Costruire una nuova gerarchia: quando Mercurio decise l’inizio della sfida

mercurio malamute campiLo aspettavo al varco. Sapevo questo momento sarebbe arrivato. Bisognava solo capire quando. Sul come non avevo alcun dubbio. Manca solo la “fuga per la vittoria” in campo libero e poi abbiamo tutto il repertorio della scalata gerarchica malamute da manuale. Il mio lui ha scelto di convivere con noi: siamo passati da una storia a distanza a una vicinanza quotidiana.

I miei due maschi sono sereni insieme però nella testa di Mercurio, che ha già sperimentato la convivenza con un uomo, a Roma, l’addio, il riassestamento in Friuli  e nella mia attuale casa, la presenza di un nuovo uomo, che “pretende” di vantare dei diritti su me e su lui (visto dal suo punto di vista), è qualcosa da incasellare. Fino ad oggi eravamo io e i miei genitori (nonna inclusa) e sotto Mercurio.

Ora, il nuovo componente, dove sarà posizionato? Sopra o sotto Mercurio?

Mercurio ha molte domande in testa, affetto sicuramente ma tanta diffidenza. Mercurio, che lo ha scelto sin da subito e che, un anno fa mi fece capire la sua opinione favorevole nei confronti di quest’uomo senza mezzi termini, non lo ha ancora riconosciuto come leader. Non lo ha associato ancora a quel qualcuno che rimane “per sempre” e con il quale ci si diverte.

Per ora, il mio lui è quello che vive con noi da una settimana e che, fino ad oggi, quando arrivava (o quando lo raggiungevamo), gli “portava via la mamma” lasciandolo spesso da solo in casa o con i nonni. Da branco, fino ad oggi, abbiamo vissuto poco: un solo trekking divertente di una mattinata, un raduno malamute e poche altre occasioni con “vita da malamute” o vita selvatica. In tutti gli altri casi, si è trattato di viaggi lunghi in auto seguiti da brevi passeggiate oppure giri “da cane normale”. Mercurio, sebben contento matto quando lo vede, lo ha associato in parte anche alla solitudine e alla distanza da me, lui che ha un bisogno molto forte di starmi accanto. 

So che se questo dovesse diventare routine perché accecata dall’amore, lui, Mercurio, sarà in grado di alzare il tiro e lo alzerà così tanto da diventare causa di un nuovo patatrak. Ne è capace, lo ha già fatto e nel farlo mi ha comunque aiutato a ricordarmi che cosa mi ero persa per amore di un uomo: me stessa. Non voglio arrivare a questi limiti e non voglio far diventare Mercurio un “cane da giardino” e nemmeno un “cane da mettere in pensione mentre io mi diverto”. Per me vorrebbe dire tradirlo e perdere totalmente tutto da lui. Sarà mio compito riuscire a trovare una mediazione fra “tempo da branco” e tempo di “coppia”, fra spazi “singoli”, di “coppia” e di “famiglia” e, credetemi, non è semplice.

Tanto Mercurio è capace di alzare il tiro, quanto io sono capace di annullare tutto per un uomo. Vorrebbe dire tradire me e tutto ciò che è importante, vitale, per me. Escluso.

Tutto questo è molto duro ma, uno dei motivi per cui adoro Mercurio, è la sua estrema onestà nel mettere tutte le situazioni in chiaro, dando “i resti” ad ognuno, senza fare sconti di sorta. A me non ne ha mai fatti, sin da cucciolo. Mi ha sempre dichiarato tutte le mie falle e mancanze come proprietaria di malamute e ha sempre preteso molto, alzando l’asticella ogni santo giorno oppure riproponendo contrasti perché non ero ancora stata in grado di essere sufficientemente leader per lui. Tanta durezza è, per me, all’ordine del giorno.

Merry non nega il positivo del divenire ma, chiede impegno serio, relazione, prima di riconoscere e affidarsi.

Il rapporto fra Merry e il mio lui è ancora tutto da costruire.

Merry non gli sta regalando niente solo perché viene coccolato a fine giornata. Dal punto di vista di Mercurio, è troppo poco per smettere di ribellarsi. Per lui non è sufficiente per riconoscere fiducia cieca, ascolto e, soprattutto, ruolo di leader al mio fianco. Lui vuole tempo, spazio, unicità, rapporto. E vuole anche degli stop molto forti quando esagera, stop che il mio lui ancora non gli ha dato mentre io, quando è strettamente necessario, non mi faccio problemi a metterglieli…. ma è il mio cane e posso. Con Merry, ignorare un comportamento negativo equivale a permettergli di farlo ancora. Con lui, perché capisca, è necessario il linguaggio malamute e lupino.

Merry è nato per essere “figlio unico” e vuole una relazione profonda. Non è quel tipo di cane che si accontenta di quattro grattini dietro le orecchie e qualche crocchetta per sentirsi amato. Non è quel cane che puoi parcheggiare per ore in casa e dimenticarti di lui. Non è quel cane che si fa bastare un sorriso al giorno per sentirsi pieno d’amore.

Lui è Mercurio, un malamute. 

