutta questa immaturità, sia riuscita ad avere il 30% di fatturato in più rispetto al 2016, la dice lunga sulle mie competenze. Tuttavia, mai una volta che sia riuscita a darmi una gratificazione, a riconoscermi valore o a farmi bastare, per più di 5 minuti, un traguardo. Penso sempre che avrei potuto fare di più e che sicuramente un’altra situazione, ancora più solida, sarebbe stata migliore. Mi perde il gusto del premio e del risultato.

Oggi, per esempio, ho inviato la prima newsletter del 2018 (se te la sei persa, puoi sempre iscriverti qui). E’ stato un successone insperato! Tassi di apertura straordinari e di rilettura della stessa davvero importanti. Tantissimi click sui link e persino risposte dirette. Cosa che non accadeva da qualche mese. Questa volta ci sono riuscita perché sono stata più abile nella head e nella newsletter di dicembre ho comunicato un processo di crescita. Penso che il lavoro di storytelling mixato alla promozione dei miei servizi o articoli mi porterà soddisfazioni ancora maggiori e oggi ho avuto la conferma che la gente non solo mi legge ma si ricorda anche di me e mi aspetta.

Questo non sarebbe successo se non avessi lavorato in un certo modo in tutti i 12 mesi del 2017. Quindi, come fioretto per l’anno nuovo, mi segno il riconoscermi di più le mie piccole e grandi soddisfazioni.

In conclusione….

Nonostante tutti questi errori personali e professionali, ho chiuso l’anno con un fatturato, con spese accettabili e con il necessario per aprire lo studio. Ho gestito bene le entrate e, anche se non mi sono mai concessa lussi, sfizi o extra, ho investito in modo oculato laddove so che serviva e che ora risulta importante. E sono ancora qui. Non ho chiuso la partita IVA (anche se ho avuto un momento di crisi). Non ho abbandonato Wolf Eyes Inside (anche se ad un certo punto mi è sembrato stupido e inutile). Ho pagato tutte le tasse e anche 1400,00€ di veterinario per la vita di Mercurio senza fargli mai mancare il base per il cibo e la profilassi anti zecche, filaria e varie.

Quindi… 2018 fatti sotto. Io sono pronta.