Far incontrare due maschi malamute [quasi]adulti

malamuteadulto
Mercurio

Mercurio ha compiuto 3 anni ieri e, per il suo compleanno, come ormai è usanza, ho organizzato, insieme a un gruppo di amici, un week-end malamute. L’anno scorso è venuta a trovarci Adry, una malamute portentosa. Questa volta, l’invasione malamute si è composta solo da un esemplare più piccolo d’età del mio di pochi mesi, maschio e intero cioè non castrato.

Di norma, nessuno si sognerebbe mai di far incontrare due maschi malamute e di farli stare insieme due giorni, anche liberi, per fargli fare “amicizia” e socializzarli l’uno all’altro. Anzi, pensiero comune è:”Ma questa moda assurda di voler far andare d’accordo due maschi!“. Ebbene, ormai avete capito che le “sfide estreme” (ironico) mi piacciono e, non solo l’ho fatto ma, l’esperimento è anche riuscito alla grande. Non ho foto perché ero troppo impegnata nella gestione dei momenti per riuscire a far foto del primo incontro liberi [e dei successivi]. Incontro senza museruola per entrambi.

Oggi vi racconto questa sfida, vinta per entrambi i malamute perché cresciuti equilibrati, socializzati, ben stimolati a livello fisico e fortemente legati al proprietario con riconoscimento della leadership e ubbidienza malamute relativa [gli altri cani ubbidiscono in modo diverso… sono cani. I malamute hanno una loro ubbidienza autonoma].

Thor
Thor

Mercurio e Thor si erano già conosciuti al raduno invernale organizzato a Giumello e al raduno di Pesaro. A posteriori, vi posso dire che l’incontro mi ha generato ansia da almeno una settimana prima. Non ho mai avuto occasione, prima d’ora, di avvicinare Thor senza Merry: ai raduni, infatti, avendo sempre i cani imbragati… è veramente molto difficile interagire con altri cani dello stesso sesso del tuo… soprattutto se consideriamo il contesto del raduno e le complicazioni di gestione canoniche.

Thor è un canone dolcissimo, legato al suo proprietario, ubbidiente, capace di stare in ambienti chiusi, affollati, con altri cani e non dare problema alcuno a nessuno; è un malamute tendenzialmente evitante ma, che si può facilmente “intercettare” avendo cibo a disposizione. Ho conosciuto malamute stimolati dal gioco e dalla caccia più che dal cibo… Thor e Merry, invece, hanno in comune la gola cosmica.

I miei amici sono arrivati molto tardi e per questo ho preferito rimandare l’incontro fra i due bisonti alla luce del sole: Mercurio, essendo extra in simbiosi con me, sente tutto ciò che mi passa per la testa e sono sicura che, se avessi acconsentito all’incontro di venerdì, sarebbe stato un disastro vista la mia condizione emotiva di forte stress per motivi personali.

Abbiamo scelto un campo sportivo recintato e, prima dell’arrivo di Thor, ho fatto correre Merry stimolandolo con giochi di ricerca e attivazione mentale insieme al nostro “compagno umano” che, dopo le vicissitudini dei mesi passati, abbiamo riaccolto nel nostro branco riscrivendo da zero le nostre orme insieme.

Quando Thor è arrivato, ho messo Merry in kennel, in auto e abbiamo dato tempo e modo a Thor di prendere confidenza con gli spazi. Allontanatosi, ho ripreso Merry e i due si sono studiati da lontano, agli antipodi. Il proprietario di Thor, avendo il controllo su di lui, ha saputo ben gestire la sua iniziale corsa valchiria verso Merry. Quando l’istinto ci ha detto che il momento era arrivato, abbiamo introdotto nuovamente Merry nel campo sportivo, inizialmente al guinzaglio. Poi, l’isinto ci ha detto quando sganciare il moschettone e procedere con molta calma verso i nostri amici.

Quando si sono visti, mi sono fermata e il respiro si è bloccato. Sapevo che poteva iniziare una rissa di lì a poco ma, una voce inspiegabile mi diceva che dovevo fidarmi di Merry e che avevo fatto un buon lavoro con lui negli anni passati con le più di 100 ore di educazione fra Roma e Udine.

Thor, prima in piedi, ha deciso di sedersi. Merry, avvicinandosi con il pelo alzato, ha optato per un passo lento, felpato, in semi cerchio, non frontale. Nessuno dei due ha emesso segni “calmanti” ma, nessuno dei due ha prodotto ringhi o mostrato i denti. Si sono guardati sempre negli occhi. Vicini, Merry ha distolto lo sguardo e Thor è rimasto immobile lasciandosi annusare.

Ero a distanza e non ho capito chi dei due ha iniziato ad emettere ringhi per primo. Gli altri si sono iniziati a muovere, io mi sono spostata all’indietro, verso la porta d’ingresso del campo e Merry mi ha visto, ha mantenuto il contatto visivo anche con me e ha capito che gli stavo dicendo di venir via. Mi sono inginocchiata e gli ho lanciato il fischio lungo, che uso quando siamo nei campi e non lo vedo, per dirgli di tornare da me.

Lui si è mosso per venire da me e Thor ha pensato bene di volermi raggiungere andando avanti a Merry. Gli è bastata una zampa davanti per spingere Merry a mettersi fra me e Thor e a ringhiargli nuovamente. L’altro proprietario, muovendosi all’opposto rispetto a dove stavo io, ha preso l’attenzione del suo e lo ha portato agli antipodi. Merry, rispondendo al mio fischio, è galoppato da me.

Ho quasi pianto e, dalla tensione, mi sono tagliata un labbro con i denti. Ma Merry è venuto da me e, a parte una “normale” comunicazione malamute, non è successo nulla. Non si sono mostrati i denti, si sono semplicemente “parlati”. Chi non conosce il linguaggio malamute potrà facilmente fraintendere il loro vocalizzo. L’uso del segnale vocale è lo step successivo al pelo alzato. E’ un segnale d’avvertimento e di dialogo allo stesso tempo.

Con i miei amici scellerati abbiamo un sogno – forse totalmente irrealizzabile – e condividiamo tutti una qual certa vena “selvatica” e una fiducia nei nostri cani, che cresciamo secondo una sorta di “rotta naturalistica”, che si discosta da tutto ciò che chiunque, gentilista o meno, vi dirà sulla gestione di un malamute [se maschio, poi, non ne parliamo]. Noi speriamo di creare il nostro branco di 4 malamute e stiamo procedendo per gradi. Vi ricordate che qualche tempo fa abbiamo fatto branco con tre malamute? Ebbene, quello era la prima parte del branco. La seconda parte è costituita da Merry e Thor. Ora la leadership che si è andata configurando è quella che immaginavo: Merry è più forte, caratterialmente, dell’altro malamute ma, Thor non ha ancora abdicato del tutto perché ha fiducia in sé stesso seppure con parti di insicurezza.

Perché dico questo? Perché in dog trekking Merry, negli incontri seguenti, ha preteso di stare davanti e Thor, tutto sommato, non ha opposto grande resistenza alla cosa. Tirava, trainava ma, dall’esterno, mi è parsa competizione “sportiva” non gerarchica. Infine, molto probabilmente Thor verrà castrato fra non molto e, quindi, la questione sarà “risolta” anche così.

Con Merry e Thor siamo andati in Val Venzonassa e li abbiamo fatti lavorare con l’imbrago per un bel tratto. Oggi, invece, complice una bella giornata di sole e un’ora propizia anti cacciatori, li abbiamo lasciati liberi di incontrarsi ancora in un ambiente senza recinzioni.

Nei campi si sono annusati ancora e, come nella volta precedente, chi ha preso l’iniziativa di andare verso l’altro è stato Merry; hanno ancora comunicato con qualche ringhio però, tutto sommato, non ho sentito astio fra loro quanto curiosità, virilità a momenti e una sorta di “sintonia”: entrambi i cani hanno capito da noi umani che stavamo facendo branco e che era richiesta loro collaborazione. Entrambi hanno obbedito quando li abbiamo chiamati agli antipodi, con richiamo simultaneo per entrambi ed è stato grandiosamente bello vedere che ambo i malamute mollavano la “competizione” per venire da noi.

Non dimenticherò mai l’emozione vissuta in questi giorni: ho avuto “il polso” del lavoro fatto con Mercurio e quanto lui abbia sì, un carattere di base buono ma, il mio impegno è stato realmente recepito da lui e insieme stiamo costruendo esperienze di valore per entrambi.

Sapete, a volte ho la sensazione che lui si “agiti” tanto quando il tempo per il nostro rapporto si assottiglia. Basta passare una giornata in compagnia, a fare cose divertenti, che si tranquillizza subito. E’ un malamute di relazione, capace di dare spazio ma, in grado di chiederne quando si sente trascurato a livello affettivo: sono stati giorni di grande lavoro e lui ne ha “risentito”. Questo week end full immersion natura-malamute-umani ci ha rigenerati.

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