Il mio lui aveva una malamute, in passato. L’amava profondamente e le diede ogni particella del suo cuore. Si impegnò tantissimo nella sua educazione pur avendo a che fare, spesso, con il pregiudizio classico nei confronti dei malamute: “Non possono, non sono pastori tedeschi!“. Quando dovette rinunciare a lei per causa di forza maggiore, il suo ricordo rimase vivo e la speranza di vederla si cristallizzò in un pensiero continuo. Il “lutto”, non ancora del tutto superato (anche se in questo anno molti passi avanti sono stati fatti), ha influito nel rapporto fra lui e Merry.

Uno aveva la testa e il cuore dalla sua malamute, l’altro chiedeva, cercava e non trovava.

Entrambi sono due maschi feriti nell’affetto ed entrambi stanno scappando dalla relazione, pur desiderandola, pur mettendosi in gioco, di tanto in tanto, ben sapendo che potrebbero avere molto ma molto ma molto di più l’uno dall’altro, oltre l’obbedienza, verso lo stare insieme. Si vogliono bene e sono felici quando ci sono. Mercurio ha bisogno delle sue qualità di calma e assertività ma sente anche i sentimenti, le intenzioni. Mi commuovo ogni volta che li vedo lavorare insieme sull’attenzione, sul passo, sul non tirare al guinzaglio, sul passare davanti ai cancelli con i cani sbraitanti. So che, con il tempo, si uniranno tanto e so che saranno felici entrambi ed entrambi avranno un bisogno profondo l’uno dell’altro. Ci vuole tempo ed io, per ora, quando posso, quando riesco, mi faccio da parte per non intralciare il loro scontro, confronto, relazione. So che ce la faranno.

Il mio compagno non sente Mercurio come “suo cane”, non si è mai realmente rassegnato rispetto alla perdita della sua malamute e questo comportamento ha influito molto sul legame fra il mio malamute e lui. Lui è stato con lei nei sentimenti, nei desideri, nelle speranze, nell’affetto durante tutto questo anno e Mercurio sta aspettando, gli sta dando tempo e si sta chiedendo:

mi vedrai mai? Mi vorrai mai bene? Potrò contare su di te per davvero? Quanto sono importante per te? Mi vuoi come tuo cane?

Non escludo metta in atto questi comportamenti ribelli anche in “difesa mia”: chi sei tu? Come ti collochi nella vita della mamma? Per quanto rimarrai con lei? Dove hai la testa anche rispetto alla mia mamma? Dove hai il cuore anche rispetto a lei? Che tu sia qui non è una garanzia, dice Mercurio. Tu sei dove si trova il tuo cuore e la tua testa.

La mia personale opinione è che, nel momento esatto in cui Mercurio avrà queste risposte – e non solo da me – ogni ribellione troverà pace, in un modo o nell’altro. Con o senza. Mercurio è in attesa di capire e nel non capire, va in contrasto, in stress e in ansia. E ne ha tutti i diritti visto i suoi pregressi, quanto ha sofferto tra un passaggio e l’altro e quanta sua fiducia ha buttato al vento, bagnandola nella paura romana.

Mercurio sa che è il mio cane. Esce per la maggior parte del tempo con me. Con me vive le sue avventure, va dal veterinario, discute sul cibo, corre imbragato, va in bicicletta, discute sugli spazi. Con mio papà cerca le lepri, esplora rovi, trova strade nascoste. Con mia mamma va dalla nonna e dalla nonna mangia formaggio, latte e biscotti e dalla nonna arrivo io, che lo porto nei campi battuti dalle lepri e dalle pecore, lasciandolo correre a volte, a volte esplorando legato con la lunghina di 10 metri. E’ un cane sensibile e sente. Desidera, chiede, spera, ama.

Il ringhio di Mercurio non è altro che una richiesta d’amore.

Amami, dice.

Non sono lei ma ho un cuore di cane pieno d’amore ugualmente. Stai con me. Voglio sentire il tuo piacere nel passare del tempo con me. Voglio che quando passi del tempo con me, ci sei per davvero e non sei distante. Stai con me. Finché non sentirò che ami, non mi fiderò mai di te. Non sei obbligato ad amarmi ma io non sono obbligato a riconoscerti superiore a me se non vuoi avere un rapporto con me.

Come un bambino arrabbiato, che ha tanto bisogno di un abbraccio e quando ti avvicini a lui, ti manda via ringhiando perché, pur desiderando da morire il tuo contatto e amore, la frustrazione per la nostalgia di te è più forte del desiderio di accettare la presenza del qui ed ora. Ci vuole rispetto e delicatezza nell’avvicinarsi a un cane che è già stato ampiamente ferito da un uomo nel punto più delicato: la fiducia e l’affidarsi sperando di ricevere amore totale, trovandosi a fare i conti, invece, con un rifiuto.

Il mio compagno ha questo rispetto e, quando lavoriamo insieme sul nostro rapporto con Mercurio e lui sul suo, a livello di educazione al guinzaglio, Merry si apre ed è come se dicesse: “Non vedo l’ora di essere il tuo cane. Ti prego non rifiutarmi. Ti prego amami perché sono felice di obbedire a te e tu sei importante“.

Ho fiducia che tutto si sistemerà al meglio, con il giusto tempo.

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