Dal Forte di Ospedaletto al Lago di Cavazzo

ospedaletto_forte_alaskan_malamute_viaggioComplice una rimpatriata fra amiche, incuranti della pioggia battente e continua, insieme a un gruppo di avventurieri ben assortiti e di tutte le età, abbiamo organizzato una micro gita al Forte di Ospedaletto (Gemona) e al Lago di Cavazzo. La giornata era propizia: il meteo dava nubifragi altalenanti e a Ferragosto mancava ancora qualche giro di orologio. Questo voleva dire che:

1) non avremmo trovato nessuno lungo il sentiero,

2) i cani avrebbero potuto correre liberi in montagna.

Di cani, alla fine, ce n’era solo uno: il mio. 🙂 Il branco era ben nutrito. C’erano persino due piccole principesse, che si sono innamorate istantaneamente del lupo-orsetto e, come prevedibile, hanno deciso che lui sarebbe stato loro per tutta la durata della gita. Merry non è mai stato a contatto diretto con bambini under-10 anni e, la sua gioia nell’incontrare di nuovo persone verso cui prova il più sincero affetto è stata tanta che, resosi conto di chi sarebbe stato presente, ha mostrato tutta la sua esuberante gioia di lupetto felice e rinvigorito dalla cura. Come? Beh 🙂 Alzandosi “in piedi” e leccando il viso a tutti, scodinzolando e saltellando. Preciso 😀 : questo “trattamento” lo riserva solo a chi è veramente felice di incontrare. In genere è molto compìto. Quando, però, incontra le persone, che ha associato alle gite divertenti… bè, lì è tutto un altro discorso 😀 e lo capisco. ❤ Non fosse per un certo contegno, pure io salterei a fare le feste a tutti 😀

Al Forte di Ospedaletto ci si può arrivare agevolmente sia da Gemona, sia da Venzone, trovandosi a metà strada fra ambo le località. L’accesso al sentiero, che conduce verso lo sterrato in salita –  facilmente percorribile a piedi in una 20ina di minuti – non è molto segnalato ma, dalla piazza (riconoscibile dalla rotonda), si imbocca la strada con san pietrini che scorre, abbastanza stretta, tra le case, si supera un ponte della ferrovia, girando subito a sinistra e poi si può parcheggiare. Il sentiero parte a pochi passi di distanza. Se non ricordo male, dovrebbero esserci anche delle panche da pic nic, per le giornate di sole.

Avuto l’ok dai genitori delle bimbe, ho sciolto Merry lasciandolo libero di divertirsi annusando, correndo, scalando ed esplorando i rovi, cunicoli e piste della montagna. Lui, pur allontanandosi ad esplorare il territorio, ci ha sempre “tenuto d’occhio” e, richiamato per evitare alcuni camion lungo il sentiero, ci ha ascoltato con una buona rapidità nella risposta e nel presentarsi a noi, facendosi mettere il guinzaglio senza problemi.

Vi confesso che provo ancora ansia nello scioglierlo ma, abbinando il lavoro al guinzaglio, alla linea, all’ubbidienza e alla fiducia in libertà, sto ottenendo risultati positivi, senza mai dimenticare il senso di responsabilità e la scelta dei luoghi più adatti alle corse libero. In questo caso, potevo lasciarlo perché, visto il meteo, non c’era effettivamente nessuno in giro (escluso i camion che lavoravano nella gestione degli alberi lungo il sentiero). Lui non è “cattivo” è solo un cane di taglia grande dall’aspetto lupino, che ama il selvatico di campagna e che, vista la mole poderosa, può spaventare le persone solo con lo sguardo. Per il resto, è un cagnone con la testa sulle spalle.

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Salendo, siamo giunti al Forte di Ospedaletto, una costruzione militare, accessibile gratuitamente per umani e cani, caratterizzata dalle postazioni per le mitragliatrici, luoghi di vita quotidiana dei soldati e spazi per le munizioni. Vi è anche una sezione informativa/museale al suo interno, anche questa gratuitamente accessibile. Giunti in cima, il temporale ci è venuto a trovare portentoso. Pioggia battente, a dirotto, ci ha spinto a trovare rifugio all’interno dei corridoi interrati eppure illuminati dalla luce del giorno, che filtrava dalle feritoie in pietra, a bordo suolo. Storie di vipere, di orsi, di viaggi: il lupo pattugliava la zona senza allontanarsi mai troppo, pur con l’entusiasmo e l’irruenza di chi si sta divertendo un mondo ad esplorare sotterranei, buio, pozze d’acqua e cumuli di macerie abbandonate.

