Il nostro primo Malamute Day all’Alpe Giumello

Alaskan Malamute al Malamute Day all'Alpe Giumello, Casargo

Il nostro primo Malamute Day all’Alpe Giumello si è rivelato un’esperienza formativa importante. Ma prima di arrivarci, abbiamo incontrato il Pastore del Caucaso.

Ho deciso di partire lo stesso. Anche se Merry non stava bene. Questo perché ho imparato che la malattia non deve limitare la vita e perché volevo fargli vivere il Malamute Day (dando per scontato che avrei modulato impegni e durata degli sforzi sulla base delle esigenze fisiche e relazionali di Mercurio).

Messe in borsa le medicine, preparati gli zaini (il mio e il suo), ci siamo imbarcati per Bologna affrontando un doppio viaggio in treno (regionale Trenitalia + Italo). Giusto il tempo di un saluto al volo con la nostra amica, che la prima esperienza “forte” si è palesata dietro a un cancello. Mercurio ha incontrato due maschi adulti sciolti (lui era al guinzaglio), di cui uno Pastore del Caucaso. Si sono conosciuti da vicino e non c’è stato alcun problema di aggressività.

Il proprietario dei cani (tre in tutto) ha seguito molteplici ore di educazione e obbedienza e i suoi amici a quattro zampe sono completamente sotto il suo controllo. Conoscono persino il comando “Spazio” ovvero lasciare il giusto spazio al cane che si incontra senza “opprimerlo” con la propria presenza e senza bloccargli vie di fuga. Sono rimasta molto colpita dalla gestione di questo ragazzo e trovo straordinario il suo lavoro con dei cani da guardia e da difesa così importanti come quelli che teneva al guinzaglio con la più assoluta e pacata sicurezza calma.

Merry ha avuto il permesso di farsi una corsa libero insieme a loro e l’occasione di camminare al guinzaglio a fianco del Caucaso, sia tenuto da me, sia tenuto dal proprietario dei cani e non ci sono stati problemi di alcun genere. Questa esperienza mi ha toccato molto perché ci tengo tanto all’incontro con elementi equilibrati, in grado di insegnare a Mercurio come stare al mondo e come relazionarsi agli altri. Ho sempre ritenuto di fondamentale importanza il confronto con i cani adulti perché sono in grado di informare, trasmettere e modificare comportamenti con un dispendio energetico e tempistico molto limitato, ottenendo risultati apprezzabili e duraturi nel tempo.

Il viaggio verso il Malamute Day era appena all’inizio quando Merry si è di nuovo sentito male e abbiamo dovuto fermarci in una clinica veterinaria di zona, suggerita dagli organizzatori del S.E.R.A.M., che ci hanno aiutato, seguito, sostenuto, coccolato in ogni modo, per farci stare bene entrambi. Ci sono stati momenti in cui, pensando a tante cose legate alla salute di Merry, mi saliva “il magone”, ma ricacciavo le lacrime e cercavo di non chiudermi troppo in me stessa, godendomi il divertimento a mia disposizione. Ringrazio tutte le persone, dal primo all’ultimo e ringrazio il veterinario, per il supporto morale (e non solo) che ci ha regalato.

Merry si è ripreso nel giro di 24 ore e la neve, il grandissimo branco di malamute ha fatto il resto.

alaskanmalamute_neve

L’Aple Giumello è un luogo incantato, magico, mozzafiato, strepitoso: in provincia di Lecco, si raggiunge seguendo le indicazioni da Como per Lecco, Valsassina (uscita Manzoni) e Casargo. Dalle pendici più alte si può ammirare il lago di Como e il lago di Lecco congiungersi in un sinuoso specchio d’acqua, che affianca la vallata e le sue abitazioni da presepe.

La neve, che si era fatta attendere fino all’ultimo, è arrivata copiosa, coprendo la foresta di faggi con 30-50 cm di coltre bianca, fresca. Il ghiaccio si è palesato, ma va detto che il Comune di Casargo ha reso agevoli le strade, sia di paese, sia i tornanti, pulendo e manutenendo ogni giorno i percorsi di interesse dei turisti. Anche l’organizzazione S.E.R.A.M. ha fatto il suo cercando di contrastare la formazione del ghiaccio con i sacchi di sale, gettati con regolarità anche se senza risultato apprezzabile, visto il vento e le temperature davvero proibitive.

