Redwolf, alaskan malamute maschio di 5 anni circa. 35 Kg. Convive con maschi e femmine. Ha la leishmaniosi ed è sotto cura. Per info Giulia 3275556630

Cosa vuol dire adottare un alaskan malamute adulto? Quanto è difficile, come fare, cosa aspettarsi dall’esperienza, quali problemi affrontare. Per ora ( e solo per ora!) non posso adottare un alaskan malamute adulto da rescue o canile. Ho conosciuto diversi cani adulti provenienti dal sud Italia oppure dal recupero dei galgos e, nel centro cinofilo nel quale ho seguito una parte del percorso per diventare educatrice cinofila, ho ascoltato molte storie e “casi”. I cani in questione, però, non erano malamute.

Una mia conoscente accolse in casa una malamute di sette mesi con considerevoli “snodi” legati alle paure di qualsiasi cosa, alla fiducia, alla socializzazione. Mi è stato riferito che i malamute in canile più facili “da smaltire” sono i cuccioloni: la pelosona di cui vi parlerò era ancora nella fase pre adolescenza.

Penso non esista periodo più difficile da vivere che quello pre adolescenza e adolescenza per un malamute: dai cinque mesi ai tre anni, per quel che ho potuto vedere con Mercurio, prende il via il periodo di fuoco incrociato. Ormoni, gerarchia, sfide costanti ed energia a non finire per giochi, fitness e richieste di tutti i tipi. L’alza bandiera, per molti malamute di questa età, è alle 05:30 e fino alle 21:00 almeno le loro pile sono cariche a pallettoni, 7 giorni su 7.

La vita di questa malamute cucciola di cui vi parlavo poc’anzi era stata misera dal mio punto di vista personale: box ed expo e nulla più. Ciò fece di lei una patatona molto impegnativa da gestire. Non conosceva niente del mondo oltre il suo perimetro. Bastava una saracinesca alzarsi per mandarla nel panico più totale. Una volta portò quasi via un tavolo di legno esterno di un bar, a cui era legata, perché passò una macchina all’improvviso e lei ebbe l’istinto immediato di fuggire portandosi dietro il tavolo.

La donna che si fece carico di lei sta ancora dedicando la sua esistenza all’equilibrio di questo cane; per fortuna, ha accanto persone calme e competenti, che l’hanno aiutata tanto nel periodo iniziale. Mi raccontava, ormai un anno fa, tutte le difficoltà dell’uscire, entrare in un bar, fare un giro in un centro commerciale, salutare qualcuno con un altro cane femmina, liberarla in passeggiata, gestirla in auto e via dicendo.

Lei, la proprietaria, nel periodo iniziale della loro convivenza, ha abdicato a molte sue libertà pur di dare il tempo alla sua malamute di ambientarsi, calmarsi, fidarsi, trovare risorse interne per affrontare il mondo.

Quanti pianti si è fatta questa ragazza e quanto ha imprecato, quante volte si è sentita incapace, sul punto di mollare, inadatta, non amata, rifiutata dal cane a cui stava dedicando tempo e anima. Non ha mollato e non mollerà mai: ora sono un tutt’uno così forte e solido, che non esiste l’una senza l’altra. 

Se ora scegliessi di adottare un malamute da canile, cercherei di conoscere la sua storia e di capire non tanto i motivi dell’abbandono quanto le sue ferite interne, le sue sfiducie e paure, le solitudini eventuali che ha dovuto colmare con ritrosia o aggressività, alternando, magari, allegria a titubanza.

Chiederei un incontro preventivo fra il mio malamute e il futuro nuovo componente del branco e, se mi venisse negato, mi chiederei perché e che senso avrebbe. Se il cane non andasse d’accordo con Mercurio, cercherei di capire se c’è spiraglio di opportunità.

Se il mio cuore venisse legato a stretto giro con gli occhi di un malamute in conflitto con Merry e sentissi, dentro all’istinto, che lei o lui sarebbe la strada giusta per noi, lo prenderei e farei tutto il necessario per crescere come branco insieme. Semplicemente perché i problemi malamute non mi spaventano e tutto si può risolvere con la calma, il tempo, la gentilezza, la pazienza, la tenacia.

Se fossi interessata a una femmina per la quale il canile dice che non può essere adottata da persone con altri cani, cercherei di parlare con il canile e capire perché; se le distanze non fossero troppe, spingerei per conoscere il cane in autonomia e per farli incontrare.

A volte, i criteri di selezione per i futuri adottanti sono estremamente restrittivi e questo è giusto perché i cani soffrono e hanno diritto al rispetto e all’amore di persone “per sempre”, non persone “proviamo”. I cani “da canile” sono cani abusati. Un malamute senza branco, rifiutato dal branco, abbandonato dal suo branco è un malamute ferito nell’animale, nel luogo più importante, profondo, autentico, che esista in lui. Per un malamute, il branco è l’aria.