Esiste qualcosa di più bello di un Alaskan Malamute che, sotto un acquazzone furibondo, lascia il sentiero per tuffarsi in un campo di erba alta e fare il “pesce salterino“, correndo, saltando a tuffo nei cespugli, per poi fiondarsi di nuovo vicino al branco e davanti, a segnalare la strada verso le auto? Per me no.

Purtroppo, il temporale ci ha costretti a una ritirata strategica verso luoghi caldi, dove cambiarci i vestiti bagnati (i k-way non coprono tutto e in pochi avevano le cerate dietro… io, per l’emozione, mi ero dimenticata a casa tutto: torce, giacca, ombrello, k-way… avevo tutto il necessario per “tenere” Merry in ogni possibile situazione… ma per me, non avevo nulla).

Tornati a Tolmezzo, ci siamo fermati a pranzo nel Ristorante Carnia, in centro: ve lo consiglio!! Non solo hanno un menù spettacolare, non solo producono la pizza con la pasta integrale, non solo hanno un parcheggio interno…. la proprietaria e i camerieri amano i cani così tanto che, dopo varie “insistenze”, mi hanno portato il controfiletto arrosto (gratis) per il mio Malamute. Avete capito bene! Controfiletto arrosto per il mio cane e…. cane dentro la stanza ristorante, insieme a me!

Merry, dal canto suo, stanco morto delle corse mattutine, si è spalmato a terra, svegliandosi solo al profumo di pizza e arrosto. Come non capirlo? Durante tutto il pranzo, con mia grande soddisfazione, è stato tranquillo, non invadente, ha ubbidito al “terra” senza discutere, abbaiare o mugulare e non ha mai dato segni di stress. Un cane normale, insomma; per chi ci guardava da fuori, un cane educato. Per me, invece, un cane che ha fatto tantissimi progressi e che, finalmente, posso portare ovunque, indipendentemente dalla quantità di gente, cani, stimoli, complicazioni.

Divorato il tiramisù fatto in casa, ci siamo diretti verso il Lago di Cavazzo. L’allegra brigata, dimezzata dal temporale, non era mai stata al Lago dei Tre Comuni. Abbiamo beccato un raduno di parapendio, una sorta di sagra misto a gara. Non paghi, abbiamo anche incontrato un branco di otto lupi cecoslovacchi, un rottweiler, qualche pastore australiano, barboncini, meticci vari di tutte le taglie. Sono stata molto felice nel notare la serenità con cui Merry si è approcciato, a distanza, alla stragrande maggioranza di loro, innervosendosi un poco solo con il Rott maschio ma, senza dare in escandescenza. Anche l’altro è stato esemplare, devo dire.

Sono felice di aver incontrato così tanti cani al Lago di Cavazzo perché mi era giunta voce ci fosse una sorta di ordinanza comunale contro i cani, per impedire loro l’accesso. Ora, non so se questo sia vero e il limite non rispettato oppure se sia solo frutto di un passaparola “mal riuscito”. Sta di fatto che, al Lago di Cavazzo si incontrano miriade di cani, tutti al guinzaglio (a parte i più piccoli) e i proprietari sono educati.

La giornata è finita fin troppo presto. E’ stato bello ascoltare le storie di caccia, vedere i video “di lavoro” della nostra compagnia insieme al suo Drahathaar. Spero di poter passare ancora del tempo insieme a queste splendide persone, a cui voglio un gran bene e che, come sempre, ringrazio con gioia.lago_cavazzo_cani4

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3 Comments

  1. è stata una giornata perfetta, solo un po’ …umida!
    Grazie per averci portato in luoghi splendidi, per averci fatto scoprire ancora un pezzetto di questa regione piena di meraviglie, che si conosce ancora poco.
    Grazie per la compagnia, per la guida, per l’ottimo cibo, grazie al peloso che non solo è un cane educato e allegro, ma anche irresistibile!!!
    e last but not least grazie della tua fedele amicizia!
    Ely

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  2. Ciao Ely,
    grazie a voi per i più di 400km percorsi per venirci a trovare, per i mille pensieri gentili, per il grandissimo affetto sincero riservato a Mercurio, grazie per non esserci perse di vista mai.
    Vi mandiamo tanto affetto,
    Carolina

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