Evitare la torsione dello stomaco: una notte in clinica con Mercurio

In questi giorni, Mercurio è stato piuttosto male. Anzi, dovrei dire una notte è stato male. Tanto da essere ricoverato in clinica e stabilizzato per evitare la torsione dello stomaco. Dalle 22:00 in poi, infatti, aveva iniziato a chiedere con forza di uscire e ha fatto la spola casa – giardino almeno 10 volte continuando ad ingurgitare grossissime quantità di erba. Pensando dovesse rimettere, l’ho portato a fare quattro passi tranquilli per aiutarlo ma sulla pista ciclabile ha iniziato a zoppicare con l’anteriore sinistro. Controllata la zampa, nessuna spina e nessun problema. Ho pensato avesse appoggiato male e si fosse preso una storta. Tempo dieci secondi e le zampe posteriori contemporaneamente gli hanno ceduto. Fortuna ha voluto che fossimo molto vicino a casa e questo mi ha permesso di allertare subito la clinica veterinaria più vicina e di portarlo nel giro di mezz’ora al suo interno.

L’eco addome ha evidenziato subito l’intestino dilatato causa molta aria, il cibo del pasto serale bloccato nello stomaco e il bolo di erba consistente. E’ stato chiaro che rischiava la torsione anche se non era ancora in torsione e che, però, doveva rimanere sotto osservazione in clinica per tutta la notte. Stabilizzato, sotto flebo, gastroprotettori e varie altre, con il collare elisabettiano per evitare si estirpasse l’intubazione, lo abbiamo lasciato quasi all’una nel suo box nella clinica. Vigile, dolorante e confuso per la situazione.

Come sempre accade, i veterinari mi chiedono supporto nel mettergli le mani addosso o nel fargli manovre o punture. Non dimenticherò mai quando lo stavano intubando e lui, sotto stress, appoggiò la sua testona sotto il mio mento respirando il mio collo. Gli baciavo fra gli occhi e lo accarezzavo ripetendogli che era bravo. Glielo ripetevo in continuazione perché era l’unica cosa che potevo dirgli per fargli capire che doveva stare fermo e farsi fare le cose, fidandosi.

Lasciarlo in clinica, nel suo box con quell’enorme collare elisabettiano, mi ha stretto tutto il cuore. Ho pensato a mille cose e mi sembrava di essere monca senza il mio cane in auto e traditrice nel lasciarlo lì, da solo, pur sapendo che era per il suo bene. Chi non ha mai avuto o amato davvero un cane non può capire come ci si sente all’idea di perderlo. La mattina dopo, quando mi ha rivisto, mi è saltato in braccio con tutta la forza di un cucciolo che urla: “Mamma!”. I veterinari sono stati speciali con lui anche perché erano tutte donne e mingherline e, da sole, hanno gestito la mia bestiaccia imbizzarrita durante la seconda eco addome.

Mercurio non è ancora guarito del tutto ed è ancora sotto controllo. Spero davvero che questo incubo finisca: purtroppo, ogni anno, qualcosa del suo apparato gastro intestinale ha problemi nonostante sia un cane stra seguito sotto tutti i punti di vista. Non ho più rabbia in corpo, solo tanto dispiacere nel vedere il mio cucciolone stare male ogni anno per gli stessi identici problemi, che ancora non hanno una diagnosi univoca e che ancora non hano una fonte originaria specifica.

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