Costruire l’emozione attraverso i contenuti di un evento mega

Ho partecipato a un seminario in formula week end. Si è tenuto a Pesaro ed era popolato da imprenditori autonomi nel settore della vendita diretta e crescita personale. E’ stata un’esperienza stimolante sotto ogni punto di vista: onde evitare di “perdere memoria”, condivido l’eccellenza vissuta da utente assorbendo una comunicazione Top. Costruire l’emozione attraverso i contenuti di un evento di ampie dimensioni, mantenendo sempre viva l’attenzione, stimolando interesse e azione, è tutt’altro che banale. Loro lo hanno fatto perché hanno progettato, programmato, riflettuto e sperimentato. Il risultato è stato questo:

Un video d’apertura simbolico e ossigenante

Ogni giorno il seminario si è aperto con un video esplicativo la mission aziendale, i valori e la storia sovvertendo l’ordine del canonico, noioso, storytelling statico.

Un team di persone si lancia da un aereo e vola, divertendosi, insieme, con il paracadute chiuso, a volte con i piedi bloccati da una sorta di snowboard. Pazzesco. Da matti. Fanno qualcosa che la maggior parte delle persone non farebbe oppure ancora rifiuterebbe anche solo di immaginare come possibilità. Fanno qualcosa di extra-ordinario cioè fuori dalle canoniche attività sportive comunemente accettate, ritenute stabili, sicure e facilmente decodificabili e collocabili mentalmente. Queste persone volteggiano in aria e restano nella corrente, sullo stesso piano. Metaforico. D’impatto. Subito. Lo sport scelto è un’attività che pochi conoscono o sanno dargli un nome. Simbolico e metaforico anche questo.

Un’idea creativa fuori dagli schemi e datata: lo si capisce dalla qualità video. Efficace. Perché questo dettaglio racconta la storia aziendale: non è sul mercato da un anno o due ma da sessanta. La qualità del video racconta la storia. Sono i particolari che fanno la differenza. Non so quante persone si siano soffermate consapevolmente su questa specifica sfumatura però, a livello inconscio è stato sicuramente “incamerato” e ha agito nelle emozioni degli spettatori.

Volare alto, vivere un’impresa incredibile (non impossibile  – incredibile! – perché il fatto stesso che qualcuno lo stava facendo era già una testimonianza della fattibilità). Buttarsi nell’ignoto avendo intorno, a fianco, la propria squadra che condivide, sorregge, stimola e sperimenta le stesse emozioni ed esperienze, sullo stesso piano.

Una sola immagine e tutto il concetto cruciale del business è stato esposto in una manciata di secondi. Nessuna didascalia. Nessun dialogo. Solo la potenza del simbolo e dell’immagine. Solo l’efficacia della colonna sonora. Questo è comunicare al Top.

Durante il seminario, infine, lo storytelling è stato costruito intercalando video aziendali classici, con il “boss” in primo piano che racconta come e perché ha costruito il suo brand internazionale a video racconti familiari. Le persone di rilievo sono state raccontate sulla base della conseguenza che questo tipo di lavoro ha avuto come impatto nelle relazioni interpersonali. Uno dei tanti claim cruciali (“ridare ai figli il tempo dei genitori“) è stato mostrato più e più volte attraverso fotografie. Nessuno parlava. Erano le immagini, da sole, a trasmettere potenziale suscitando ammirazione, rammarico, speranza, aspettativa, pro-attività.

[Quando l’ho visto ho pensato:Caspita!!!! Voglio riuscire anche io, un giorno, ad immaginare simili connessioni di significati e simboli per le comunicazioni dei miei clienti!!!“]

Mostrare la storia senza commercializzare nulla

Gli oratori erano persone comuni. Hanno costruito la loro rete d’impresa e il loro reddito autonomo sotto l’egida di un marchio leader, con fatturati in crescita e risultati stimolanti in Italia. Queste persone lo hanno realizzato impiegando tempo, dedizione, fiducia e perseveranza. Chi ha raccontato il “segreto del successo” o chi è stato premiato per gli obiettivi di marketing raggiunti è un qualcuno di normale. Nella normalità ha reso reale lo straordinario.

