Passeggiata sul Monte Zermula

monte_zermulaLa domenica, ormai, è la giornata deputata alle escursioni in montagna. Qualche settimana fa, complice una (rara) bella giornata e la voglia di far socializzare Merry con altri cani, ho accettato un invito per una passeggiata sul Monte Zermula. Per chi non lo sapesse, questo monte si trova in provincia di Udine, fa parte delle Alpi e ha un’altitudine di 2.143 metri. Localizzata vicino all’Austria, fu interessato da percorsi militari nella Prima Guerra Mondiale, rimaneggiati e restaurati nella Seconda e… ben poco utilizzati in entrambe. Le trincee, le mulattiere e le gallerie sono ancora visibili e visitabili a partire da diversi percorsi aventi come base la malga omonima.

Per le donne desiderose di sperimentare il brivido della guida in montagna, accenno al percorso “poco agevole”, che si deve intraprendere lasciata Paularo alle spalle: la strada, che sale sul monte, è a una carreggiata in salita con doppio senso di marcia, lievi tornanti, guardrail non sempre presente e … per coloro i quali fossero in grado di gustarselo, credo ci sia anche un bellissimo panorama sulla sinistra (salendo) e sulla destra (scendendo).

La strada sale fino a circa 1400-1500 metri, costeggiando roccia e boschi. Si possono incontrare delle piccole (o grandi) cadute di massi e non tutto il costone della montagna è protetto da reti. Questa è la difficoltà nel salire sul monte Zermula. Io, che non sono pratica di montagna, ho cercato di “farmi coraggio” mossa solo dal desiderio di portare Merry in un posto incantevole. Queste sono le mie prime volte nella guida in quota e, ad essere onesti, ho ancora molta ansia e paura. Temo mi si spenga l’auto in salita ma, di più, ho paura della discesa, delle curve e della velocità che, a volte, l’auto prende. Devo fare pratica.

mappa_monte_zermulaChe consigli posso dare alle donne desiderose di sperimentarsi sul Monte Zermula? Di portarsi il cd preferito e di cantare, di andare piano, di suonare il clacson ad ogni curva perché, se dall’altro senso di marcia arriva un’auto e non vi palesate a vicenda rischiate:

1) di fare un incidente,

2) di finire nello strapiombo,

3) di rigarvi l’auto con la pietra,

4) di bloccare la carreggiata.

Se dall’altro lato arriva qualcuno, spero per voi vi troviate in una parte agevole della strada, dove vi sarà semplice tenervi sulla destra (salendo) per lasciar passare l’auto. In alternativa, dovrete fare retro… in discesa… in curva. Ma io, quando sono salita, ho sempre confidato nel buon cuore dei più che probabili uomini alla guida: ho fatto bene. Mi hanno lasciato passare, agevolandomi. Sia il mio conduttore, nell’auto che seguivo, sia tutti gli altri incontrati (speravo pochi…e invece!). Queste differenze di “genere” le faccio perché, di norma, chi guida in montagna è, spesso, l’uomo. Ma non voglio fare generalizzazioni.

Comunque, in modo o nell’altro, sono riuscita a salire e, mollata l’auto a 3/4 del percorso, caricato Merry nell’altra auto, abbiamo fatto l’ultimo tratto di… no, non chiamiamola strada! E’ una cosa veramente per avventurieri esperti: asfaltata, eh? Ma…. dritta in salita, senza protezioni, larga meno di una carreggiata, con curve a U per salire e arrampicarsi sul proseguo ancora più ripido! No, da sola, con la mia auto imprestata, non ce l’avrei fatta! Fortuna che ero accompagnata da una coppia speciale di brave persone empatiche, umane e… di grande cuore! Quest’avventura solo per arrivare alla malga, parcheggiare, respirare e partire a piedi!

mucche_monte_zermulaMerry, dicevamo, non era solo: con lui, il rarissimo cane nordico Fresyia Baltica e Penny, australiana D.O.C.. Tutt’intorno a noi, mucche, capre, pecore, galline e animali selvatici [Nella foto potete ammirare Merry e le sue idee strategiche. Stava facendo il triage: mucche-pecore-galline o galline-pecore-mucche? ;-P ]. Lasciati i pascoli alle spalle, saliti fino alla strada, che porta al rifugio incustodito diversi km più in alto, abbiamo deciso che… era ora di scioglierli.

