Il 2014 è stato un anno importante per Mercurio e me. Un anno che ha stravolto le nostre vite portandole più vicine alla nostra indole. Voglio ricordarlo, con le sue gioie e le sue boe, per non dimenticare, che cosa siamo stati in grado di fare insieme. 

alaskan_malamute_veneziaVenezia: l’addio sul Canal Grande

Succede ai bambini, succede anche ai cani: il branco si separa, alcune scelte vanno prese e, non essendoci alcuna legge in materia di affidamento congiunto dei cani, ci si “regola” in base alla proprietà registrata con il microchip. Merry è mio e mi ha seguito. La piccola Sunny, golden retriever, è rimasta con il suo proprietario.

Venezia, quel giorno, era grigia, ma festosa. Un novembre freddo, che si apriva a un dicembre tradizionale. Partiti nella notte, siamo sbarcati a Santa Lucia in un pullular di gente. Ci aspettava il nostro nuovo branco, che Merry aveva già conosciuto a Roma. Appena lo riconobbe, tra la miriade di gente con valige, accenti e profumi di tutti i tipi, straripò di gioia intensa, alzandosi su due zampe per abbracciare e riempire di leccate i visi di queste persone care, che erano venute a prenderci, facendo parte di quel doloroso viaggio insieme a noi. Di Venezia ricordo il Ponte di Calatrava, il cappuccino al bar e il treno che lascia la stazione, con Merry incuneato sotto ai sedili.

LA CAMPAGNA CURATIVAmerry papà

Una delle cose più importanti che ho vissuto con Merry è stata il godermi a pieno mio padre. Se dovesse morire oggi, per quanto il dolore sarebbe grande, avrei con me la certezza di non aver sprecato le occasioni insieme a lui. Ha passato tutta la vita a lavorare in una fabbrica di sedie. Poi me ne andai io, nella capitale, per diversi anni; ora, complice il pensionamento e il mio addio, lo avevo a casa, innamorato perso del mio cane, ricambiato con genuina sincerità.

Mio padre ci ha portati in campagna, ci ha fatti camminare, mi ha fatto parlare, dire mille volte le stesse cose. Abbiamo visto l’alba, svegliandoci alle 05:30, portando Merry a correre nei campi per tante, tantissime mattine gelide di gennaio. Ci siamo scaldati intorno a un falò lasciato acceso da qualcuno. Mi ha insegnato di nuovo a riconoscere gli uccelli dal loro canto e mi ha raccontato di nuovo la terra, i suoi cicli, di morte e rinascita, di cura, semina, raccolto, potatura, attese, germogli, morti, impianti. Ed era tutto una metafora curativa. Mio padre mi ha visto nel periodo più brutto della mia esistenza, nel quale anche Merry ne ha fatto lo spese perché ero fuori di me dall’angoscia, dalla rabbia, dalla negatività, dall’incapacità di vedere, lucidamente, uno spiraglio.Non ho mai pianto, in questo anno. Ora inizio, di tanto in tanto.

educazione_alaskanmalamuteEDUCAZIONE CINOFILA SALVA VITA

Per rimettere ordine al caos, ci siamo rivolti a un centro cinofilo di zona. Sono molto grata per il lavoro “umano” fatto in quel periodo perché mi ha aiutato a rimettere confini, paletti e a riprendere la mia autorità e il mio ruolo di riferimento per Merry ritrovando la stabilità e la responsabilità necessaria. E’ stato un percorso terapeutico più per me che per Merry, il quale già conosceva tutti i comandi visti i precedenti corsi di educazione seguiti a Roma.

Il nostro legame si è rafforzato molto complice il mio allentare tante tensioni, ansie, perdendo brutte abitudini, moderando le mie reazioni esasperate e frustrate in favore di un più mite e “solido” comportamento.

Non ho ancora finito di smaltire i comportamenti appresi a Roma e non ho ancora finito di spurgare la rabbia e il panico, che ancora oggi, a volte, mi prendono quando sono in giro con Merry. Ma ora, ciò che è cambiato, è che non siamo due entità distanti, di cui una deve scavalcare l’altra per imporsi e “dominare”. Ora siamo una banda di fratelli, un branco nel quale lui si affida a me perché mi prendo cura di lui per il nostro bene senza la mente riempita di tutti i discorsi sulla dominanza e sulla sottomissione, che da più parti ci sono venuti “addosso”.

Io mi affido a lui, in altri momenti, perché so che solo lui può “portarmi fuori” da zone che non conosco, nelle quali mi sono persa, ritrovando la strada di casa sempre, a qualsiasi ora del giorno o della notte, con qualsiasi condizione meteo, stato di salute o altro. Gli lascio “il comando” a volte perché voglio che si senta parte del nostro andare, senza seguirmi perché io decido la rotta e lui deve obbedire.

Ho seguito una parte del corso di educazione cinofila, lasciando a metà perché, per molti motivi, non condividevo tanto di ciò che veniva insegnato. Dell’esperienza, ricordo con molto piacere i sorrisi di alcune persone, i luoghi visitati durante le passeggiate di socializzazione, le attività di comunicazione e gli eventi cinofili a cui ho partecipato con interesse e curiosità. Merry, grazie alle regole, ha ritrovato equilibrio senza mai sforare nella zona rossa, che un cane non dovrebbe mai raggiungere. Merry, ad oggi, è un cane equilibrato, affidabile, socievole, saggio, sicuro, curioso, tenace, giocherellone e tanto amorevole.

amoremalamuteLA GIOIA DELL’AMICIZIA

In questo nostro primo anno in Friuli insieme abbiamo fatto tantissime amicizie. Hoshi, Alice, Penny e Fresya, Pheobe, Alaska, Dorothy, Olivia, Jack, Zack, Lana, Kyby, Maya, Aika, Adrian, Arya e tutti i cani di zona, chiusi nei loro recinti, ma che spendono volentieri i loro minuti con Merry al nostro passaggio: il pastore belga, i due maremmani, la golden retriever, la ciurma di meticci e l’amstaff. Con moltissimi di questi cani, Merry ha vissuto tante avventure, molte delle quali raccontate in questo blog.

Tra le avventure più belle, ricordo il nostro primo viaggio lungo in macchina insieme per andare al Malamute Day a Pesaro; ho caro nel cuore anche il trekking verso Sella Bila Pec e Casera Pramosio, l’alba a Brussa, i giri nei campi, le scampagnate sul Zermula. Sono grata ai cani e ai proprietari perché hanno accolto Merry con estrema fiducia e disponibilità, senza pregiudizi e senza negatività.

La loro amicizia ha colmato, in parte, il vuoto lasciato da Sunny nel cuore di Merry: lui la cerca ancora oggi, in ogni Golden, che incontriamo sul nostro cammino. Se c’è un Golden, lui vuole avvicinarsi per vedere se è lei. Rimane sempre deluso, purtroppo. E’ un anno che non la vede, un anno nel quale l’ha avuta vicino solo grazie al cuscinone nel quale lei aveva dormito per tanto tempo e che avevo portato con me perché non interessava più ai suoi umani. Quel cuscinone significa tanto anche per me perché lo comprai quando la piccola stava male, glielo presi come coccola e lei lo colonizzò subito, spodestando Merry al primo tentativo di condivisione.

Mi ricorda la mia bimba, che tanto ho amato e che tanto mi manca sempre.

alaskan malamute_golden retriever

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