Campionario semiserio di tecniche di manipolazione verbale per scopi commerciali

In questo periodo mi è capitato di imbattermi più volte in “opportunità di lavoro”, che vengono definite come “cavalli dorati” per fare “soldi a palate” dando fiducia alla matematica e alle moltiplicazioni. Desiderando imparare qualcosa di nuovo sulla “comunicazione commerciale”, sul meccanismo del passaparola e sulle tecniche di vendita a tu per tu con il cliente, ho dedicato qualche scampolo del mio tempo nell’ascolto di varie “realtà”.

Me ne sono tenuta molto alla larga in 9 casi su 10. Ho imparato a cogliere le sfumature nell’utilizzo delle parole per far vacillare le mie difese e per portarmi a dire “si” anche quando la testa diceva “no”. Siccome ritengo interessante e importante condividere con  Te l’esperienza, ho deciso di scriverne un piccolo breviario semiserio: casomai ti capitasse di sentire “certi discorsi”, magari potresti riconoscere qualche “granchio” primi in abboccare all’amo e… pagarne le conseguenze.

Come primo campanello d’allarme accorgiti di quante omissioni verranno disseminate qua e là nei discorsi promozionali: taciute, per esempio, quelle “lievi” questioni legate alla quantità di prodotto da acquistare in anticipo a cifre esorbitanti (“tanto poi li riprendi perché li vendi”), il carburante da investire ogni mese per appuntamenti presi da altri (call center, terze persone o tu stessa) ovunque nel mondo (a tuo carico tutto); a quanto dovrai investire in relazioni pubbliche con caffè offerti, aperitivi, pranzi, regalie a tuo carico (perché “è il tuo rischio di impresa” e perché “se non lo fai, poi non lamentarti se l’attività non parte”). All’assicurazione sulla vita mancante, all’usura della tua auto (che nessuno ti “conteggia”) e varie altri considerazioni “ininfluenti” come il rinunciare alla programmazione della tua vita perché, “se vuoi ottenere risultati, devi essere disponibile” (dalle-alle, no stop, a discrezione di altri). Al chiederti un impegno full time “vendendotelo” come attività “autonoma”, dove tutto è sulle tue spalle (“perché tanto poi guadagnerai talmente tanto che nemmeno sentirai lo sforzo”).

Ricordati che sarai sempre controllata e dovrai sempre rendere conto a qualcuno, che molto probabilmente avrà un profitto e un tornaconto su di te: questa è la differenza fra un libero professionista vero (che lavora in maniera autonoma per il proprio brand e rende conto solo a se stesso guadagnando solo sul proprio lavoro, non sull’impegno degli altri in linea piramidale) e un libero professionista dipendente e falsato ( il più delle volte, una persona disperata, scelta perché la disperazione ti porta a non farti domande sperando di poter svoltare la tua vita per sempre, credendo nella “volta buona finalmente”).

Da curiosa, mi sono messa a riflettere sul perché certe frasi mi hanno colpito tanto. Ecco qualche “perla rara” di “comunicazione persuasiva”.

Ti devo chiedere un consiglio, ci incontriamo?

Quando, in realtà, vuoi proporre un’attività o un acquisto e hai un tornaconto economico però lo vuoi ottenere da qualcuno non così interessato al tuo prodotto. Quando vuoi coinvolgere qualcuno in qualcosa lontano da lui e che, però, potrebbe interessarlo a livello empirico o per tua supposizione, assonanza e consonanza ipotetica.

Da qualche parte devi pur iniziare: scrivi i tuoi contatti personali.

Facile incremento del data base altrui senza acquisto di dati. Se non avvii l’attività, probabilmente per un periodo non verranno riutilizzati per scopi commerciali. Ma in futuro?

Un incidente ti può capitare anche se esci di casa e attraversi la strada.

Per bypassare la negligenza e la mancanza di impegno dell’azienda nei tuoi confronti. L’assicurazione sulla vita a te costa a partire da 156,00€ con Poste Italiane. La vuoi? Te la fai. Tu.

Dipende solo da te.

Per non dire che l’unico a guadagnarci sarà l’azienda e tu ti dovrai sbattere tanto senza la garanzia di un’entrata a fine mese. T’immagini: fare 40 incontri, non riuscire a chiudere un contratto e non venire pagato nonostante i 600 km al mese percorsi e le circa 10 ore di lavoro giornaliere investite?

Ovviamente la replica è sempre: impossibile non chiudere contratti. La nostra percentuale di chiusura è sempre alta. E poi verrai affiancato. Oppure: anche chi non ha una laurea ci può riuscire. Basta solo l’entusiasmo e la voglia di fare. Oppure ancora: il prodotto parla da sé, fa il lavoro per te. E’ talmente buono che tutti lo vogliono, non ti devi nemmeno impegnare più di tanto. Ha così tanti benefici/funzioni, che chiunque lo vorrebbe.

Dettaglio taciuto: il prezzo e le condizioni di vendita. Che fanno la differenza nella chiusura di una trattativa.

Infondo anche un bar acquista la merce prima e si auto-paga la formazione.

Certo, peccato che io non sia un imprenditore ma un dipendente (nella vostra logica), seppur finto autonomo. T’immagini, se Audi imponesse a tutti i suoi venditori di acquistare almeno una macchina a testa per conoscere il prodotto in prima persona? T’immagini se imponesse la formazione presso la casa madre o i maxi gruppi nei vari Stati, tutto a carico del venditore?

Non è un lavoro poco profittevole. E’ un’opportunità per sperimentarti in una cosa nuova.

La sfida, in questo caso, è stimolare la voglia di apprendere della persona scavallando completamente le paure. Se non accetti, sei un codardo. Se accetti e non raggiungi gli obiettivi, sei un incapace. Se non lo fai, non saprai mai se sei portato/capace oppure no. Il faro non è mai puntato sul tipo di proposta di lavoro, sulle tutele mancate, sul ruolo della persona. Il faro punta sempre sugli agi a cui potrai accedere accettando la sfida. Dal foulard Chanel in poi.

Devi essere molto disponibile con il cliente. Soprattutto quando viaggerai sola con me dall’altro capo del mondo e lo incontreremo in albergo.

Di preciso, cosa si intende per “disponibile” e qual è la misura di questa “disponibilità” (mia verso il cliente e mia verso di te)? Nessuno lo dice. non in sede di colloquio: questi sono “dettagli” che si vedranno “poi”. E tu ci tieni a raggiungere obiettivi, no? Sei ambiziosa, no?

Infondo la barba non è poi così tanto blu, diceva qualcuno. Storia già sentita.

Tu non hai figli, vero? E non ne vuoi, vero?

Ovvio. Se vuoi questo fantastico lavoro, non puoi voler figli! Vuoi mettere un figlio PRIMA del mio brand? Scherzi? Non sei adatta, la fila è lunga.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...