Significativo il momento “obbligato” dei numeri e la riflessione non banale sulla longevità dell’azienda: essere sul mercato da 60 anni significa aver attraversato tali e tante flessioni e cambiamenti, che un alito di vento non porterà alla chiusura lasciando tutti i lavoratori “a piedi”, senza più lo strumento per realizzare la loro impresa.

Ma le persone sono state il contenuto più importante.

Come la donna over 50 con 7 figli e la residenza in un paese di montagna isolato divenuta punto di riferimento formidabile e voce portante grazie alla sua ferrea volontà di mantenere la patria potestà con un reddito consono a sette bambini in crescita. Lei era viva, intensamente viva dentro, nella volontà. Più viva e determinata di tantissime mie coetanee, che si sperimentano con la libera professione senza farlo veramente! Più viva di me, che mi stavo lambiccando il cervello per risolvere un conflitto interno! E lei ha più di 50 anni ma una tenacia che mi dà le pista 1 a 1000 senza batter ciglio! Le motivazioni di questa persona erano forti (avere i figli per sempre con sé) e lo erano a sufficienza per rimanere nel tempo e sostenerla nelle difficoltà. E questo è bello perché essere imprenditori di se stessi, essere autonomi, non è sempre facile.

Quindi la domanda è: qual è il tuo obiettivo? Per che cosa lavori? Perché ti impegni? Perché dovresti realizzare il tuo piano marketing? Che cosa c’è in palio?

Se non è viaggio dell’eroe questo, ditemi voi cos’è!!!

Vedere che qualcuno è riuscito nell’eccellenza, formandosi di continuo, andando avanti nonostante le porte chiuse, i mancati guadagni e la frustrazione nata dal costruire un attivo in grado di generare il reddito meritato è importante. Genera speranza. Nelle persone più pro-attive, voglia di fare e consapevolezza di comportamento.

Serve disciplina per riuscire nella libera professione. Umiltà. Accettazione dei momenti.

L’elemento Top: il rispetto

L’ospite internazionale ha ricoperto un ruolo centrale durante ogni giorno dell’evento. La cosa non è scontata: ogni giorno ha avuto l’opportunità di parlare e di condividere esperienze e concetti cruciali in ambito business toccando sensibilità ed esponendosi all’opinione pubblica con modularità di toni.

Il messaggio “subliminale” trasmesso è: abbiamo rispetto delle persone e del sacrificio che fanno in nome e per conto della nostra azienda. Siccome fanno un sacrificio per esserci (prendere un mezzo di trasporto, inserirci nelle priorità, venire, lavorare, aiutarci a generare fatturato), noi riconosciamo loro un tempo e uno spazio (oltre a un guadagno ponderato).

Ditemi:

quanti dei vostri datori di lavoro riconoscono i vostri sacrifici e il vostro mettere l’azienda al primo posto? Quanti di voi vengono trattati con rispetto per il semplice fatto che si sono presentati nel posto di lavoro pur avendo a disposizione infinite opzioni e scelte? 

Ecco, frequentare luoghi in cui esiste ancora un valore etico del lavoro, un riconoscimento dello sforzo e dell’essere umano fa solo che bene.

A settembre tornerò a seguire il nuovo seminario. Se vuoi venire anche tu, scrivimi in privato e, nel giro di qualche ora ti procuro i biglietti per l’Adriatic Arena di Pesaro.

Comunque, in sintesi, che cosa ho imparato da questo week end? Tre cose fondamentali:

  • Le parole hanno un valore di realizzazione profondo
  • I sogni non sono altro che un percorso di traguardi temporali scorporati per costruire un risultato più grande, a lungo termine
  • Che ho molto da imparare per essere una libera professionista Top e che, se fino adesso ignoravo o non sapevo fare alcune cose, da oggi mi impegno per apprendere. Grazie a errori, libri e confronto con professionisti di pari e superiore valore mio.
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