E così, eccoci qui, al nostro primo Malamute Day all’Alpe Giumello. A posteriori vi posso dire che è stata un’esperienza più rilassante, per quanto riguarda la gestione del mio malamute insieme agli altri, rispetto a quanto vissuto a Pesaro, a settembre. Sarà che Mercurio è maturato, sarà che sono diventata (forse) più capace, sarà che avevo con me premietti e giochini, sarà quel che sarà, però i passaggi tra tanti cani, a destra, a sinistra, nel mezzo, sono stati meno stressanti e addirittura semplici in tantissimi casi (non tutti, ovvio. Ma molti sì).

A volte mi sono irritata, ma non con i cani, con alcuni proprietari perché penso che, in certe situazioni di grande affollamento, sia necessario collaborare per la buona riuscita di iniziative comuni. Non mi sono dilungata in discussioni, ma qualche mio “sbotto” si è sentito (sia verso Merry, sia verso qualche partecipante), soprattutto durante il dog trekking sul costone innevato della montagna, con panoramica a lato.

Il percorso mozzafiato mi ha richiesto, a volte, una buona dose di coraggio: per tutti gli altri era semplicissimo. Io avevo molta paura di cadere a lato, rotolando sul fianco della montagna fino a chissà dove. Mi chiedevo cosa avrei fatto se fosse successo, pensavo al mio lavoro da free-lance e come avrei potuto continuare a lavorare se mi fossi fatta male. Pensavo a come riportare a casa Mercurio, non avendo l’auto a disposizione, se fossi caduta e mi fossi rotta una gamba o un braccio… tanta ansia, tanta, tanta ansia.

Questo genere di esperienze mi aiutano a gestire il timore del vuoto, le vertigini e superare i miei limiti… anche se, all’inizio, vivo con panico e l’assoluta certezza di non farcela certi passaggi… Poi riesco a salire, ad arrampicarmi, Merry mi ha aiutato sia moderando il passo, sia issandomi quando non ce la facevo da sola. Ormai ha capito di avere una umana piattola dall’altro lato del guinzaglio e mi viene incontro. Credo lo faccia solo perché mi vuole bene perché, se fosse per lui, ciò che io considero difficile lui lo definisce divertente, da prendere di petto in modalità 4×4. Quanto lo invidio!

Merry ha fatto amicizia con il suo amico Instagram Menny (@fedeandmenny) e, sebbene non li abbiamo mai fatti avvicinare più di tanto, sono stati in grado di camminare a fianco e in dog trekking uno dietro all’altro senza ringhiarsi e senza cercare di mordersi, moderando persino le marcature. Con la mia nuova amica siamo riusciti persino a fare una fotografia con i due maschi seduti al nostro fianco (Menny, lei, Merry, io) oppure agli antipodi (Merry, io, lei, Menny) e, anche in questo caso, a parte qualche brontolio, non è successo nulla di grave. Di notte, hanno dormito nelle terrazze attigue del bed and breakfast, insieme a tutti gli altri cagnoloni arrivati per il Malamute Day.

I due maschi hanno capito che ci lega un affetto comune e che vogliamo fare branco e, a un certo punto, hanno iniziato a spalleggiarsi e a difendersi se, per esempio, passando fra altri cani un maschio si lanciava contro uno dei due, l’altro interveniva ringhiando in difesa del compare avanti. Penso che sarebbe utile rivederci piuttosto presto e continuare a farli camminare insieme, a fare cose insieme, a fare esercizi di ubbidienza insieme prima di lasciarli sciolti a conoscersi da vicino e penso che sono in grado di diventare amici “per il pelo”. Hanno caratteri simili, energie simili. E sanno che le loro umane si vogliono bene e si vogliono “amalgamare” in un branco.