Tre cani primitivi in un bosco sono una cosa straordinariamente bellissima da vedere: tutti e tre perfettamente sotto il nostro controllo. Richiamo buono e, a volte, ottimo, anche in presenza di stimoli e odori selvatici di tutti i tipi. Non si sono mai allontanati da noi, sono sempre rimasti nei paraggi pur correndo su e giù lungo il sentiero, alla ricerca della fanghiglia più fangosa per rotolarcisi dentro. Le gerarchie le hanno stabilite nei primi 5 secondi liberi: Fresyia Baltica era l’Alfa, Penny e Merry i Beta. Merry non ha aperto bocca al riguardo: lui, di base, è uno che non ha bisogno dello scettro a tutti i costi. Se deve, come con Stella, è leader senza problemi (ma lei è cucciola e il ruolo di capo gli spetta di diritto). In tutti gli altri casi (con cani adulti), lui è gregario senza colpo ferire.

Continuando a camminare, abbiamo trovato la cosa più spettacolare del mondo: neve a luglio! Ma non la classica, bianca, sciabile neve! Un cumulo grande come una piccola valanga (ma che non era valanga!), in lento scioglimento, che era diventata una grotta di neve con diversi accessi interni: i nostri cani ci si sono fiondati come matti. Dentro, fuori, sopra, sotto, ancora dentro nel fiume d’acqua creato dalla neve sciolta. Corse e cerchi di gioia. Splendidi. Arrivati al rifugio, ci siamo divertiti a prenderli in giro giocando con l’eco: tutti e tre annusavano l’aria, orecchie dritte, cercando di capire da dove provenisse quella voce strana.

Per pranzo siamo scesi in malga e lì c’è stata una grande prova per Merry: di base lui non riesce a stare legato a un albero, palo, staccionata nella natura mentre io, per un qualsiasi motivo, mi allontano un attimo. Va subito in stress. Su questo aspetto, ci sto lavorando, quasi ogni giorno, abituandolo a stare da solo. E’ un lavoro che va avanti da molti mesi. Ebbene, quella domenica, grazie anche alla presenza delle due primitive, è riuscito a stare tranquillo, a non essere insistente, a non abbaiare, a mettersi a terra e…… suonino le campane: a fare un pisolino di una manciata di minuti! Cosa cosmiche, ragazzi! Cose cosmiche! Se paragonate alla partenza, questo è un SUPER risultato (su cui c’è ancora tantissimo da lavorare, per carità). Mentre noi pranzavamo, inoltre, i due Bernesi della malga si sono avvicinati (anche il maschio di 5 anni) e con Merry non ci sono stati problemi. Si sono annusati tutti a vicenda, a distanza, con rispetto e, tempo poco, i bovari sono tornati al loro lavoro con le mucche: facevano, praticamente, i pizzardoni a protezione degli animali e dei luoghi adibiti ai turisti, prevenendo invasioni di campo a tutto muuuuu. Vedere questi cani lavorare nel richiamare e radunare le varie tipologie di ruminanti è stato bellissimo! merry

Dopo pranzo, l’ultima passeggiata fino alle trincee, scendendo al di là della staccionata a cui avevamo legato i cani per mangiare. Il sentiero, in discesa, era coperto di fogliame non ancora seccato a causa del tempo ballerino di quest’anno. Tutt’intorno, quella pianta simile, per odore, all’aglio, di cui non ricordo il nome. I passamano in legno sono quasi tutti marci e cadenti, purtroppo quindi, benché il sentiero non sia complicato, bisogna comunque prestare attenzione. Di tanto in tanto, si possono incontrare dei tronchi crollati perché malati o abbattuti da qualche fulmine.

Trovate le entrate nella trincea, ci siamo avventurati al loro interno. Buio pesto. Per fortuna che le nostre guide, mio collega al centro cinofilo e sua moglie, si erano ricordati delle torce! Merry, dopo un attimo di “timore del buio”, si è lanciato nell’esperienza, pur stando sempre vicino , rispondendo al richiamo senza controbattere o disobbedire.

E questa, infine, è l’ultima immagine di una giornata memorabile, per la quale, sia io che Merry, ringraziamo ancora.

alaskan_malamute_laika_australian

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