La mia sfida del 2015: perdere 40 kg

malamute giumello

Il nostro 2015, mio e di Merry, è stato caratterizzato da una mia grande impresa: perdere quasi 40 chili. Sono giorni molto malinconici, ansiosi e difficili. Ricordarmi cosa siamo riusciti a fare, mi permette di non temere il futuro e ciò che potrei dover affrontare se la voce dentro, che sto sentendo sempre più forte, dovesse diventare ancora più forte, così tonante da portarmi a una nuova rivoluzione della mia esistenza. Richiamo alla mente le sfide, tiro le somme e mi rammento che sono in grado di prendermi cura di me e di affrontare quello che la vita mi porta con coraggio, tenacia, determinazione.

Non so se questo post è o sarà utile al mio “personal branding” però è utile per me e racconta chi sono io, innanzi tutto come persona. La professionista è una conseguenza. 

Questa foto è stata scattata a Giumello, quasi un anno fa. Era gennaio. Pesavo 110 kg, il massimo mai raggiunto nella mia storia di donna. Rifiutavo qualsiasi cosa fosse vicina alla femminilità. Desideravo superare i miei limiti: era da troppo tempo che non mettevo alla prova la mia autonomia di donna. Dentro di me c’erano ancora troppi condizionamenti legati alla presenza maschile, ormai non più presente da un anno. Mi buttai, quindi, e iniziai a viaggiare, a dare spazio alle amicizie femminili, quei toccasana sicuri, quelle garanzie di benessere, che non mi sono mai venute meno in questo anno.

Nel 2015 ho riscoperto l’amicizia fra donne e la ricchezza di questa. Irrinunciabile il parlare intimo, il comprendersi con uno sguardo, il sentirsi avvolte in un abbraccio e capite senza giudizio. Ho sperimentato apertura: sono sempre stata propensa ai rapporti uno a uno. Quest’anno, invece, mi sono lasciata coinvolgere in molte amicizie d’anima, crescendo dal punto di vista relazionale.

Viaggiare con le mie amiche è stato ed è un’esperienza bellissima, che mi ha rigenerato in tante occasioni. Le stimo tutte. Sono “amiche di cani” per la maggior parte: i nostri pelosi sono presenza privilegiata, mai negata, costante, capace di arricchirci e di darci spunti e stimoli per confrontarci.

Curiamo le nostre solitudini o inquietudini, i drammi esistenziali, le scelte irriverenti, le nostalgie d’amore andando a caccia di lepri e fagiani con i nostri lupi. Scalando creste impervie di montagna oppure guadando fiumi a piedi nudi, diamo spazio alle fantasie, ai giochi, agli scherzi, alle battute coriacee, a quel parlare schietto, segreto e scintillante, che solo fra donne è possibile evocare.

dieta proteica

Iniziai la dieta a febbraio. Ad agosto raggiunsi quota 80 kg.

Intravedevo la me di “una volta”, cresciuta dal punto di vista personale. Dieta proteica, tanto movimento con Mercurio [un minimo di 5 km fino a un massimo di 20 al giorno], la ferrea volontà di raggiungere l’obiettivo. Indossai i “paraocchi” e non vidi altro che la dieta.

Niente mi distolse dal mio obiettivo. Niente lo mise in discussione. Niente mi allontanò dalla meta. Nemmeno – soprattutto – me stessa. Non remai contro ma, anzi, mi aggrappai a questa sfida con la certezza fosse necessaria e rilevante.

Una questione di vita o di morte. E siccome per me era vita, non permisi a nessuno di entrarci. Nessuno sapeva il mio peso o come gestivo i pasti. Tenni per me ogni singolo traguardo sulla bilancia e solo ora, che molto è stato fatto, riesco a trovare il coraggio di dire: ce l’ho [quasi] fatta. Solo ora riesco a non vergognarmi nel dire il peso da cui iniziai.

La mia obesità mi ha portato ricchezza: ho scoperto me stessa.Un’esperienza totalizzante, viscerale, di cambiamento psicologico, che non è ancora finito e che, sotto alcuni aspetti, è appena agli inizi.

Nelle sere in cui, con le gambe doloranti e i piedi gonfi, continuavo a camminare perché dovevo fare il mio esercizio quotidiano, ci sono stati momenti in cui mi sono sentita libera con gioia, in forze, in salute. Avevo Mercurio con me.