Ricordatevelo, prima di adottare un malamute, che sia un cucciolo o un adulto. ricordatevi che avete fra le mani un’anima, che non ha motivi validi per fidarsi subito di voi e che, forse, riuscirete a vedere il legame nei suoi occhi fra molti mesi, anni… forse. Ricordatevi che lo dovrete amare anche quando vi darà indifferenza e vi guarderà chiedendovi: “Tu chi sei per darmi un ordine? Che diritto hai di pretendere qualcosa da me?“. Ricordatevelo quando tirerà al guinzaglio e vorrà scegliere la strada incurante di voi, quando vi sfiderà apertamente e quando, libero, deciderà di farvi penare molto prima di tornare da voi con aria baldanzosa.

Io, per come sono fatta, se scegliessi di adottare un malamute, sarebbe per la vita, costi quel che costi, difficoltà o non difficoltà. Anche per voi dovrebbe essere così. In alternativa, se non siete disposti a questo, semplicemente non illudete una creatura di poter avere una famiglia, una casa. E’ una violenza troppo enorme: perché imporla? Questi animali non vi chiedono nulla.

Se scegliessi la strada dell’adozione di un adulto in rescue, metterei in conto i problemi di salute e di socializzazione, metterei in conto l’investimento di qualche anno per la costruzione di una nuova serenità ed equilibrio.

Saprei che i miei sforzi sarebbero sicuramente ricambiati da un amore incondizionato e totale dell’animale. Saprei, soprattutto, che la mia vita sarebbe arricchita, non penalizzata.

I cani tutti, i malamute in questo caso, sono valori aggiunti nelle nostre esistenze e ci ricordano, tutti i giorni, l’esistenza della vita, dei cicli, dei ruoli, dei tempi, degli spazi, del calore, del gesto gentile senza secondo fine, la cura dei bisogni primari, la cura della propria anima e dei diritti fondamentali della persona: dormire, mangiare, amare, giocare, rilassarsi, stare in compagnia, accoccolarsi con il branco, dire addio piangendo e ricordando, avere in serbo il loro amore per sempre.

2 thoughts on “Adottare un malamute adulto: cosa aspettarsi?”

  1. Ho letto alcuni dei post e non nego che mi sono commosso. Capisco perfettamente le emozioni che un malamute può dare sin dal primo contatto. Vorrei condividere con Voi anche le mie emozioni. Circa quattro mesi fa ho perso, per una brutta malattia, la mia amatissima Aki. Non era la mia prima malamute, il primo è stato Max, un incrocio husky/malamute che è vissuto 14 anni e che ha lasciato un grande vuoto nella mia famiglia, ma ha lasciato anche la consapevolezza che questa razza è unica. Aki è arrivata quasi per caso. E’ stata una mia personale e (sicuramente) anche incosciente scelta quella di adottare un Malamute adulto (Aki aveva quasi sei anni) e per di più con un passaggio in perrera (era in una perrera di siviglia). L’ho vista in foto e ho dato la mia disponibilità all’adozione il giorno dopo. Tre mesi di attesa prima che gli “angeli” di “unazampaperlaspagna” me la portassero a Bologna. Quel giorno ho fatto il viaggio di andata (in macchina) pensando mille cose; quando l’ho vista per la prima volta il mio cuore andava all’impazzata e ho fatto uno sforzo enorme nel cercare di frenare le mie emozioni.
    al primo incontro, la regola del “non parlare non toccare nessun contatto visivo” è dura da seguire ma così ho fatto lasciando che fosse Lei a conoscermi, annusarmi….e poi ha infilato da sola la testa nel guinzaglio….e da quel momento è iniziata la sua nuova vita ed anche la nostra.
    Quasi sei anni bellissimi; una compagna straordinaria di rara bellezza e di grande dignità.
    Anche grazie a lei ho potuto insegnare ai miei nipotini che prima bisogna guadagnarsi il loro rispetto e poi si può avere tutto da queste meravigliose creature. Aki è stato il primo cane col quale ho viaggiato e dal quale non mi sono mai separato. Ho sofferto molto la sua perdita.
    Ma avevo bisogno di superare ed andare oltre.
    Così ho deciso di prendere una nuova compagna a quattro zampe. Da circa due mesi Ziva è entrata nella nostra casa e nella nostra vita. Ha 2 anni e mezzo ed è proprio il ritratto della sua razza. Vispa e chiacchierona, piena di energia. Anche per lei il passaggio alla sua nuova vita,
    alla nuova casa e alle nuove abitudini è stato abbastanza facile. Pochissime correzioni e nulla più. A chi chiede se si possa adottare un malamute adulto posso dare alcuni consigli: conoscere bene la razza è indispensabile; avere tutte le informazioni possibili sul passato del cane e suo carattere e abitudini. Tanta pazienza , tanto amore.
    Aki resterà sempre nel mio cuore, Ziva è un nuovo capitolo della mia vita.
    Grazie per avermi letto

  2. Grazie, Giovanni, per la tua testimonianza. E’ sempre molto prezioso ricevere i vostri contributi e le vostre storie: danno spessore a questo blog e rendono credibile il mio stesso racconto.
    Un caro saluto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *