Salita al Monte Festa con i cani da Interneppo

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La salita al Monte Festa con i cani da Interneppo non mi è mai venuta in mente. E’ stata una mia amica, lupo-dipendente come me, a propormi il trekking, che sto per raccontarvi.

Molte indicazioni sui percorsi fra il Festa e il San Simeone sono disponibili nelle guide di Sentieri e Natura, i raccoglitori per eccellenza delle esperienze outdoor, con gradi di difficoltà da turistico ad escursionismo esporto, in FVG.

Il Monte Festa raccoglie uno dei percorsi tipici per chi ama la Grande Guerra: la salita porta alla fortezza militare, che è anche una delle opere militari più significative del secolo scorso. Questo forte fu centrale nel 1917 perché da qui, l’invasione autro-ungarica venne bloccata in parte. Durante la ritirata verso il Piave, il nostro esercito lasciò il forte avendo terminato le munizioni: non c’era più motivo per rimanere.fortezza-monte-festa

Imponente, su più livelli, nascosta, diroccata e cadente, la fortezza del Monte Festa si dirama sia in superficie, sia nelle gallerie sotterranee come nella maggior parte dei siti miliari e delle trincee disseminate in tutto l’arco alpino friulano. Si raggiunge facilmente: seguite le indicazioni per il Lago di Cavazzo, salite verso Trasaghis e girate nella prima strada centrale di Interneppo. Dopo di ché, le indicazioni per il monte Festa vi porteranno a un parcheggio piuttosto piccolo, che riconoscete perché, fronte a voi, si diramano due strade, con le rispettive indicazioni per il Festa e il Simeone. Prendete quello a sinistra e seguitelo, senza mai girare, andando sempre dritti, fino alla cima del monte. Potreste imboccare il Sentiero delle Farfalle, girando: è bellissimo, ma vi porterebbe in tutt’altra direzione e non sulla fortezza.

Si tratta di 7,5 km di salita con una pendenza molto accessibile. La strada non presenza particolari difficoltà: è un sentiero che si può definire turistico. Mano a mano che salite, percorrerete anche delle gallerie non illuminate, ma non eccessivamente lunghe, e dei brevi tratti cementati, l’ultimo dei quali ripido, ma con scorri mano.

Raggiunta la fortezza, vedrete immediatamente le due batterie corazzate, che ospitavano 4 cannoni e due caverne utilizzate come montacarichi e deposito per le munizioni. Ora troverete detriti, qualche ossa di animale, tante foglie, umidità e qualche pozzetta d’acqua. Visibili anche i resti della teleferica.

Scegliendo bene il giorno e l’orario, si può andare tranquillamente con i cani sciolti, che non si incontra nessuno. Abbiamo incontrato solo un gruppo di turisti anziani, ma li abbiamo seminati a passo di carica senza nemmeno pensarci due volte. Fatto qualche tornante e via… cani liberi e, un piede avanti all’altro, siamo giunte in cima in due ore e dieci.

Abbiamo mantenuto un’andatura a passo svelto, seguendo inizialmente il ritmo energico dei cani e poi ci siamo assestate sul nostro trottare, anche se avevamo uno zaino con 3 litri di acqua e qualche vivanda per noi. Ogni 3 km circa, ci siamo passate lo zaino e, arrivate in cima, oltre a goderci il panorama mozzafiato, ci siamo gustate il meritato riposo al sole.

Lo spiazzo in cima non ha alberi, non ha ombra, mentre il percorso è in ombra per il 75 per cento. C’è un’unica fonte d’acqua naturale, ma dovete salire i primi 5km quindi, se avete cani, ricordatevi di avere una scorta d’acqua per loro, qualora dovessero averne bisogno.

La guida dei turisti li ha avvisati della presenza di molte vipere indi per cui, vi posso solo informare al riguardo e suggerire di prestare molta attenzione, sia per voi, sia per i cani. In effetti, l’ambiente si presta. Noi non abbiamo visto nessun serpente, ma abbiamo sentito vari sibili, non meglio specificati e non meglio identificati.

Andata e ritorno, dal parcheggio, alla cima, camminerete per 15,30 km circa e vi garantisco che, se lo farete con il nostro ritmo da matte, il giorno dopo avrete glutei e gambe doloranti, ma tonificati.

I cani vi dormiranno tutto il giorno seguente, senza nessun dubbio.

Una cosa importante è questa: quando arriverete alla fortezza, non lasciatevi ingannare dalla strada. Per godere del panorama, vi dovrete intrufolare nella galleria a sinistra, vicino alla strada sbarrata per pericolo. Entrate nella galleria e girate subito a destra: troverete una scala verso l’alto. Seguitela e sarete arrivati vicino al cielo.

Mancano le indicazioni sul dove passare: se non avete vicino qualcuno che c’è già stato, potreste anche rischiare di perdervi lo spettacolo, rimanendo solo a fissare i boschi lungo i pendii delle montagne circostanti. Invece dovete salire.

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Non è la prima volta che porto Merry a visitare luoghi storici e militari: la passeggiata sul Zermula, per esempio, ci ha visto scendere sotto terra con le torce, percorrendo diversi metri e perimetri di gallerie, talvolta occluse dal bosco abbandonato al suo destino.

Non so quanti, fra voi, ne sono a conoscenza, ma in Friuli Venezia Giulia questo è stato un anno importante perché abbiamo ricordato il centenario della Grande Guerra; la mia regione, che è stata teatro e scenario di guerra importante, ha sviluppato una fittissima rete di eventi, trekking e incontri formativi per diffondere la corretta storia degli eventi 1915-1918.

Se passate dalle mie parti, questi sono percorsi di sicuro interesse, alla portata di tutti.

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