Trotterellava, correva, mi aiutava, mi trainava. Imbragato, con il giubbettino catarifrangente io e la pettorina da sleddog illuminata lui, affrontavamo l’alba e la notte con la lingua penzoloni, vicini, energetici, felici.

Non mi sono data pace fino a quando non ho sfondato la mia “soglia di sbarramento” mentale e nella bilancia. Dovevo farcela, volevo farcela. Combattevo con tanti giudizi affrettati, che mi avevano ferito profondamente come donna, a cui avevo dato troppo potere di minare la mia autostima, il mio senso di me, il mio valore.

Nonostante questo – ben sapendo di non poter dire nulla al riguardo perché l’obesità l’avevo effettivamente vissuta e avevo realmente sperimentato un periodo di assoluta dimenticanza di me dal punto di vista estetico – sentivo che avevo trovato gli strumenti giusti per raggiungere il mio sogno di una vita: essere magra in via definitiva.

Desideravo anche altro. Non sentirmi più insultare per il peso. Non sentirmi più offendere per il lato estetico. Soprattutto, essere così forte da fare spallucce qualora accadesse; diventare così solida nella mia autostima da non relegare a un giudizio affrettato sulle mie gambe il mio valore umano, femminile, morale. La prima a giudicarmi pesantemente, a non darmi scampo, a non concedermi nemmeno la gioia del traguardo, ero io stessa.

Non mettevo in dubbio le parole altrui, le consideravo più meritevoli di ascolto rispetto a ciò che pensavo io. Sto cambiando approccio e credo che sarà proprio questo a portare altre rivoluzioni copernicane nella mia vita.

Per mantenere il mio peso forma devo ascoltare le mie emozioni, i miei bisogni e dare valore a ciò che penso, desidero.

versilia malamute

E adesso? Adesso ho quasi raggiunto quota 70 kg. Ovviamente, il ritmo di dimagrimento è rallentato e il mio corpo mi ha chiesto un periodo di pausa intorno ai 75 kg, che sono riuscita a mantenere per un mese nonostante viaggi e cene di lavoro. Il mio obiettivo è raggiungere i 60 kg per 1,78 di altezza. Non ho mai sperimentato questa magrezza ma, non sono ancora pronta per arrivarci e nemmeno per lasciare la dieta. Devo lavorare ancora molto, a livello mentale, sulla percezione del mio corpo e sulla sicurezza interiore nel mantenere i risultati raggiunti.

Cosa mi porterà questo anno di sacrifici, rinunce, obiettivi raggiunti?

Forse a sentire di meritare amore.

Indipendentemente dal mio corpo.

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4 Comments

  1. Quel che hai scritto ci piacerebbe stamparlo e tenerlo a portata di mano in negozio, per poterlo consegnare a tutte le persone, e sono parecchie (per usare un eufemismo) che… lasciamo perdere quali scuse accampano. Questa tua testimonianza dimostra inequivocabilmente che Volere molto spesso è Potere; certo, non è facile, non è semplice, non è “indolore”, ma quando si vogliono raggiungere dei risultati, l’unica strada da seguire è quella che hai percorso tu. Brava, brava, brava, sei un esempio da seguire!

    ps: due piccole note a due tue frasi:

    “Solo ora riesco a non vergognarmi nel dire il peso da cui iniziai”
    non c’è nulla di cui vergognarsi, devi solo essere fiera del tuo percorso

    “Desideravo anche altro. Non sentirmi più insultare per il peso. Non sentirmi più offendere per il lato estetico”
    Ecco, ci sono altre persone che dovrebbero provare vergogna, quelle che “insultano” ed “offendono”, ma stai certa che tali persone non avranno mai la forza di raggiungere un obbiettivo lontano ed importante con i sacrifici che ci sono da compiere per raggiungerlo, tante parole, e pochi fatti.

    Vai per la tua(vostra 🙂 ) strada a testa alta, la vita vi sorriderà.

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  2. Che bel racconto di vita, Carolina. Non conoscevo la tua storia. Sei una donna tenace. Meriti tutto il bene che sono certa ti arriverà. Ti auguro di cuore di trovare il tuo equilibrio ma devi farlo per te, come prima cosa. Gli altri vengono dopo. Molto dopo di te. Ti abbraccio forte, cara. Un pezzo di strada, nel prossimo futuro, la percorreremo insieme e ti voglio così: solida roccia ma anche molto dolce e comprensiva. W ciò che sei, Carolina, e W il tuo Merry.
    Con affetto,
    Elena

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