La Val d’Arzino è, forse, uno degli spettacoli più belli presenti in Friuli Venezia Giulia: il torrente, con le sue cascate, pozze d’acqua, vasche d’erosione e slarghi mozzafiato dal colore smeraldo e azzurro intenso, vivo, cristallino, il suo ritmo a tratti lento, a tratti impetuoso, è circondato da rigogliose faggete. Questo territorio si estende tra i comuni di Vito D’Asio, Forgaria del Friuli e Pinzano al Tagliamento ed è collocata nella provincia di Pordenone. Intorno, i monti Corno, Vito D’Asio e Prat accompagnano il fiume verso il tuffo nel Tagliamento.

Qualche tempo fa, io e Merry abbiamo accettato un invito: fare il bagno nell’Arzino con i cani. Eh già: questa volta il branco comprendeva sei cani! Non succedeva da tempo immemore una simile avventura con un numero così grande di quattro zampe scodinzolanti! Il meteo ci ha fatto intendere che… sì, il bagno lo avremmo fatto ma, non come avevamo immaginato. Nemmeno superata Ragogna, il diluvio totale, di quelli che non lasciano scampo, si è rovesciato sulle nostre teste. Pioggia, pioggia e… ancora pioggia. Al bivio per San Francesco, abbiamo sbagliato strada e siamo saliti, per poi ridiscendere fino al Castello Ceconi (Pielungo), ammirato dall’interno dell’auto (stracarica di cani e umani). Tornati sui nostri passi, raggiunto di nuovo l’incrocio, abbiamo svoltato a sinistra per San Francesco e da lì abbiamo proseguito per Pozzis.

Su Pozzis, in rete, troverete storie di streghe, sussurri, terrori e omicidi ed io, in effetti, ho avuto modo di “conoscere” il “famoso” Cocco, personaggio estrapolato da qualche romanzo di Stephen King ed impiantato in Friuli. La storia del suo omicidio e del moto raduno che ha organizzato sopra il corpo interrato della sua vittima è di dominio pubblico e, se cercate, troverete tutti i particolari della vicenda in numerosi articoli di giornale offerti da Google. Ebbene, non sapevo mi sarei trovata davanti questo personaggio e, solo in seguito sono venuta a conoscenza della sua storia, degli anni in galera. Con noi, per quanto suoni “strano” scriverlo, è stato ospitale, educato e molto disponibile nel fornirci riparo. Suona agghiacciante, lo ammetto 😀 Comunque, per raggiungere i sentieri lungo l’Arzino, che partono da Pozzis, bene o male bisogna arrivare alla chiesetta e, quindi, alla casa di costui.pozzis_arzino_malamute

Pozzis è un paesetto semi deserto, popolato da turisti e dal galeotto. Scendete, raggiungete la chiesetta, parcheggiate e poi tenete la destra…. fino al cimitero. 🙂 Vi garantisco che, superata l’idea di macabro, il paesaggio intorno è mozzafiato. In pieno stile Romantico, quasi estrapolato dalle pagine più intense dello Sturm Und Drang. Il fiume lo sentite anche a distanza perché il suo fruscio e gorgoglìo non lascia alcun dubbio. Noi, bardati con k-way, ombrelli e l’impermeabile del Cocco, abbiamo guadato il fiume e abbiamo imboccato il primo sentiero sulla destra, risalendo verso le cascate.

Inutile dire che, non appena abbiamo raggiunto l’Arzino, abbiamo sciolto tutti i cani e li abbiamo lasciati liberi di correre, annusare e nuotare: con un tale diluvio, eravamo totalmente certi di non incontrare nessuno. E’ stato meraviglioso vedere la sintonia del gruppo formarsi subito: c’erano 4 femmine e 2 maschi e tra i maschi c’è stato il massimo rispetto e collaborazione.

Il sentiero non presenta difficoltà di percorrenza: è sterrato ma in piano, per la maggior parte del tempo. Le salite sono facilmente percorribili anche con scarpe da ginnastica. Rare le indicazioni C.A.I. ben segnalate, di tanto in tanto si incontra qualche sbiadito ricordo di linee gialle e rosse e un “sei” ad indicare, forse, il numero del percorso. Rispetto altri sentieri, la segnaletica è limitata ma, è anche vero che, più che andar dritto, non devi fare. Per tornare all’auto, abbiamo ripercorso la strada dell’andata, lasciandoci aiutare dai cani, nell’unico bivio con discesa, che abbiamo incontrato. Lungo il sentiero, ad oggi, sono presenti 4 frane di sassi, che si possono oltrepassare senza problemi. Non vi è corrimano sul lato destro del sentiero, salendo ma, non ci sono strapiombi o pericoli di caduta laterale. Al massimo, bisogna stare attenti alle storte, se si mettono male i piedi su alcuni sassi.

arzino_valle

Le cascate sono meravigliose: staresti tutto il giorno ad ammirare i colori dell’acqua (e a rimpiangere una buona macchina fotografica per immortalarli come si deve in fotografie d’alta qualità). Spero di poter tornare su questi sentieri nel vicinissimo autunno: i colori accesi di ottobre daranno, sicuramente, un risalto pazzesco al cristallino e vitreo azzurro dell’Arzino.

La Val D’Arzino, comunque, è ricca di attrattive. Basti pensare alle Grotte verdi di Pradis, le terme e fonti solforose di Anduins, l’ossario di Pinzano al Tagliamento, la Riserva Naturale del Lago del Cornino e i mille mila sentieri C.A.I., che partono ovunque e portano a luoghi meravigliosi, di cui non so nemmeno immaginare percorsi, atmosfere e paesaggi ma che, di certo, saranno e sono strepitosi. Tutti questi luoghi sono visitabili e vivibili con i cani ed è per questo che mi piacciono tanto.

val d'arzino con 6 cani

 

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