Goderci il nostro tempo insieme

Amo passare il tempo con te. E’ quello che vale di più quando sono sola. Ancora una volta, mi hai insegnato che le crisi servono a girare la boa e a trovare tesori. Io, che ho tanta paura dei conflitti e dei problemi, ti guardo, ti accarezzo e ti ringrazio. Il nostro stare insieme è ancora più forte; inizio a pensare che farai 4 anni fra poco e che il tempo corre troppo veloce. Mio amato, adorato, peloso, testone, irrinunciabile amore mio, quanto è bello averti nella mia vita. Anche se hai un istinto predatorio formidabile, anche se a volte ti allontani libero, anche se i cani dominanti non li sopporti, anche qualsiasi cosa. Tu sei tu. E niente. Per il semplice fatto che tu sei tu, io ti amo.

Persino il guinzaglio è diventato bello, insieme a te. Io, che lo soffrivo più di te, perché tenerti legato era come incatenare il mio spirito libero, ora apprezzo il camminarti vicino, con il filo pendente, strisciante a terra in tantissimi momenti. Ti posso portare ovunque e, forse, questa è una libertà più grande dello stare sciolti, soli nei campi. Non lo so: lo capirò, forse, con il tempo. Sei solo un cane ma ti amo come tu fossi il mio cuore reale. Dimmi che non mi lascerai presto e che, possibilmente, sarai eterno. Ora, finalmente, il nostro tempo insieme è ancora più speciale perché basta guardarci appena, di sfuggita, e già sappiamo tutto l’uno dell’altra.

Oggi ho parlato di te. Ho parlato troppo, sicuro. Con un ragazzo che ci incontrò sul Monte Festa. Ti ha letto in questo blog, di recente: ci ha riconosciuto e mi ha chiesto di raccontargli di persona com’è la vita con un alaskan malamute. Così, ti ho portato con me e ti ho detto, guardandoti: “Fagli vedere di che pasta sei fatto, lupone!” E tu, straordinario, hai dato il meglio di te, in parte attore compiacente, in parte perfetto malamute. Ma, parlando, mi sono resa conto che sarei stata ore a raccontare nei dettagli come abbiamo costruito il nostro rapporto work in progress e perché l’alaskan malamute è il cane più straordinario e spaziale che esista, perché vale la pena averlo, perché nessuno lo supera in ogni singolo aspetto.

Non vedevo l’ora di raccontare a voce i mille mila motivi per i quali ti ritengo l’unico cane, con buona pace di ogni altra creatura fantastica e stupenda con la coda e la lingua penzoloni.

Tu sei tu e sei una benedizione.

Il ragazzo, infine, sarà un bravo proprietario di malamute, ne sono certa. Come sono certa che, se lo sceglierà, porterà il tuo ricordo, Mercurio, negli anni a venire. Ti ricorderà di sicuro come quel malamute-ranger, che gli ha aperto una strada di montagna, con grande dislivello e soddisfazioni mozzafiato, da raggiungere con il suo malamute a fianco.

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