Vivere con un Alaskan Malamute

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Com’è vivere con un Alaskan Malamute? E’ davvero così complicato? Qualche giorno fa, nel profilo Instagram di questo blog è comparsa questa domanda.

Una ragazza sta pensando di condividere i suoi prossimi dieci anni (minimo) con un Alaskan Malamute femmina e voleva un parere, essendo il suo primo cane. I nostri scambi sono stati così fitti, intensi e, tutto sommato, utili, che mi sono chiesta se non fosse giunto il momento di arricchire le pagine con qualche testimonianza in più su questo mio compagno di vita eccezionale.

Non è la prima volta che scrivo pagine di diario incentrate sul cosa vuol dire vivere con un Alaskan Malamute: le altre, le ho tutte cancellate dal web (per quanto possibile). Vedete, non vi voglio scrivere nulla di scientifico, cinofilo o ideologico. Non mi sogno nemmeno di dire che ciò che sto vivendo sia o sarà uguale per tutti e non penso che la mia esperienza sia o possa essere da esempio a qualcuno.

E’ solo un’esperienza personale, che mi fa piacere condividere per il semplice fatto che passerei la mia vita a raccontare ogni singolo attimo dell’esistenza di Merry. Persino quando dormo, ho Merry nei sogni, tutte le notti… quindi, capite bene che razza di invasata io sia con il mio cane 😀 Leggete, se ne avete voglia e traete le vostre conclusioni in base alle vostre competenze, idee, esperienze e quant’altro.

Merry è il mio primo cane, il mio primo Alaskan Malamute.

Ho avuto solo gatti nella mia vita e, quando lui è arrivato, ha scelto di scegliermi nel peggiore momento possibile e, allo stesso tempo, nel migliore che potesse indovinare. Proviene da allevamento ma non voglio dire nulla al riguardo perché la storia correlata è una ferita ancora molto potente, dentro di me.

Quando Merry decise che gli avrei detto di sì, il Friuli Venezia Giulia distava poco meno di 1000 km da noi e l’anno che ci ha portato a fare le valigie, prendere Italo, fare scalo a Venezia, raggiungere la mia terra con Trenitalia è stato denso di follia alla stato puro.

instagram travelwithgiantdog

Merry ha cambiato il mio stile di vita: prima di lui ero molto sedentaria. Con lui e con il Friuli, cammino ogni giorno un minimo di 3km fino a toccare gli 8 quando le condizioni meteo e fisiche ce lo consentono.

[Aggiornamento 2016: riusciamo a tenere i 16 km di escursione senza problemi. ]

Lui è in grado di correre per ore, io muoio dopo i primi 500 metri 😀 Ma ci sto provando, giuro.

Mi piace fare canicross e, in futuro, vorrei sperimentare anche il nordic walking con lui e l’equivalente sulla neve, tramite sci di fondo imbragati.

Di tanto in tanto, quando l’universo è positivo, se così si può dire, andiamo in bicicletta insieme, con lui a lato (per ora perché l’antenna mi sta arrivando). Questa non è un’attività che facciamo spesso: lui ha un forte istinto predatorio e ci sono strade nelle quali la presenza di selvatico appetitoso è massiccia, anche lontano dai campi. Il rischio di ruzzolare nel fosso c’è…e me lo eviterei… Per questo dico: quando l’universo è positivo ovvero quando le strade sono esenti da auto, cani, bambini, lepri, fagiani. Così, per ovviare al problema, ho pensato bene di attivare la giunta comunale e l’associazione di calcio del mio paese (in via indiretta) per avere il permesso di accedere alla pista di atletica dello stadio comunale: permesso accordato, in orari di non disturbo degli allenamenti. Ora manca solo l’antenna e…. diciamo, la “tuta da super eroe” per proteggermi dalle – sicure – cadute, che mi aspettano nel mentre in cui impareremo ad andare in bicicletta con lui che mi traina.

Ma la cosa stra bella dell’avere un Alaskan Malamute vicino è che questo genere di pazzie le fai con gioia, come fossero le più normali del mondo perché ti scatta qualcosa dentro, qualcosa di estremamente pazzoide in testa, che ti porta a pensare le più assurde idee e a metterle in pratica, divertendoti nella natura, toccando con mano le corde più ancestrali dell’esistenza dell’uomo.

Ci sono momenti in cui lui ti trascina nel suo mondo e lì ti perdi, vai indietro nel tempo e sei semplicemente tu, i boschi e un quasi lupo in caccia. Un lupo che, volendo, sarebbe in grado anche di cacciare per te, se addestrato, penso… qualcuno che non ha bisogno del gps per riportarti alla macchina perché tanto lui il territorio lo conosce anche se non c’è mai stato prima ed è la prima volta che lo esplorate insieme. Lui mi ha sempre riportato a casa. Poco importa se questo significa guadare torrenti, esplorare fossi strapieni di rovi e nasconderti al mondo, sedendoti mimetizzata tra le foglie, a guardare i fagiani passare con il mio lupo sbragato a fianco, con la lingua penzoloni e il fiato corto, dopo una corsa a perdifiato tra i filari di soia e frumento. Poco importa se hai i vestiti fradici di pioggia, le scarpe infangate, i sassi dentro le scarpe e le unghie che non riescono mai a crescere perché, d’altronde, o hai le unghie belle oppure stai nella terra ad annusare sentieri e percorrere strade mai battute sino ad ora. E chi lo conosceva un Friuli così, prima di Merry? 

In linea generale, usciamo ogni giorno e, per quanto lui abbia a disposizione spazi verdi, almeno nella nostra abitazione, ha messo residenza sul mio piede. Lo farebbe anche con 3000 mq di giardino. In tutto questo, dove pare che sia lui a tenere le redini delle questioni, io sto cercando di capire – e mettere in pratica – la difficile arte del capobranco e, considerando i notevoli passi avanti che abbiamo fatto nell’ascolto, direi che sono sulla buona strada. A dirla tutta, la questione è molto semplice: si tratta di relazione, rapporto e rispetto. Ed è un continuo lavorio, ogni giorno, sui dettagli, sui momenti importanti, un dare e un avere, un cedere e perdere qualche battaglia e un avere la certezza che domani sarà realmente un altro giorno.

Un Alaskan Malamute sa perdonare e, se domani l’ENCI decidesse di cambiargli il nome, potrebbe chiamarlo semplicemente Libertà. Nella connotazione più profonda, matura, sensibile e ancestrale di questo termine, libertà è Alaskan Malamute. Vivere con un Alaskan Malamute è tutto questo e molto di più… che vi racconterò nel prossimo futuro!

alaskan malamute

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1 Comment

  1. Bravissima! Molto ben scritto ed elusivo. Hai sfatato qualche falso mito e fatto crescere la nostra voglia di condividere la nostra vita con un malamute. Il nostro cucciolo arriverá a metá febbraio e, soprattutto io (Betty), sto contando i giorni (orca puzzola….luuuungo sto gennaio 😂). Spero di leggerti ancora e, se possibile, ti terremo aggiornata sulla convivenza. Un caro saluto, Betty e Janos. Caso mai ci trovi in fb come JaBe GuGu

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