Un amore così grande. Un amore così.

Caro Amore Mio, Vita Mia, Mio Testone totale,

il nostro 2016 ha scavato un solco liquido e vitale di amore profondo in collegamento fra i nostri cuori. Quel genere di legame che, da individuale, è diventato comunicante attraverso questo filo invisibile eppure “fisico”. Il 2016 ci ha portato anche un incremento del nostro stare insieme perché il mio lavoro è cambiato e in tante occasioni tu sei ancora di più al mio fianco. A scaldarmi i piedi. Ad accompagnarmi.

Per la prima volta, ho realizzato il tuo essere adulto e ho sentito il desiderio impossibile di riavvolgere il nastro, con i futuri compleanni, verso una tua nuova vita da cucciolo e non da cane adulto, che diventerà anziano e che mi lascerà. Abbiamo ancora molto da vivere ed ogni giorno mi regali qualche insegnamento prezioso: la capacità di attendere il tuo momento, la tolleranza, la benevolenza verso il noioso solito giro della ciclabile, che talvolta è il nostro unico momento per stare insieme. Tu, nonostante tutto, accogli con gioia l’uscita perché l’importante non è né la meta, né il viaggio. E’ stare con me. Il tuo unico pallino fisso è stare con me.

La gioia straripante, i salti, le comunicazioni senza ombra di dubbio che manifesti quando mi vedi andare via e capisci che verrai con me, sono uno dei momenti più belli insieme. Ora che tolleri anche gli abbracci e la vicinanza fisica, il tuo buon giorno è un momento di famiglia irrinunciabile.

Sei parte della famiglia, ti consideri membro a cui viene chiesto opinione, parere, aiuto, contributo. Sei a tutti gli effetti un “malamute umano” e, a dirla tutto, non so trattarti altrimenti visto che le tue scelte autonome mi hanno salvato, spesso, da difficoltà in natura. Sei come Belle di Sebastien. Sei di più, forse.

Perché sei il mio meta lupo e la mia giornata non inizia se, nel buio del mattino, non ti vedo scodinzolare in salotto, pur mezzo addormentato, ma felice di vedermi. Gli altri membri della famiglia possono alzarsi prima, a volte. Tu aspetti me. Dedichi queste accoglienze solo a me e aspetti.

Ami gli altri, segui gli altri, ma mi vuoi e la giornata inizia solo quando prendo pettorina o guinzaglio e ti dico, con forza: “Si và?“: sei già in macchina, hai già girato la chiave, acceso le luci, impostato il navigatore, sistemato il trasportino e acceso il riscaldamento. Anzi, ti sei anche già auto messo il collare e sistemato la medaglietta con il nome. Al semplice: “Si và?“, hai anche già saldato il telepass. E sei solo un cane. No. Baggianate. Tu non sei né un cane, né solo un cane. Tu sei Mercurio, il mio Mercurio e questo chiude tante discussioni o riflessioni. Il NOSTRO Mercurio.

Ti sono grata per ogni momento insieme, anche quando ti soffermi a leccare le urine degli altri ed io smadonno per portarti via perché non voglio tornare dal veterinario. Anche quando dal niente, mi segnali la presenza del selvatico e a me prende l’ansia chiedendomi: “Sarà un cane libero o sarà la lepre”? Poi ti guardo e sbuca il fagiano. E, con Te, è sempre così. Tu senti, nell’aria, cosa capita a 100 metri e anche se camminiamo in città, io so cosa succede nel marciapiede ad angolo, cosa arriva anche se ancora non vedo, perché tu mi dici tutto. Hai mille comunicazioni diverse e ogni tuo millimetro è una vibrissa in lettura istantanea, no stop, del momento.

A volte ti guardo e mi chiedo come fa la gente normale a vivere senza avere un malamute felice, che corre nella brina ed è un elefante baldanzoso che sprofonda nella terra gelata, correndo in cerchio, a razzo, tornando con la lingua penzoloni e lo sguardo fe-li-ce. Quello sguardo che dice: “Mamma!!!!! Mamma!!!! Felice io!!!!” . Ti guardo e penso a quanto sarebbe bello essere come TE, così abbondante di intensità vitale. Come fanno le persone normali a non conoscere la felicità di un malamute, che corre?

Con Te, tutto è semplice e difficile allo stesso tempo. Ma, se siamo insieme, tutto si affronta.

Ti amo, amore mio.

Non so considerarti solo “un cane”. Non so considerarmi solo “una proprietaria”. Non sei una casa, un terreno, una macchina. Sei Mercurio. Un membro della mia famiglia. Alla pari pur inserito in un’idea di gerarchia. Quando si decide qualcosa, tu sei chiamato a scegliere e decidi con saggezza, sempre. Sai cosa vuoi e, quando non sai, nel dubbio, la tua risposta è: “Stare con mamma”.

Cosa si può volere di più da un cane che capisce tutto, vede tutto, sa insegnare l’amore alle persone ed è persino in grado di fare da collante, da paciere, da maestro, fra due innamorati in crescita?

Caro Amore Mio, inizia la giornata al meglio, perché siamo insieme. Tutta la famiglia è con te e tu sei con tutti noi e questa è la nostra forza. Ti amo tanto e per sempre. Grazie, amore mio lupino.

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