Il mio alaskan malamute non scappa

No, il mio alaskan malamute non scappa. Non è mai scappato (per ora) e non è mai stato via giorni senza tornare da me (per ora). Il suo massimo sono 3 minuti di distanza. Toh! 5 se gli si para davanti all’improvviso, nei campi, un capriolo (che non riesce a prendere mai). Non dico che non succederà mai solo perché ancora non è successo. Ma Mercurio, il mio alaskan malamute, non ha mai scelto deliberatamente di andarsene dalla sua casa preferendo la vita a zonzo allo stare insieme al suo branco.

Qualche giorno fa incontrai un’anziano signore con il figlio: avevano un akita inu cucciolo. Prima di lui, spartirono la loro vita con un alaskan malamute per otto anni. A detta loro, esperienza difficile perché il cane scappava spesso e stava via giorni e giorni prima di decidere di ritornare. Avevano provato con un corso di educazione ma, questo non risolse il problema. Perché il problema non era il corso di educazione cinofila ma cosa si pretendeva dal cane e come lo si gestiva.

Se avvicino quest’esperienza ad alcune vostre chiavi di ricerca, mi rendo conto che diverse persone vivono la difficoltà di un malamute girovago, indipendente a tal punto da decidere in autonomia quando andare, quando tornare, cosa fare nel mentre e come sopravvivere.

Nessuno dei miei amici con malamute ha mai riscontrato questa difficoltà: tutti gli alaskan malamute che conosco di persona sono legati alla famiglia, ubbidienti, testoni ma, non abbandonerebbero mai il loro branco.

Come detto in molti post precedenti, il malamute è un animale spettacolare, con un gps inserito nell’istinto tale per cui tutto il territorio è la sua casa e non teme l’esplorazione. Sa quello che deve sapere grazie alla memoria genetica e alla “vocina dell’Alaska” incastonata nel suo cervello (che io, con amore, chiamo “bacato” considerando il livello di testardaggine acuta del mio). Eppure è una creatura il cui bisogno fondamentale è la relazione autentica, profonda, continua, costante con la sua famiglia. Se si sente parte della famiglia, non la lascerà mai incustodita. Se spende buon tempo con voi, che motivo avrà mai di abbandonarvi?

In Friuli Venezia Giulia esiste il mito del pastore tedesco ed ogni cane che vagamente assomiglia a un lupo viene associato da molte persone “vecchio stampo” al concetto di “lupo” inteso come sinonimo di pastore tedesco. Un alaskan malamute  NON è un pastore tedesco per quanto riguarda l’obbedienza, la guardia, le necessità di movimento. Un malamute è un malamute e prenderlo perché assomiglia a ciò che è un pastore tedesco e non per quello che è in realtà è solo un fallimento annunciato, con tanto di aggressività, fughe, indipendenza e difficoltà di gestione all’ennesima potenza.

Quando sento persone dire che avevano un alaskan malamute ingestibile o fuggiasco, a volte chiedo se passavano del tempo con lui. A volte mi basta ascoltare il vissuto per capire che c’era scarsa interazione, che il cane era lasciato solo, in un box o nel grandissimo giardino a non fare nulla tutto il giorno. Per giorni e giorni. Al massimo, una tantum, giocare con la pallina cinque minuti o fare il giro dell’isolato “perché tira”.

Il mio alaskan malamute non tira al guinzaglio e non perché lui sia speciale o diverso. Semplicemente perché da 4 anni ci discuto giornalmente sul fatto che non mi deve staccare un braccio e che può, è in grado di camminarmi a fianco oppure anche davanti a me, ma senza trainarmi come un matto, dove vuole lui.

Il cane scappa perché il mondo fuori è un bisogno, uno svago, un qualcosa che gli garantisce di più rispetto alla monotonia, alla solitudine, alle incomprensioni o all’indifferenza superficiale, che vive in casa. Un malamute è un animale pretenzioso: pretende, per donarsi, la volontà di considerarlo membro a tutti gli effetti. Non obbliga però, al tempo stesso, se non riceve, non si sente in obbligo. Questa è la straordinarietà di questa razza. E’ un cane “superiore” per questo (oltre che per i mille altri motivi).

Se ci sei, ci sta. Se non ci sei, va. Non è lui sbagliato, ingestibile, maleducato, mal selezionato. Sono i vuoti nella vostra relazione ad essere messi in discussione. E’ il tempo che non passi con lui, che ti mette sotto il naso, scappando. E’ l’amore che gli neghi, che ti fa pesare, scappando.

Mercurio avrebbe potuto andare in giro per il mondo montano mille miliardi di volte, correndo dietro al selvatico. Ha sempre scelto, fino ad ora, di tornare e di non stare via tanto, di lasciar perdere le prede e di venire da me. E Mercurio, credimi, ha un istinto predatorio totale: purché si muova, gli garba. Ma io passo la mia vita con lui e lo includo nell’80% delle mie attività giornaliere. Dove vado, lui c’è quasi sempre. E, se non mi può accompagnare, prima o dopo, le mie ore con lui le passo, anche a costo di alzarmi iper presto oppure stare nell’umido la sera, a giocare con la palla insieme, senza telefono, distrazioni, divertendomi con lui, stando collegata con l’anima a lui.

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2 Comments

  1. Ciao … ho appena letto! Anche io ho un alaskan malamute femmina oggi ha 2 anni e mezzo anche a me non è mai scappata ma da qualche giorno che quando la lascio libera mi si allontana troppo torna ma mi sta facendo un pò paura questo su allontanamento lungo.. potresti darmi qualche consiglio? Per favore ..grazie!

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  2. Ciao e piacere di conoscerti! Nella mia esperienza personale, questo comportamento è ciclico. Anche Mercurio, di tanto in tanto, fa così… non ti allarmare e continua a lavorare sul vostro rapporto!

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