Facebook per il fundraising – Seconda Parte

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Credit by: http://www.fundraisingday.it

Dopo la doverosa premessa sintetizzata nel post “Facebook per il fundraising – Prima parte“, condividerò con voi le ulteriori riflessioni proposte durante il Fundraising Day di Forlì relativamente i contenuti, la risposta al come acquisire nuovi sostenitori tramite Facebook e come trasformarli in donatori fidelizzati.

Nel precedente post ho parlato del ruolo della leadership e della comunicazione interna nel processo strategico, che delinea il come avviare una campagna di comunicazione, raccolta fondi, reclutamento volontari mediante Facebook. Oggi mi soffermerò sul cosa dire al pubblico acquisito e a quello da individuare.

Content is the king è un mantra che chiunque lavori nel mio settore ha ben scolpito in testa. Ma se il contenuto è il re, di quale contenuto stiamo parlando e in che confezione lo proponiamo al nostro utente medio online?

Non fatevi ingannare dal supporto mediatico o dalla forma, dallo strumento e dal contenitore. Non si tratta del “cosa” esterno. Ciò che conta è il “cosa”interno. Video, podcastpost, evento, infografica, nota, lettera, racconto in pdf o epub in pronto download, offerta promozionale, call to action, slide sono vesti grafiche, che accolgono il vostro messaggio, ciò che volete realmente dire, quello che rappresenta tutto per voi come organizzazione.

La confezione attraverso cui presentate la vostra speranza è importante ma, quando si parla di contenuto, si parla del cuore. Del cuore di ciò che volete comunicare.

Il contenuto richiede una riflessione sul bisogno a cui questo andrà a rispondere. Poi, si può inventare qualsiasi forma letteraria, grafica, audio o video per narrare l’esperienza, la folgorazione, la speranza, l’enfasi, il coraggio, la lotta, la richiesta, l’urgente necessità, la solidarietà.

Che cosa dice questo contenuto, qual è il suo cuore, a che tema fa riferimento, come può essere spendibile nell’economia della raccolta fondi?

Un contenuto utile può essere l’informativa relativa a un evento a tema, un servizio, una petizione e comprende la descrizione del progetto e delle attività, le fasi di sviluppo dell’idea [se ci sono/saranno], che cosa si intende realizzare con il raccolto oppure cosa sarà messo a disposizione del partecipante o del donatore una volta ricevuta l’iscrizione o la donazione.

Include i termini di partnership, se attiva e come questa andrà a beneficio della onlus, dei destinatari diretti/indiretti e del pubblico coinvolto mediante i social anche se non in prima linea nell’utilizzo o nello sviluppo di ciò che si andrà a comunicare. Lavorare all’insegna della chiarezza espositiva presuppone una trasparenza narrativa onesta e veritiera sul dopo-evento. Vogliamo realizzare una struttura sanitaria e scolastica e abbiamo richiesto fondi per questo?

Perfetto. Comunichiamo con l’utente e raccontiamogli, capitolo dopo capitolo, come la storia di questo progetto prende forma nella realtà e come il contributo economico ha realmente fatto la differenza per le persone chiamate in causa.

Facebook è perfetto per questo storytelling. Oserei dire che Facebook è lo strumento principe per lo storytelling ad oggi: con le ultime innovazioni strutturali, è possibile pubblicare gallerie e storie con fotografie all’interno dei post tradizionali. Il layout delle note è stato modificato: ora la visualizzazione di questi contenuti è più simile a un blog. Molto belle queste novità Facebook: non solo social network.

Blog, bacheca, desk di registrazione per eventi, sito web indicizzato, sostenitore nelle donazioni con il pulsante specifico in Home: perché non sfruttare queste specifiche dello strumento per ottenere il massimo rendimento della comunicazione e dello storytelling focalizzato su contenuto realistico, dignitoso per l’essere umano e fortemente orientato alla fidelizzazione mediante emozione, contenuto utile e rispondente, continuità?

L’utente vuole conoscere le specifiche dei servizi a sua disposizione e la chiarezza è quanto più preziosa tanto più si risponde a bisogni essenziali o assistenziali della persona. Importante la narrazione dei risultati e di come questi si sono materializzati in azioni, attività, strutture fisiche, cicli di formazione e quant’altro ci siamo impegnati a realizzare quando abbiamo iniziato a chiedere sostegno economico alla nostra community.

Durante il Fundraising Day ho sentito spesso ripetere che “il contenuto deve essere originale, innovativo, qualitativamente elevato“.

Originale presuppone l’avere idee pensate con ragionamenti fuori dagli schemi e dalle abitudini ossidate/consolidate; coniugare fedeltà narrativa classica con l’approccio rivoluzionario della semantica; le costellazioni di significati correlati alle parole possono essere accoppiati creando incipit e claim di facile memorizzazione, spendibili come hashtag e facilmente assimilabili dall’utente come “marchio di fabbrica di un progetto”. La lingua italiana consente molti giochi sillabici e tematici; una sua conoscenza approfondita permette al copy un’agevole attivazione della creatività narrativa finalizzata al dare valore e speranze di successo all’obiettivo primario.

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