Abbiamo conosciuto di persona tante amicizie su Facebook e, se non con tutti, Merry ha potuto giocare dimostrando la sua grande pazienza con i cuccioli e cioccoloti. Ha conosciuto anche un Malamute di 7 mesi, maschio, da vicino e non ci sono stati problemi di aggressività o ringhi di alcun genere. Ma a parte incontrare amici nuovi, partecipare ai dog trekking e mangiare di tutto e di più, che altro abbiamo fatto?

alaskanmalamute_alpegiumello_neve

Abbiamo provato ad andare in slitta! Lo ammetto: sono una patata totale e totalmente incapace, al momento. Cado ogni due per tre e ho problemi di equilibrio, ma più che altro ho paura perché non conosco il mezzo e non ho familiarità con lo strumento. Avrei bisogno di pratica in un contesto privato dove anche se cado e faccio figuracce…. non mi vede nessuno 😀

Merry ha tirato con due femmine e penso sia stata una bella esperienza… soprattutto quando a guidare la slitta sono stati musher veri e non alle prime armi. Avevo troppa paura per godermi l’esperienza. Paura di sbagliare, di fargli male, di essere troppo pesante, di ammazzare qualcuno perdendo la slitta dopo essere rotolata nella neve e via dicendo…. 😀 Non l’ho sforzato tanto, comunque. Vista la sua salute e visto il problema con il cibo (la sua amica malamute gli ha mangiato mezza razione di crocchette, dopo averla rubata dal mio zaino 😀 …. Merry mi è rimasto con il cibo razionato al massimo), non ho voluto sottoporlo a sforzi troppo pesanti per lui.

Di tanto in tanto, abbiamo esplorato la zona anche da soli, allontanandoci dal caos di cani, persone e troup televisive per respirare un momento e riprendere la calma. A volte, ho avuto bisogno di stare da sola con lui e di godermelo camminando nei tornanti senza dovermi preoccupare troppo degli incontri frontali con altri cani. Durante l’aperitivo antecedente la cena social è stato proiettato un video molto emozionate, con la colonna sonora de Il Trono di Spade suonata con gli archi. E’ stato un momento molto emotivo per me e avrei voluto tornare nel BB per stare con Merry. A volte mi prendono pensieri cupi legati alle preoccupazioni per la sua salute: mi chiedo quanto vivrà e mi chiedo come farò senza di lui. Poi mi scuoto, mi dico di smetterla e di godere il momento, la compagnia, la vicinanza di persone amiche, i sorrisi, le battute, gli inviti, la comitiva.

Vedendo quel video, vedendo i Leonberger, vedendo il San Bernardo e il Bernese dal vivo, ho capito che desidero solo Malamute nella mia vita. Loro sono un richiamo di libertà. Sono il vento che sibila nelle foreste, la neve che scende, la strada che scorre, il ruggito di vita, il “Tiger, Tiger, burning bright in the middle of the night“. Sono emblematici, autentici e necessari. Ho iniziato a impostare la mia vita affinché sia il più possibile a prova di malamute. Anzi, sia Malamute. Solo chi entra nella bufera di neve con loro può capire nel profondo queste mie parole sconclusionate.

Il Malamute Day all’Alpe Giumello ci ha dato la certezza di essere davvero un branco, io e lui e di avere tanti amici, tanti componenti nel nostro branco, anche se a distanza. Siamo in un grande branco. Se uno di noi ulula, qualcuno accorre. Se uno di noi si struscia nel terreno per lasciare il suo odore, qualcun altro annuserà e si ricorderà. Se uno di noi è ferito, arriva una leccata curativa. Se uno sbaglia, arriva il ringhio. Se uno sfida, arriva il ringhio. Ma si coopera, tutti insieme. E si corre, falcata dopo falcata, nella neve, seguendo l’istinto, lanciati a mille dentro il vortice della vita. Perché siamo Malamute nell’anima.

MALAMUTE_ALPEGIUMELLO

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6 Comments

  1. Ne sono sicuro, lo si capisce dai tuo post.. È fortunato ad averti. Altri forse lo avrebbero già soppresso..

    Comunque ci conosciamo già, io sono il ragazzo che ti ha scritto qualche tempo fa e ho un mal. Mi chiamo Simone 🙂

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  2. C è gente che nn avrebbe dato tutto il tuo affetto ad un cane non al top fisicamente. Comunque, oggi ho visto in TV il malamute day ma non so se è lo stesso dove sei stata tu.. C erano cani stupendi

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  3. Lo so… ma io non sono “tanta altra gente” 😀 Il mio è un cane al top sotto altri punti di vista. E’ straordinario in tantissime altre cose anche se ha la salute altalenante. Sì, il Malamute Fay che hai visto era proprio quello!

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