E quindi ora sei adulto….

 

Amore mio, ce l’abbiamo fatta. Siamo riusciti a svoltare la boa dell’infanzia e dell’adolescenza ed eccoci qui, a tu per tu con l’età adulta. Sei giovane, sei bello. Ora sei anche un canone con il testone sulle spalle [nel 90%], capace di stare al guinzaglio e libero, di avvertire quando serve, di “schedare” chiunque si avvicini a me e farmi report preciso sull’affidabilità delle intenzioni. Non fai rissa inutilmente con i cani maschi, che accetti nel tuo branco, in passeggiata, persino con presenti femmine, se questi ti riconoscono leadership.

Hai imparato a fermarti all’Alt, quando sei libero e io sono a distanza. Hai imparato a rispettare il “Resta”, libero, quando mi avvicino per metterti il guinzaglio. Hai imparato tante cose. Non sei un cane da obbedienza cieca ma, dopo un anno senza alcuna lezione cinofila, posso dirti che non mi interessa più questa perfezione di comportamento. Mi importa la tua affidabilità come compagno di vita.

Accetti tutti, come presenza. Non ringhi seriamente mai a nessuna persona. Vocalizzi. E se esageri, sai perfettamente che sarai rimesso in riga subito. Perché sei abile nel pretendere da un dito il braccio. Sono più testona di te: ho imparato ad essere ferrea. Talvolta mi chiedo se non sia troppa, la rigidità che ti impongo in certi contesti, per poterti gestire o contenere nelle tue momentanee ribellioni. E’ anche vero che sei un malamute, non sei un cane qualunque. 

Non abbai mai, quando sei in cortile, a meno ché non ci sia un motivo serio per far sentire la tua voce. Se qualche sconosciuto cerca di superare la tua linea di demarcazione invisibile, se ha  buone intenzioni, guardi, monitori e taci; se le intenzioni non ti paiono buone, ti alzi, alzi il pelo e abbai, avverti, facendo sentire il tuo tono adulto, da cane che sà cosa vuole.

I malamute non saranno cani da guardia… ma tu, a modo tuo, un qual certo controllo sul branco lo metti in pratica. Nell’ultima esperienza di educazione, una siffatta frase avrebbe messo in allarme la mia ex educatrice: è lui il leader! Avrebbe detto.

Se così fosse, non mi lasceresti il passaggio davanti alle porte, sia quando sei al guinzaglio, sia quando sei libero…. a meno ché tu non abbia l’urgenza fotonica di fare pipì rapida. O di mettermi in discussione. E una volta al mese, una botta di disobbedienza te la concedo. Sappiamo che lo devi fare e sappiamo entrambi che si ritorna sempre punto e a capo. Non ti cedo il mio posto.

Se dico no è no. Se ti dico “dietro” rimane “dietro”. Se ti lascio libero, allora hai un confine a maglie larghe a tua disposizione. Niente ti sfugge. Sai quando puoi tentare la scalata gerarchica perché ho abbassato la guardia. Ma sai anche quando ho bisogno delle tue leccate sul muso per sentirmi coccolata. Tutti noi siamo costantemente sotto il tuo occhio vigile. Non ci perdi di vista nemmeno quando dormi.

Sai sempre tutto delle nostre emozioni, intenzioni. Hai imparato a stare da solo e nella tua tana, non piagnucoli più quando io sono in casa e tu sei nel tuo kennel oppure in cortile. Non hai bisogno di seguirmi ovunque, in casa. Sai che ci sono zone dove puoi entrare e zone dove non hai il permesso di stare e lo rispetti.

Non tutti possono toccarti, lavarti, manipolarti il corpo. Siamo in 4 a poterlo fare: il tuo branco.

Ora che sei un malamute adulto, la mia vita è cambiata di nuovo.

L’alza bandiera non è più alle 05:30. Reggi fino alle 08:30/09:00 e se l’ultima pipì la fai all’1 di notte, fino alle 10:00 nessuno ti schioda dalla tua copertina o dal divano perché, si sà, i malamute non dovrebbero stare sul divano… ma io te lo permetto; te lo sei guadagnato in tre anni di regole rigide. Non abusi mai di questa libertà. Sai che è una concessione e non lo pretendi come diritto.

