Entrare nel 2017 con un 2016 importante nella pelle

carolina venturini wolf eyes inside

Vorrei scrivere una storia felice. Vorrei scrivere un racconto leggero. Ma questo non lo sarà. Non può esserlo. Mentirei. Certo, sarebbe utile vedere il bicchiere mezzo pieno. Da personal branding di successo. Lo vorrei tanto. Ma il mio 2016 positivo è iniziato a settembre.

La prima parte dell’anno è stata un grande manrovescio, che mi ha tagliato gambe ed autostima azzerando molte mie certezze. Sono rimasta sbigottita e sbrindellata. Ho pagato in prima persona per errori miei e anche per quelli non miei. Credendo a molte parole, tra i tanti miei errori, ho investito tempo e fiducia anche in proposte che, nel concreto, non mi hanno portato a nulla, se non soldi spesi senza nemmeno un rimborso (“perché è il tuo rischio d’impresa“).

Ho imparato a diffidare di chi si dimostra tanto generoso: di solito, nel giro di qualche mese, emerge sempre il prezzo da pagare per questa disponibilità e questo non è mai stato a mio vantaggio. Soprattutto, non lo è mai stato dal punto di vista economico.

Nel 2016 non ho raggiunto il mio obiettivo principale: la mia casa dei sogni, sostenuta con le mie sole forze. Sono ancora in una situazione economica critica. Ho visto affievolirsi relazioni mettendo al centro, sempre più spesso, il mio bene piuttosto che le altrui esigenze. Mi sono confrontata con l’orgoglio personale piegato dalle necessità vitali; con gli aiuti nel momento del bisogno che, da solleciti nella difficoltà, si sono tramutati in lontananza ed indifferenza quando le cose hanno iniziato a girare “per il verso giusto”.

Ogni giorno, da agosto ad oggi, ho cercato di rimettere in piedi i mattoni – uno ad uno – della mia autostima, riappropriandomi delle mie competenze. Ho imparato a tacere le mie prospettive e a sviluppare il mio progetto sulla base della mia opinione. Esclusi dalla discussione su cosa farò in futuro nel mio lavoro tutte le persone non coinvolte nelle proposte.

Ho limitato le frequentazioni di chi, pur non conoscendo la materia, si è sentito in dovere di dirmi che le mie idee erano tutte fallimentari, che non ce l’avrei mai fatta. Ho diminuito le spiegazioni e il tempo a contatto con il rimando più costante, che ho ricevuto in questo anno: “Tu non sai vendere, non fa per te.”. Mi sono detta: “Quello che so fare lo deciderò in base ai risultati concreti“.

Ad oggi, il mio risultato concreto è:

  • le mie clienti sono diventate da lettrici su Facebook a persone, che hanno rinnovato i pacchetti proposti
  • molti lettori del blog sono diventati contatti e-mail, opportunità, prospettive e, in qualche caso, progetti
  • le mie clienti sono l’incarnazione precisa del target scelto
  • tutti i social sono in crescita e gli utenti iscritti a questo sito crescono ogni settimana
  • le statistiche del mio sito sono in crescita
  • sono riuscita a creare lead tramite LinkedIn
  • i tassi di apertura della mia newsletter, anche nei periodi con invio più serrato, sono rimasti sempre superiori al 30%
  • le mie liste cliccano sui link inseriti, fanno attività con i miei contenuti, mi contattano
  • non ho mai mancato ad un appuntamento di lavoro importante
  • il corso di scrittura è partito: necessità di miglioramenti ma, essendo una sperimentazione indipendente, è la pura e semplice normalità
  • ho poggiano un “piedino” piccolissimo nel tessuto sociale montano e, le persone con cui mi sono confrontata, hanno avuta una buona impressione di me, del progetto e delle mie idee
  • ho inviato il progetto a un bando di concorso e sto aspettando risposta (che non è ancora: no)
  • ho provato a diventare la mia casa e a far dipendere il mio futuro dalle mie volontà, scelte, senza appoggiarmi sulla presenza/assenza, sul parere favorevole o sfavorevole di qualcuno
  • ho più strade aperte davanti a me e non permetto a nessuna di queste di monopolizzarmi la speranza incastrandomi nel desiderio di dipendenza economica da una sola fonte
  • ho chiuso delle porte lavorative perché onerose e non proficue

