Cerchi di donne libere e creative

Questo week end è stato proficuo. Ho partecipato a due cerchi di donne libere e creative, uno dei quali facente parte della Tenda Rossa. Ho ascoltato Donne che corrono coi lupi e ho sperimentato un laboratorio immaginativo. Non vi racconterò le storie delle mie sorelle. Condividerò con voi il mio percorso riflessivo. 

Wolf Eyes Inside nasce come canale di comunicazione con donne in ricerca, selvatiche e legate al quotidiano operar di compromessi. Donne che non hanno alcuna certezza sulle loro qualità V.I.P.; persone umili, in grado di sognare, decantare e selezionare emozioni e propedeuticità per realizzare progetti e relazioni.

Uno dei punti centrali di Wolf Eyes Inside è la sensazione di sorellanza, che desidero creare fra le partecipanti ai miei network creativi nella natura. Ma cosa ne so, io, di sorellanza, essendo figlia unica e non avendo mai sperimentato, in adolescenza, il confronto con un’amica del cuore forte oppure un gruppo d’amiche? Quando ho sperimentato l’ascolto attivo, l’accoglienza senza pregiudizio in ambienti esterni al lavoro, in passato? Ho sempre affiancato l’idea dei cerchi delle donne a un qualcosa a metà fra il magico-mistico e il terapeutico.

Nei due cerchi a cui ho partecipato, uno progettuale e uno fiabesco, ho sperimentato la sincronia dell’istinto, che ti porta ad entrare in contatto e a trovare “vicinanza” con perfette sconosciute, prima ancora di scambiare quattro chiacchiere banali. E’ stato come sentire “suonare” dei “campanelli“. Ho imparato molte cose e le condivido con te.

La gestione dei gruppi: momenti e ritualità importanti.

Come docente, lo so. Come lettrice anche. Come scrittrice idem. Ogni esperienza racchiude un inizio, una parte centrale, una conclusione. Gestire un gruppo con diverse personalità non è sempre semplice ma un cerchio parte dal presupposto che ognuna avrò il diritto, lo spazio e il silenzio per parlare, esporsi o tacere. Nei cerchi, quando una persona sceglie di confidarsi o condividere, le altre non interrompono se non direttamente coinvolte da domande esplicite.

Ogni momento è scandito da un “rintocco”: i rituali di apertura, passaggio e conclusione accompagnano momenti ed emozioni e creano sinergie fra le persone, stemperando timidezze, diffidenze, la sensazione o il pensiero di non aver nulla di importante da dire, di essere diversa, un pesce fuori d’acqua. Come Jung insegna, questi momenti sono fondamentali tanto per l’evento quanto per le persone che vi partecipano. I riti resistono al tempo e alle clausure e fortificano la memoria, l’appartenenza.

Per rito, ovviamente, non intendo qualcosa di negativo. Intendo il sedersi in cerchio e ascoltare il silenzio prima di iniziare l’esperienza. L’arrivare, l’aspettare, l’entrare e il togliersi le scarpe. Intendo il passare l’ora prima a preparare o comprare qualche manicaretto da condividere in sorellanza. Ma anche tutti gli altri passaggi, fra una favola e un laboratorio, fra uno speech e l’altro.

Un amuleto in ricordo del viaggio

Qualcosa di tangibile, realizzato da lei, fisico, che ricorderà al solo sguardo, l’esperienza, i suoi significati, le parole trovate, le sinergie costruite, le assonanze. Nella mia esperienza soggettiva, ho trovato diverse parole, che rumoreggiavano dentro la mia anima senza ne fossi consapevole del tutto. Come una marea nel buio dell’oceano, muovevano emozioni e condizionavano reazioni. Queste parole, scritte sulla pietra, condivise, reclamate e pubblicate, ora sono un fortissimo motore al cambiamento. I cerchi servono a questo: movimentare l’anima.

Sono così forti, che mi hanno portato a dire chiaramente cosa voglio, da chi lo vorrei e cosa sono disposta a fare per ottenerlo, raggiungerlo, realizzarlo. Al tempo stesso, tanto taccio e ho taciuto, dopo gli incontri. Non si può condividere tutto: a volte è necessario solo portarsi nel cuore ciò che si ha ascoltato e compreso.

Le parole trovate rappresentano, per me, un motivo talmente atavico, che la fatica, la stanchezza, le rinunce, non mi spaventano, non temo il dovermi mettere a disposizione del tritacarne della fiducia e autostima sapendo che avrà uno scopo preciso: dare vita al sogno.

I cerchi di donne a cui ho partecipato sono ad accesso libero e verranno riproposti a fine ottobre. Se le condizioni lavorative me lo consentiranno, ci ritornerò con grande piacere.

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