Evolvere Wolf Eyes Inside

carolina e mercurioScrivere Wolf Eyes Inside mi porta a mettere in discussione la scelta, operata nel 2012, di non avere un sito professionale. Decisione in controtendenza con i must di comunicazione dell’epoca, che non mi ha penalizzato a livello lavorativo: ho ottenuto degli incarichi nonostante la mia presenza professionale sui social ridotta al minimo (no pagina, no Twitter, no You Tube o Vimeo, no Snapchat; LinkedIn aggiornato su necessità. Facebook, Instagram e Pinterest lasciati al personale) e l’assenza di un sito vetrina responsive sensazionale.

Questo esperimento (lavorare senza promo sui social), da molti visto come un suicidio (Bisogna avere un sito! Bisogna stare sui social!), mi ha permesso di esplorare canali di relazione diversi: parlare con le persone, dare, mostrare, sperimentare. Lavorare senza dover rendere subito conto sui social. Generare buoni ricordi, passaparola positivo.

A livello comunicativo è come se fossi andata in letargo, leccandomi le ferite dei precedenti errori gestionali della presenza online: troppo privato, troppe emozioni, soggettività, troppa contrazione, aridità, rabbia, paura e desiderio di compiacere a tutti i costi. Il mio metro di giudizio era il giudizio altrui ed ero troppo vulnerabile e dipendente dai “like” ricevuti o dalle assenze “pesanti”. Coltivare il piacere di scrivere online e i rapporti diretti mi ha aperto strade lavorative nelle quali mi sono sentita felice e soddisfatta. Rilassata.

Sensazioni confuse emerse nel 2014 si stanno concretizzando in un budget, che mi regala consapevolezza sul cosa potrei realizzare. Nel 2015, l’art director per cui lavoravo, mi chiese: “Che cosa vuoi fare nella tua vita?“. Confusa e stanca di fare la copy-senz-anima, risposi: Lavorare nella natura includendo la comunicazione. Con il mio cane“. Fare spazio, chiudendo collaborazioni che avevano esaurito la loro spinta formativa, mi ha portato ad avere tempo. E’ stato strano accorgermi di quanto ne avessi bisogno, come lo avevo gestito male questo tempo di lavoro e personale, quanto avevo invertito le proporzioni fra ciò che meritava attenzione e ciò che, invece, denutriva l’entusiasmo.

Mi vennero in mente tantissime idee, che misi insieme in un rudimentale business plan fatto a pezzi durante la partecipazione a un corso sulle start up. Avevo due idee: una business e una no profit e, per realizzarle entrambe, avrei avuto bisogno di milione di euro di investimenti in struttura, terreno, attrezzature, personale, marketing. Quando ci si innamora di un’idea “passionale”, è amaro dover resettare e ricominciare l’impasto con le briciole a disposizione.

Mi sarebbe piaciuto, infatti, mettere in piedi una onlus per il recupero comportamentale degli alaskan malamute prevedendo specifiche attività non convenzionali, unendo il tutto a una sorta di casa creativa per sviluppare forme innovative di comunicazione. [Per arrivare a scrivere questa frase condensata, ho impiegato quasi due anni di appunti sugli scontrini, descrizioni in Word, e-mail chilometriche e con errori di battitura. Ritengo un passo avanti l’essere riuscita a comprimere in una frase un progetto così faraonico. Si può ancora migliorare]

Ne parlo perché, benché sia gelosissima dei dettagli, non ho i fondi per mettere in piedi quest’impresa titanica. Ne parlo anche perché, se qualcuno vorrà aiutarmi in questo, sarò ben felice di valutare le proposte. E’ brutto da dirsi per una donna che si professa indipendente e libera però è la verità: come accade a tante di noi, certe scelte non possono essere operate in completa e totale autonomia perché vanno a influire sulla vita di altre persone che, magari, hanno altri sogni e desideri per la loro esistenza o bisogni agli antipodi rispetto al devolvere la propria vita agli alaskan malamute, alla montagna e alla comunicazione nei territori isolati del Friuli Venezia Giulia.

Non posso imporre questo stile di vita al mio compagno e, allo stesso tempo, non posso imporre a me di stare lontana da questo fuoco vitale, che è rappresentato dagli alaskan malamute, dalla natura, dalla montagna, dalla scrittura creativa e dal rapporto personale, narrativo, con altre donne mie simili. Forse non ho ancora abbastanza forza di carattere per sostenere questo progetto, costi quel che costi. Forse non è il momento per realizzarlo. Forse è solo il momento di sognarlo.

Ho iniziato, tuttavia, ad immaginare una mediazione, un percorso a tappe, più alla mia portata, realizzabile con fondi molto ridotti e, allo stesso tempo, con basi di qualità. Un progetto “mini”, che mi consenta di essere professionista, donna, compagna, mamma malamute, madre in futuro, figlia.

Di tutte le persone a cui parlai della mia idea, non ce ne fu una convinta al 100% del progetto. Tanti elementi, tanta confusione. Un parto lungo, difficile, che ha sollecitato più aree della mia coscienza: fino a che punto potevo camminare con le mie gambe? Ero davvero competente? Potevo offrire una consulenza di qualità in grado di cambiare in meglio l’esperienza con la comunicazione? Sono davvero in grado di offrire qualcosa di più, a livello di comunicazione emozionale, rispetto ai tantissimi colleghi che si adoperano nel web marketing e social media marketing per pmi e onlus in Friuli Venezia Giulia? Quale poteva o potrebbe essere il mio valore aggiunto o il mio differenziale?

Tutte queste domande stanno trovando risposte e soluzioni e Wolf Eyes Inside sta prendendo forma mettendo a frutto quanto fin qui raccontato. Esistono dei tempi e dei cicli di creatività, elaborazione, sviluppo. Ci sono strumenti ma anche altre soluzioni e lo standard non è un obbligo per chiunque. La propria identità rispettata lo è. Avrò bisogno di parlarne ancora insieme a voi di questo progetto … prima di presentarvelo in autunno.

Grazie! ❤

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...