Vedendo tanti colleghi felici, soddisfatti, con guadagni in entrata, matrimoni organizzati e realizzati (con tanto di messaggi sibillini per rimarcare che loro ce l’avevano fatta ed io ero ancora ai blocchi di partenza su tutto ciò che per me è importante) mi sono sentita fallita e inutile. Allo stesso tempo, da qualsiasi situazione ho cercato di apprendere qualcosa di utile per il mio business. Cercando segni, ispirazioni, connessioni, ho cercato di non darmi mai per scontata e di non abbassare mai la guardia sulla mia qualità in crescita. Mi sono domandata quali corsi seguire, come svilupparmi ancora.

Conosco la sforzo fisico titanico, che bisogna fare per non dare l’impressione di essere troppo disperata e bisognosa di denaro durante le trattative. Quanti sorrisi e quanta leggerezza mi sono cucita addosso quando sentivo solo voragini nello stomaco! Eppure dovevo tirare fuori dalla mia pelle quei sorrisi: dovevo reperire i soldi per il cibo di Mercurio.

La mia famiglia mi ha aiutato. E anche il mio compagno. Sono stati gli unici a conoscere il mio reale panico e la mia vera disperazione di quei momenti, il saldo del mio conto in banca e le scadenze a cui facevo fronte, alle rinunce, al triage continuo così come sono stati quelli che hanno tollerato cartelloni e pennarelli in giro per casa quando ho deciso di lavorare al mio business plan.

Quando ero sola con me stessa (e quando lo sono ancora), le ferite lasciate dall’elenco delle mie incapacità, incompetenze, mancanze hanno bruciato tanto. Online paiono tutti immuni da passi falsi ed è difficile trovare qualcuno che ti racconti una storia diversa, in cui rispecchiarsi e attraverso le cui parole trovare quel conforto necessario per affrontare il nuovo giorno con più caparbietà e concretezza. Ma una volta non funzionava che lo scrittore si faceva voce dell’umano vagare e, attraverso le sue parole, consentiva al lettore un viaggio d’anima?

So cosa vuol dire povertà, rischio, paura, riduzione, revisione. In ogni manuale di psicologia c’è scritto che dall’ombra e dal nero se ne esce rinnovati, con spirito creativo rinvigorito, con la pelle cambiata e lo sguardo più acuto, l’istinto capace di vedere per davvero. Dopo aver pianto molto, sopraffatta dal terrore di non riuscire ad affrontare spese veterinarie ingenti ed appuntamenti con l’erario, ho fatto l’unica cosa che so fare davvero bene. Mi sono rimboccata le maniche. Ho “partorito” Wolf Eyes Inside.

Il 2017 di Wolf Eyes Inside sarà intenso, ricco, impegnativo e centrato. Lavorando al video di presentazione che metterò online i primi di gennaio, mi sono resa conto ancora di più del valore aggiunto della mia proposta. Mi sono sorpresa accorgendomi di cosa sono riuscita ad immaginare e a rendere concreto. Ora rimane solo il comunicarlo e il farlo in maniera tale per cui Tu, che mi leggi, abbia validi motivi utili per superare quella barriera, che ancora ti tiene a distanza da me e mi tiene a distanza da te.

Ti racconto tutto questo perché vorrei scalfire la voce giudicante, che ti tiranneggia, a volte, e ti fa mettere in discussione le tue capacità di libera professionista. Vorrei farti capire che non sei sola e che, soprattutto, andando oltre a tutto questo, c’è veramente un mondo da scoprire.

Con amore,

Carolina

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