Un errore che continuo a commettere consapevolmente è coccolarti tanto. Ma come si fa a non coccolarti? Come si fa a resistere alla tentazione di infilare le mani nel tuo pelo, nelle tue guanciottone e darti baci? Come dicono in Toscana: “Amen Gesù” se questo ti dà troppo l’idea di essere importante. Cielo! Sei importante!

merry coccole

In libertà, abbiamo trovato un accordo condiviso, tacito e costante, con delle abitudini sempre identiche, che ci fanno vivere la natura in alleanza.

Io non ti chiamo per niente.

Tu torni quando ti chiamo.

Spesso e volentieri basta il mio tono per farti capire se sono arrabbiata con te, se sono giocosa oppure se ti sto rimproverando. Sei capacissimo di tirarmi fuori la rabbia e allo stesso tempo sai come starmi accanto quando non ho bisogno di arrabbiarmi. Perché sai che c’è un motivo serio. Non è ansia, non è puntiglio.

Non ti mento mai. Se ti chiamo è perché ti proteggo da qualcosa o perché facciamo esercizi di richiamo e ti informo sulle diversità di situazioni affinché tu possa comprendere e adeguare il tuo comportamento al contesto.

Avrò sempre qualcosa per te, quando torni da me. Cibo, coccole, gioco. Non rimarrai mai a bocca asciutta. Sai che se ti metto il guinzaglio in mezzo ai campi è perché ti proteggo da un trattore, una moto da cross, un’auto. Sai che al tuo rientro, nel kennel in auto, ti aspetta il premio in cibo e sai che lo avrai sempre [tranne quando hai finito le mie scorte facendo tanto-tanto-tanto- il bravo in passeggiata].

Quando eri cucciolo, volevi costantemente uscire, andare. Non eri mai stanco e non eri mai stufo di esplorare. Ora la pigrizia ti prende, ogni tanto e, se la tua umana non ha voglia di fare 5 km di corsa ma solo 1 km fino al campo sportivo aperto, lasciandoti la libertà di correre nella boscaglia degli spalti mentre ascolta musica, tu non ti scomponi e ti va bene uguale. Non sono più io a dovermi adeguare a te. Sei tu che ti sei adeguato a me, ai miei ritmi.

Non so quanto profondamente ti fidi di me e quanto reputi bella la vita con me. A volte stai sulle tue, a volte sei più appiccicoso di una zecca. A volte non vuoi le coccole, altre ne chiedi in continuazione.

Sai che se hai bisogno alle 3 di notte io mi alzo e ti porto ovunque. Sai che ogni volta che posso ti porto in montagna. Sai che sei il primo a cui do il buon giorno e che la mia giornata non inizia senza i tuoi baci. Sai che quando vado a fare la spesa, qualcosa per te c’è sempre. Sai che ogni giorno usciamo in passeggiata, non facciamo lo stesso percorso. Sai anche che ti porto a cercar lepri [libero] e pecore [legato e a distanza] perché non temo più così tanto il tuo lato cacciatore.

Sei felice della tua vita con me? Ti senti amato? Ti do abbastanza per la tua natura di malamute? Mi vorresti più serena e calma, lo so. Ci sto lavorando e, piano piano, troverò l’equilibrio al 100%: devo smaltire i postumi del passato e sono già a buon punto.

Ora che sei un malamute adulto, inizio già a  pensare che vorrei tu fossi eterno.

Questo è quello che sono riuscita a fare con te da sola e con la mia famiglia. Ora vedremo cosa sarà in grado di fare insieme al mio nuovo compagno, grazie al suo bagaglio d’esperienze e a quello che la vita ci prospetterà.

noidue

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5 Comments

  1. Spero anch’io trà qualche mese di avere un nuovo componente in famiglia 🙂 e leggendo il tuo blog il mio entusiasmo verso questa razza aumenta 🙂

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