cucciolo_alaskan_malamuteCiao Gioia Mia,

oggi compi due anni e noi siamo insieme, felici, bagnati dalla pioggia incessante, ma con una nuova luce negli occhi.

Ti guardo e non posso fare a meno di pensare, ridendo fra me e me, che quando decidesti di balzarmi in braccio, scegliendo per me, facesti una gran cosa. Ma ciò che mi fa più sorridere è la consapevolezza di aver detto, per averti, un sacco di castronerie.

Avrei detto sì a qualsiasi cosa. Ho firmato persino un contratto farlocco, pur di garantirmi i prossimi anni insieme a te 😀 Pensa quanto mi stregasti, per abdicare così tanto alla razionalità! Ma come ti si può rifiutare? Eri (e sei) così dannatamente bello, con quella luce nello sguardo così intelligente, oltre il varco spazio-temporale, che…. dannazione! Mi hai messo nel sacco senza dire gatto! E hai fatto bene, come sempre!

Ti guardavo e nella testa mi martellava solo il pensiero: “E’ lui, non posso lasciarmelo sfuggire!“. Non eri un capriccio, eri il mio salva vita, la mia speranza. Sapevo, inconsciamente, che avremmo avuto problemi: bastava guardarsi intorno, ascoltare l’interlocutore, guardarti incapace di stare chiuso nella gabbia esterna mentre io parlavo e tu non eri al centro. Era ovvio che avremmo fatto a cornate: bastava guardarci, conoscerci, sapere che io sono del Toro e tu dello Scorpione. Serve dire altro? Ma amen! Pazienza! Le avremmo affrontate e superate! Tu eri al mio fianco, io ero al tuo: what else?

Non so perché, non so da cosa nascesse, avevo nel cuore la candida certezza che ce l’avremmo fatta e, cosa non da poco, ti volevo mio. Volevo che ti attaccassi a me. Ti aspettavo da una vita, ti ho cercato in tanti occhi, ti ho sognato per quasi trent’anni e ora che c’eri, ora che mi avevi scelto, avrei fatto il possibile per essere degna di te, principe dei furbi, signore delle nevi, malamute rompiscatole, tanto spesso malato e sempre prezioso.

Buon compleanno, orgoglio peloso di mamma umana. Buon compleanno gioia ululante. Buon compleanno oboista mammone, mia ombra, mia segreta rivelazione di tante virtù del destino.

Sono felice di averti nella mia vita. Felice anche quando fai la testa di cavolo e mi fai perdere dieci anni di vita correndo dietro a una lepre, sfiorando a pelo la statale per poi tornare indietro, baldanzoso, con la faccia di chi si è divertito a farti lo scherzo del secolo: “Pensavi, eh? E invece no! Ahahah“. Da prendere un tronco e tirartelo sulla testa 😀 Ma come si fa a non amarti anche per quella tua ironia beffarda, con la quale ti burli delle mie paure, ansie e bisogno di certezze e che, puntuale, mi tira fuori dai denti un:” Li mortacci… c’ha ragione lui… ANCHE stavolta!“. Ti ringrazio perché mi hai fatto risparmiare milioni di euro in psicoterapia (poi reinvestiti nel veterinario..ma questa è un’altra storia 😛 ).

Sono sicura tu stia vivendo una bella vita con me e la mia famiglia. Me lo dici tutte le mattine, quando mi stendi sul divano con le tue zampone e mi baci come mai nessun uomo è stato in grado di fare, mentre scodinzoli e ti dedichi al tuo rito di saluto con gli occhi a cuore. Me lo confermi quando torniamo a casa dai giri in campagna e rimani male se non trovi subito mio papà e mia mamma ad aspettarti in cucina.

Me lo dici quando corri a perdifiato insieme a tanti amici cani, che ti adorano, pendono dalle tue zanne, ti hanno preso tutti come punto di riferimento, tutti si fidano di te e tutti… “Guai a chi tocca Merry. Je famo ‘na coda così“. Sono felice della vita che stai vivendo perché so che, pur non essendo perfetta, si avvicina di più alla tua natura e ai tuoi bisogni. I miei, combaciando con i tuoi, soprattutto quelli legati allo stare nella natura, sono più che ampiamente soddisfatti. Per viverla, questa vita, abbiamo dovuto lasciare indietro molto e perdere altrettanto. E a volte ne sentiamo ancora forte la mancanza. Ma poi passa e la ruota gira. Oggi, per esempio.

Abbiamo passato un’ora a giocare con la treccia e la gallina parlante ed eravamo in comunicazione. Eri bellissimo. Non eri autonomo nel gioco, ma ti piaceva farti coinvolgere e coinvolgermi, dare e avere, tirare e mollare, una volta tu, una volta io, sempre nel più totale rispetto per me e per te.

Se uno non le vede, certe cose, non ci crede.

Nella foga del gioco, prendendoci a vicenda l’oggetto da stanare e uccidere a suon di sbattimenti, lanciandocelo perché l’altro lo ritirasse nell’aria di nuovo, rotolandoci sul tappeto tra grattini e vocalizzi, capottandoci, dandoci i bacini e tutto il resto, mi hai involontariamente graffiato la mano con le tue unghione. Hai mollato il pupazzo, ti sei accovacciato vicino a me e finché non mi hai ripulito la lievissima ferita non hai ripreso a giocare. Non prima di avermi dato una quintalata di leccate in faccia per chiedermi scusa. Giocare insieme è fantastico. La cosa bellissima è che accetti le mie mani ovunque, anche sul gioco quando ce l’hai in bocca e, se per caso, nel mezzo di rotolamenti vari, si trovano vicino alla tua bocca aperta verso l’oggetto, ti ritrai immediatamente per non farmi male.

Come stasera, quando ho dovuto prenderti il tocco di carne che avevi fatto uscire dalla ciotola e che, in parte, avevi in bocca, per spostarti a mangiare in un luogo più tranquillo, visto che improvvisamente s’era creato troppo caos intorno: non hai detto nulla. Hai lasciato anche il pezzo di carne che stavi gustando e ti sei fidato di me, hai visto che riponevo il tutto nella ciotola e hai visto che ti spostavo in un luogo privato, dove mangiare in pace. Ti sei fidato di me. 

Buon compleanno, cucciolo mio. Sei il mio orgoglio.

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