Decido di mettere in discussione Wolf Eyes Inside e le scelte di brand. Inserisco la manutenzione nel sito, mi fermo. 45 giorni offline sono tanti: non mi fanno paura. Ho bisogno di centrarmi e di capire quale indirizzo prendere. Che cosa non mi soddisfa a pieno. Quali le carenze del mio brand dal punto di vista di identità, messaggio, valori, contenuti. Forse sono troppo perfezionista. Forse sento che desidero fare di più.

Mi piace la prima “gittata” Wolf Eyes Inside: mi ha permesso di ricostruire un giro di lavoro importante. Al tempo stesso, non mi rappresenta al 100%. Passo dalla versione DEMO alla versione ALPHA. Non credo sarà quella definitiva: per attitudine mi esprimo nel cambiamento e nella flessibilità. Nel concetto astratto del fluire con l’evoluzione. Alcuni punti fissi vanno messi, però. E questi punti fissi includono una presenza maggioritaria della natura, del bosco, degli animali. Il tutto in un contesto di rispetto ambientale, eco-sostenibilità e metafora lupina di comunicazione. In sostanza: dopo un anno di protezione terrosa è venuto il tempo di germogliare.

Identità: chi è Carolina

Se non sai chi sei, come puoi comunicarlo? Letto e riletto milioni di volte in tutti i siti di marketing. Il problema nasce dallo step successivo: so chi sono ma non so se sono così contenta di mostrarmi per ciò che sono.

Nella vita di tutti i giorni sono una persona che non noti per strada. Una schiva, che sta meglio la mattina presto nei campi con il suo cane piuttosto che attaccata al telefono a parlare. Mi vesto sempre in abiti comodi ed è più facile vedermi in tenuta trekking piuttosto che in tailleur. Quando parli con me hai la sensazione di incontrare qualcuno che ha qualcosa da dirti e da offrirti, non solo mostrarti.

Quando mi confronto con il Business Manager di Facebook, quando risolvo un problema tecnico tramite What’s App senza nemmeno avere sotto mano il pc della cliente, il trucco non mi serve. Mi basta sapere dove mettere le mani, dove guardare, cosa cliccare, come aggiornare, quanto aspettare, come contro-muovermi. Come dirlo in modo semplice e comprensibile, che consenta alla persona in difficoltà di risolvere in poco il problema.

Qualcosa come la storiella che gira su Facebook: non è il tempo che il professionista impiega a risolverti un problema, è il sapere quale vite girare o togliere per risolverlo. Ho in programma un upgrade di bellezza e cura di me. Ma ora sono così.

Parlare in amicizia con il collega Michele Guastamacchia di Filmogenic, fotografo, mi ha aiutato. Mi ha chiesto: perché mentire? Tu sei come sei e come sei va bene. Sei onesta nel mostrarti e chi sceglierà di lavorare con te vorrà e apprezzerà questo.

Non ho bisogno di una taglia 38 da promuovere. Ho bisogno di un messaggio e di un’immagine che parli del mio brand. Sono una professionista legata in modo viscerale al suo cane e alla natura. Voglio stare e lavorare nella natura. Tutto il resto sarebbe solo aderire a uno standard d’immagine, lontano dal mio brand e dalla mia identità. Ed io voglio essere autentica e onesta con te.

Coerenza e congiunzione per un brand forte

Sarebbe scontato organizzare un set fotografico canonico con tailleur, tacchi, trucco. Tuttavia: è coerente con me e con il concetto Wolf Eyes Inside? Nel mio lavoro quotidiano il mio cliente mi incontra così? Nella natura si va così?

Per i clienti con cui voglio lavorare è utile e necessario questo tipo di presentazione? Mi rende più affidabile, d’impatto. Ma chi lavora nella natura cerca il tacco firmato nella foto ufficiale oppure ha bisogno di qualcuno che sappia utilizzare gli strumenti, portare risultato? Magari senza farsi problemi se c’è della terra nel luogo di lavoro dove si palesa il contenuto più utile.

Dalla mucca posso andare con il tacco per farle il live Facebook della mungitura?

Queste domande mi hanno spinto ad accogliere un’opportunità gratuita promossa in Facebook. Un’ora di consulenza sull’autostima. La collega Emanuela Viara di Amaru ha ascoltato una piccola ferita e ha salvato la pagina dedicata al percorso ispirato a Donne che corrono coi lupi. Senza di lei, senza le riflessioni in merito, l’avrei semplicemente cancellato.

Priorità: cosa voglio fare da grande?

No, non è solo un sito. Un sito come tanti. Wolf Eyes Inside è un’esperienza professionale ed è una proposta commerciale di servizi di comunicazione. A cosa dare la priorità? Facebook mi ha aiutato: la collega Carol Marketing ha realizzato il suo agosto social. Mi ha chiesto: cosa vuoi fare da grande? Voglio fare la responsabile di comunicazione in un contesto naturale il più possibile correlato al lupo e al bosco. Questa consapevolezza ha cambiato le carte in tavola.

Avevo già strutturato il menù nuovo di Wolf Eyes Inside. Poi ho invertito. Prima Gestione e poi Consulenza. Che senso ha spingere le consulenze se desidero, in primis, incarichi stabili e a lungo termine? Mi sento pronta per la responsabilità e per essere referente di tutte le scelte a 360° di comunicazione legate a un brand.

Ho scelto un labeling diretto e prioritario. Con Carol ho ragionato sull’unicità della mia proposta. Cosa mi rende unica e diversa da tutti gli altri (lei compresa)?

La risposta è questa: lavoro digital nella natura, con il mio cane a fianco. Colgo il potenziale dei contenuti del brand e delle persone. Mi adopero per sviluppare relazioni con il territorio ed emozioni dalla community attraverso la comunicazione ufficiale. Il mio stile e il mio linguaggio sono sempre umani e narrativi, soggettivi. Ho a disposizione competenze social ma anche un’attività correlata. I miei clienti, aderendo, potranno aggiungere o diversificare le fonti d’entrata e il loro valore per i loro clienti.

Da qui alla revisione dei testi (per l’ennesima volta), il passo è stato brevissimo. Dovevo (con urgenza) inserire queste consapevolezze. Dirle, renderle più chiare, non fraintendibili. Dovevo avanzare il vantaggio per il cliente e, allo stesso tempo, agire sull’immagine che il lettore esterno confezionava di me nella sua mente. Per questo sono passata anche alla potatura del blog, selezionando i contenuti da mantenere da quelli meno profilati.

Messaggio: cosa voglio dire a chi entra qui

Fare le cose in maniera semplice, funzionale e performante è possibile. Persino nel rispetto della natura e dentro la natura stessa senza danneggiarla. Ti piacciono i social? Lavoriamo con i social! Non ti fidi dei social? Facciamo in un altro modo e vediamo cosa succede. Poi tiriamo le somme e aggiustiamo il tiro, se serve. Ti senti male all’idea di non avere il tuo cane con te? Perché mai devi rinunciare ad averlo al tuo fianco quando non fa del male a nessuno e, al massimo, ti regala fiducia e sicurezza!

A chi entra qui voglio dire: comunicare in armonia con l’ambiente, facendo del bene al brand, alla community e ai profitti è possibile. Lavorare con le scarpe infangate non è un problema se quel fango racconta una storia che emoziona e valorizza l’anima delle persone che dedicano la loro vita a una causa.

Gli strumenti ci sono, la creatività è un tesoro a disposizione di tutti.

E voglio dire un’ultima cosa alle donne: seguite La Loba, costruite la vostra identità e reddito autonomo e siate felici perché dentro il vostro flusso.

Opportunità per te

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